Come distinguere i geloni dal fenomeno di Raynaud.

A causa del freddo è possibile che si manifestino problemi di circolazione, solitamente alle dita delle mani o dei piedi, come i geloni e il fenomeno di Raynaud: ma come distinguere questi due disturbi all’apparenza simili? Scopriamone di più!

L’inverno porta con sé malanni di varia natura, dalle sindromi influenzali ai disturbi della microcircolazione, quali i geloni e il fenomeno di Raynaud: due condizioni difficili da distinguere per i non-medici, perché interessano le stesse parti del corpo (principalmente le dita, ma anche il naso e le orecchie) e compaiono quando si abbassano le temperature, talvolta contemporaneamente.

Come riconoscerli, dunque?

Una prima differenza riguarda le cause: infatti il Raynaud può essere provocato anche dallo stress psico-fisico, che analogamente al freddo blocca l’afflusso di sangue alle estremità (ischemia) attraverso l’improvvisa costrizione delle piccole arterie (vasospasmo). Invece, i geloni rappresentano l’esito di una risposta infiammatoria al riscaldamento rapido, dopo una lunga esposizione al freddo umido.

Geloni e fenomeno di Raynaud a confronto: come distinguere i sintomi

Il blocco della circolazione è responsabile della triade cromatica della sindrome di Raynaud: all’inizio la cute sbianca perché non scorre più il sangue, poi diventa cianotica (blu-violacea) per via della carenza di ossigeno e infine arrossata, quando riprende la circolazione.

Nelle fasi di pallore e cianosi, i pazienti riferiscono mani o piedi freddi, formicolio o intorpidimento; invece l’arrossamento può essere accompagnato da bruciore o dolore.

Solitamente gli episodi vasospastici interessano entrambe le mani o i piedi, sono dunque simmetrici, durano da pochi minuti a qualche ora e possono ripetersi a intervalli di tempo ravvicinati.

Come distinguere i geloni dal fenomeno di Raynaud.
Fenomeno di Raynaud alle mani: il vasospasmo fa impallidire le dita. Foto: Niklas DCC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

Nel caso dei geloni, invece, le dita o altre parti coinvolte presentano i segni tipici dell’infiammazione, pertanto appaiono gonfie e arrossate, con la pelle traslucida; inoltre si avvertono prurito, bruciore e dolore. Di solito si manifestano in entrambe le mani o i piedi e durano in media 1-3 settimane,2 ma anche di più se non trattati adeguatamente.

Come distinguere i geloni dal Fenomeno di Raynaud. Immagine di pubblico dominio da Wikimedia Commons.
Geloni (o perniosi) ai piedi: le dita appaiono gonfie e arrossate con la pelle traslucida. Foto: Sapp, Public domain, via Wikimedia Commons.

Rimedi naturali e farmacologici

Se si soffre di geloni e/o del fenomeno di Raynaud è importante proteggersi dal freddo indossando guanti, calze, paraorecchie e persino il passamontagna se è coinvolto il naso; è importante scegliere capi comodi, realizzati con materiali che mantengano la pelle calda e asciutta (come alcuni tessuti tecnici). Un’ulteriore protezione è fornita dalle creme a effetto barriera, utili soprattutto se c’è vento.

Bisognerebbe anche cercare di prevenire gli sbalzi termici – lavandosi con acqua tiepida ed evitando il contatto diretto con superfici calde o fredde – e deumidificare gli ambienti interni.

È altresì indispensabile smettere di fumare, perché la nicotina è un potente vasocostrittore e il fumo veicola radicali liberi nocivi per i vasi sanguigni, e mantenere attiva la circolazione con la ginnastica in acqua o altro tipo di attività fisica.

In ultimo è consigliabile limitare il consumo di caffè ed energy drink, perché la caffeina ha un’azione vasocostrittrice, e consumare alimenti ricchi di vitamine C ed E e grassi polinsaturi, che rinforzano il microcircolo e la barriera cutanea, quali frutta e verdura fresche, frutta secca e pesce azzurro. A seguire riportiamo gli standard quantitativi delle porzioni per la popolazione italiana:

  • 3 porzioni al giorno da 150 g ciascuna di frutta fresca;
  • 2 porzioni al giorno da 200 g ciascuna di verdura;
  • 1 porzione al giorno da 30 g di frutta secca;
  • 2-3 porzioni alla settimana da 150 g ciascuna di pesce azzurro.

Qualora le misure sovraelencate non fossero sufficienti, sarà necessario ricorrere ai farmaci vasodilatori. Per quanto riguarda il fenomeno di Raynaud la prima scelta ricade sui calcio antagonisti come la nifedipina,1 che rilassano le arteriole bloccando l’ingresso del calcio nelle loro pareti. Questo farmaco si può usare anche per i geloni – benché l’efficacia sia ancora dibattuta2 – in associazione alle pomate cortisoniche.

Quando preoccuparsi

Purtroppo, se non adeguatamente trattati, questi disturbi possono andare incontro a complicanze. Chi soffre di geloni dovrebbe rivolgersi al medico se compaiono flittene, ossia bolle ripiene di liquido sieroso, che potrebbero ulcerarsi e prendere infezione.

Nei pazienti affetti da Raynaud, l’ischemia prolungata può provocare ulcere e gangrena secca. Inoltre alcuni segni fungono da campanello d’allarme per le malattie autoimmuni – rispetto alle quali il fenomeno può comparire diversi anni prima – come la sclerosi sistemica:

  • cianosi non preceduta da pallore;
  • sclerodermia e sclerodattilia (indurimento della pelle e in particolare quella delle dita);
  • calcinosi (deposito sottocutaneo di calcio);
  • teleangectasie (capillari dilatati).

Attenzione anche alle asimmetrie: il coinvolgimento di una sola estremità può indicare una patologia dei grossi vasi sanguigni.

Consigli di lettura

Se l’articolo vi è piaciuto, leggete anche la guida per una buona skincare routine invernale.

Riferimenti bibliografici:
  1. Haque A, Hughes M. Raynaud’s phenomenon. Clin Med (Lond). 2020 Nov;20(6):580-587. doi: 10.7861/clinmed.2020-0754. PMID: 33199324; PMCID: PMC7687329;
  2. Pratt M, Mahmood F, Kirchhof MG. Pharmacologic Treatment of Idiopathic Chilblains (Pernio): A Systematic Review. Journal of Cutaneous Medicine and Surgery. 2021;25(5):530-542. doi: 10.1177/1203475421995130.
Crediti fotografici

In copertina: foto di Aritha da Pixabay.

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il rapporto medico-paziente.

Scritto da:

Jessica Zanza

Pubblicista, ex collaboratrice de L'Unione Sarda.
Sono cofondatrice e caporedattrice di Inchiostro Virtuale.
Potete contattarmi scrivendo a j.zanza@inchiostrovirtuale.it