
Dita gonfie e arrossate, pelle traslucida, prurito o bruciore? Potrebbe trattarsi di geloni, disturbi circolatori favoriti dal freddo umido che possono complicarsi se non vengono trattati adeguatamente. Scopriamone i sintomi, le cause e i rimedi.
I geloni, che in gergo medico prendono il nome di “perniosi” o “eritema pernio“, sono disturbi della circolazione che si manifestano nei soggetti predisposti all’arrivo dei primi freddi. Sono molto comuni nelle regioni con inverni umidi e ventosi, le cui temperature scendono sotto i 15°C pur mantenendosi sopra allo 0°C; invece, nelle zone con inverni rigidi e secchi, sono meno comuni sia perché il tasso di umidità è basso, sia perché le persone si proteggono di più dalle intemperie.1
Classificazione e sintomi dei geloni
In base alla severità dei sintomi si possono distinguere quattro stadi progressivi di perniosi.
1° stadio
Il disturbo interessa la superficie cutanea delle zone più esposte al freddo, ovvero le dita di mani e piedi, la punta del naso e i lobi delle orecchie. La cute appare gonfia, traslucida, rosso-violacea che tende a sbiancarsi alla pressione; inoltre sono presenti prurito, bruciore e dolore.
2° stadio
La pelle si cosparge di flittene, cioè bolle ripiene di liquido sieroso, localizzate sotto l’epidermide.
3° stadio
Si formano le ulcere, che possono infettarsi perché consentono la penetrazione dei microrganismi.
4° stadio
Non si avverte più bruciore, prurito o dolore in quanto la lesione è talmente profonda da distruggere le fibre sensoriali. In questo stadio, purtroppo, vengono danneggiati anche muscoli e tendini.

Cause e fattori di rischio dell’eritema pernio
Secondo l’ipotesi più accreditata,3 i geloni rappresentano una reazione infiammatoria al riscaldamente repentino delle dita (o altre parti coinvolte) dopo una lunga esposizione al freddo umido, che blocca la microcircolazione cutanea. Ciò non accade sempre, ma solo nei soggetti a rischio a causa di:
- anomalie genetiche dei vasi sanguigni;
- genere, infatti la perniosi si manifesta in 1,5 donne su 1000 contro 0,9 uomini su 1000;
- malnutrizione, giacché le persone sottopeso e malnutrite sono più sescettibili;
- patologie vascolari, come l’insufficienza venosa, l’acrocianosi e il fenomeno di Raynaud;
- diabete, poiché tra le sue complicanze si annoverano i disturbi vascolari;
- fumo di tabacco, in quanto la nicotina e i prodotti della combustione danneggiano i vasi sanguigni;
- sedentarietà, indumenti stretti o poco isolanti, che rallentano la circolazione.
I trattamenti per sfiammare i geloni
Correggere lo stile di vita è il primo passo per prevenire o quantomeno alleviare il disturbo, per il quale ricordiamo non esistono cure definitive. Ecco, dunque, quattro consigli utili.
1) Evitate gli sbalzi di temperatura
Possono peggiorare il disturbo, se non addirittura scatenarlo nelle persone più sensibili, e ciò può avvenire passando dal caldo al freddo e viceversa. Si possono evitare:
- indossando indumenti comodi e isolanti, come quelli in tessuto tecnico. Sì a cappelli, guanti, paraorecchie e passamontagna se c’è l’interessamento del naso, e scegliete con attenzione calze e scarpe, che possono rallentare la circolazione se sono troppo strette;
- applicando prodotti protettivi. Creme e unguenti isolano la pelle dagli agenti ambientali, la idratano e l’ammorbidiscono. Potete miscelarli con poche gocce di olio essenziale di rosmarino per riattivare la circolazione;
- lavandovi con acqua tiepida e asciugandovi con cura, affinché la pelle non rimanga umida;
- regolando la temperatura degli interni. Non tenete il riscaldamento troppo alto e accendete il deumidificatore in caso di umidità; se avete i termosifoni, il camino o la stufa, non avvicinatevi troppo alla fonte di calore.
2) Fate esercizio fisico
Riattivate la circolazione sanguigna con l’attività fisica come la corsa, il nuoto o la bicicletta: ne bastano 30 minuti 4 volte alla settimana.
3) Smettete di fumare
Il fumo danneggia il microcircolo, perciò vi consigliamo di leggere la guida per smettere di fumare.
4) Mangiate bene
Gli alimenti da prediligere sono quelli ricchi di vitamine C ed E, antoncianine, sali minerali come lo zinco e grassi polinsaturi, che proteggono la pelle e i vasi sanguigni, in particolare frutta e verdura fresche, frutta secca e pesce azzurro.
Cure naturali per i geloni
In questa categoria rientrano le cure termali e gli oli essenziali, utili nel trattamento delle forme lievi.
1) Balneoterapia
La balneoterapia è la cura termale per antonomasia, i cui benefici sono dovuti alla sinergia tra:
- il calore, che dilata i piccoli vasi contratti dal freddo;
- l’elevata concentrazione salina, che lenisce e sgonfia le estremità infiammate;
- l’effetto idrostatico, sfruttato nella ginnastica acquatica per riattivare la circolazione. Nel trattamento dei geloni si usano quattro vasche (due per le braccia e due per le gambe) regolate a 20-40°C.
2) Bagni, pediluvi e maniluvi col sale grosso
Il sale grosso è un rimedio tradizionale per i geloni alle mani o ai piedi, che si usa sotto forma di bagni, pediluvi o maniluvi: mentre il tepore dell’acqua riattiva la circolazione, il sale sgonfia le aree infiammate, donando sollievo.
Per preparare il bagno, si aggiungono due tazze di sale all’acqua della vasca, mentre per pediluvi e maniluvi la proporzione è di una tazza per un catino d’acqua; una volta pronto, si sta immersi per 15 minuti. Potete effettuarli una o due volte al dì, anche tutti i giorni, se necessario.
3) Olio essenziale di rosmarino
L’olio essenziale di rosmarino è rubefacente, dunque richiama il sangue in superficie grazie alla canfora. Diluite 10 mL di olio essenziale in 90 mL di olio di mandorle dolci e messaggiate la zona fino a 3 volte al dì; non applicatelo puro, perché è irritante.
L’olio essenziale di rosmarino è utile nel trattamento dei geloni di mani e piedi, ma è controindicato:
- nei bambini sotto i 3 anni, negli anziani e nei pazienti asmatici, perché può provocare crisi respiratorie a causa della canfora;
- nei pazienti epilettici, in quanto può causare le convulsioni;
- in gravidanza, durante l’allattamento e nei bambini sopra i 3 anni, può essere usato solo sotto controllo medico.
Farmaci per il trattamento della perniosi
I farmaci sono utili nel trattamento delle forme moderate-severe di perniosi.
1) Corticosteroidi e antibiotici per uso topico
Per ridurre l’infiammazione e prevenire le infezioni si possono usare le pomate con cortisone e antibiotico (per esempio betametasone e gentamicina) disponibili su prescrizione medica.
2) Vasodilatatori per uso orale
I farmaci sopraccitati si possono associare alla nifedipina, somministrata al dosaggio di 30-60 mg al dì, che ripristina la microcircolazione dilatando le arteriole. Tuttavia la sua efficacia nel trattamento dei geloni è ancora dibattuta.4
Consigli di lettura
Se l’articolo vi è piaciuto, potrebbe anche interessarvi saper distinguere i geloni dal fenomeno di Raynaud.
Riferimenti bibliografici
- Singh GK, Datta A, Grewal RS, Suresh MS, Vaishampayan SS. Pattern of chilblains in a high altitude region of Ladakh, India. Med J Armed Forces India. 2015 Jul;71(3):265-9. doi: 10.1016/j.mjafi.2013.01.011. Epub 2013 May 10. PMID: 26286795; PMCID: PMC4534529;
- Gordon R, Arikian AM, Pakula AS. Chilblains in Southern California: two case reports and a review of the literature. J Med Case Rep. 2014 Nov 22;8:381. DOI: 10.1186/1752-1947-8-381. PMID: 25416648; PMCID: PMC4275761;
- Varun ShahiDavid A. WetterJonathan A. CappelMark D.P. DavisPeter C. Spittell; Vasospasm Is a Consistent Finding in Pernio (Chilblains) and a Possible Clue to Pathogenesis. Dermatology 1 September 2015; 231 (3): 274–279. DOI: 10.1159/000437224;
- Souwer IH, Bor JH, Smits P, Lagro-Janssen AL. Nifedipine vs Placebo for Treatment of Chronic Chilblains: A Randomized Controlled Trial. Ann Fam Med. 2016 Sep;14(5):453-9. DOI: 10.1370/afm.1966. PMID: 27621162; PMCID: PMC5394377.
Crediti fotografici
Foto di apertura, Winky from Oxford, UK, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons.
L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il rapporto medico-paziente.

Pubblicista, ex collaboratrice de L’Unione Sarda.
Sono cofondatrice e caporedattrice di Inchiostro Virtuale.
Potete contattarmi scrivendo a j.zanza@inchiostrovirtuale.it




