Smettere di fumare - un uomo spezza in due una sigaretta

Smettere di fumare è un atto doveroso se si vuole salvaguardare la propria salute e quella altrui, giacché il fumo è un fattore di rischio accertato per lo sviluppo di tumori, malattie cardiovascolari e respiratorie, effetti negativi in gravidanza e nel neonato. Nella guida troverete i consigli e le strategie per riuscire nell’intento.

Come smettere di fumare? 

Benché smettere di fumare da soli sia possibile, le probabilità di successo aumentano notevolmente con il supporto del medico o di altri professionisti, come psicologi e specialisti della disassuefazione; lo dimostrano i risultati di uno studio ombrello che ha esaminato ben 37 studi clinici, che hanno coinvolto 507 volontari in media ciascuno; infatti, queste figure, oltre a fornire supporto e motivazione, possono prescrivere dei farmaci per trattare le forme più severe di tabagismo.

Detto ciò, vediamo le tre principali strategie per smettere di fumare:

1) Smettere di fumare da soli

Nelle persone particolarmente determinate, la sola forza di volontà potrebbe essere sufficiente per smettere di fumare. Le prime 24 ore senza fumo sono le più difficili da superare, ma, se la voglia vi assale, provate a seguire i consigli del Ministero della Salute:

  1. bevete un bicchiere d’acqua;
  2. fate una passeggiata;
  3. chiacchierate con qualcuno, di persona o al telefono;
  4. masticate una gomma senza zucchero.

Se non doveste riuscire nell’intento, non sfiduciatevi e riprovate, meglio ancora, dopo esservi rivolti al medico o a uno dei 400 centri antifumo sparsi sul territorio. In questi centri – ai quali si può accedere pagando il ticket e talvolta gratuitamente – si forniscono consulenze individuali o di gruppo e si prescrivono terapie ad hoc (per maggiori informazioni, chiamate il numero verde 800 554088).

2) Smettere con la psicoterapia

La terapia cognitivo-comportamentale ha l’obiettivo di modificare il pensiero del paziente, cosicché possa riuscire ad abbandonare il vizio del fumo, gradualmente e con un rischio di ricaduta inferiore.

A tal riguardo, uno studio ombrello del Norwegian Institute of Public Health, che ha esaminato i dati raccolti da 21 studi clinici, ha evidenziato che la TCP è più efficace nell’aumentare il tasso di astinenza dal fumo rispetto ai soli farmaci. Le probabilità di successo crescono con la durata e il numero di sedute effettuate, siano esse individuali o di gruppo, faccia-a-faccia o al telefono; tuttavia, sono necessarie almeno 4 sedute faccia-a-faccia o 3 al telefono affinché la psicoterapia sia efficace.

come smettere di fumare le sigarette

3) I farmaci per smettere di fumare

In associazione alla psicoterapia, i farmaci possono aiutare i fumatori incalliti ad abbandonare il vizio della sigaretta. Si tratta dei:

Sostitutivi della nicotina

Questi medicinali riducono la severità e la durata delle crisi di astinenza perché, rispetto alle sigarette, garantiscono un rilascio graduale della nicotina e perciò mantengono costante la sua concentrazione nel sangue. Uno studio del gruppo Cochrane ha evidenziato che la terapia sostitutiva aiuta il paziente a liberarsi della sua dipendenza, aumentando del 50-70% le probabilità di successo; inoltre, l’associazione di una forma a rilascio normale (gomme da masticare) e di una a rilascio prolungato (cerotti transdermici) è più efficace rispetto alle singole forme.

Nelle prossime righe, riportiamo la posologia e le reazioni avverse più comuni dei sostitutivi della nicotina.

Gomme da masticare

Le gomme contengono 2 o 4 mg di nicotina: le prime sono indicate per chi fuma meno di 25 sigarette al giorno, le seconde per chi ne fuma 25 o più. Nelle prime 6 settimane, bisogna assumere almeno 1 gomma ogni 1-2 ore; invece, nelle 6 settimane successive, non bisogna superare le 24 gomme al giorno. Possono provocare dolore, singhiozzo e disturbi digestivi.

Losanghe

Anche le losanghe possono contenere da 2 a 4 mg di nicotina: le prime sono per chi inizia a fumare dopo 30′ dalla sveglia mattutina, le seconde per chi inizia a fumare prima. Il paziente dovrebbe usare almeno 9 losanghe al dì, ma meno di 20, nelle prime 6 settimane; invece, nelle altre 6, l’importante è non superare le 20 losanghe al giorno. Possono provocare singhiozzo.

Cerotti transdermici

Chi fuma più di 10 sigarette al giorno, dovrebbe applicare i cerotti da:

  • 21 mg, nelle prime 6-8 settimane;
  • 14 mg, nelle 2-4 settimane successive;
  • 7 mg, nelle 2-4 settimane finali.

Invece, chi fuma meno di 10 sigarette al giorno dovrebbe applicare i cerotti da:

  • 14 mg, nelle prime 6 settimane;
  • 7 mg, nelle 2-4 settimane finali.

I cerotti possono irritare la pelle, perciò meglio posizionarli in punti diversi per ridurre il rischio.

Inalatore

La terapia dura fino a 6 mesi e prevede l’inalazione del contenuto di 6-16 cartucce al giorno. Può irritare la mucosa orofaringea e provocare tosse.

Spray nasale

In questo caso, la terapia dura dai 3 ai 6 mesi. Si spruzzano 1-2 dosi all’ora, per un minimo di 8 al dì e un massimo di 40 dosi al dì (5 dosi all’ora). Può provocare irritazione di naso e gola, tosse e naso che cola.

Bupropione

Sviluppato come antidepressivo, il bupropione è risultato efficace anche nella lotta al tabagismo, benché il meccanismo d’azione sia poco chiaro. Contrariamente ai sostitutivi della nicotina, il bupropione può essere assunto solo su prescrizione medica, perché può provocare reazioni avverse anche molto gravi, dalle convulsioni all’ideazione suicida.

La terapia con bupropione dovrebbe iniziare 1-2 settimane dopo l’ultima sigaretta e segue questa posologia:

  • una dose da 150 mg al giorno nei primi 3 giorni;
  • poi 150 mg, 2 volte al giorno, per 7-12 settimane.

Tra gli effetti avversi più comuni vi sono l’insonnia (30-40% dei casi) e la secchezza delle fauci (10% dei casi).

Vareniclina

La vareniclina attiva solo in parte i recettori per la nicotina, risultando meno gratificante e perciò capace di ridurre il desiderio di fumare e i sintomi di astinenza. Si può assumere solo su prescrizione medica, dal momento che aumenta il rischio cardiovascolare nei pazienti predisposti.

La terapia dovrebbe iniziare 1 settimana dopo l’ultima sigaretta e segue questa posologia:

  • 0,5 mg al giorno nei primi 3 giorni;
  • poi 0,5 mg, 2 volte al giorno, per 4 giorni:
  • infine 1 mg, 2 volte al giorno, per 3-6 mesi.

Può provocare nausea e mal di testa, incubi e insonnia.

Clonidina e nortriptilina

La clonidina e la nortriptilina sono rispettivamente un antipertensivo e un antidepressivo che hanno mostrato una certa efficacia nella disassuefazione da tabacco; si usano off label (giacché in Italia sono state approvate con indicazioni diverse) quando i farmaci trattati in precedenza falliscono.

Sigarette elettroniche (e-cig)

In base all’indagine DOXA-ISS del 2017, 1,3 milioni di Italiani fumano occasionalmente o abitualmente le sigarette elettroniche: il 36,5% usa quelle senza nicotina, mentre il 63,5% usa quelle con la nicotina. Secondo il comitato di esperti della Cochrane Collaboration, le e-cig alla nicotina hanno un’efficacia paragonabile a quella dei cerotti, ma i pochi studi effettuati non permettono di escludere possibili danni legati al loro impiego.

Consigli di lettura

Se l’articolo vi è piaciuto, vi consigliamo di leggere anche il riepilogo degli articoli a tema fumo che potete trovare al seguente link: “Tema del mese: vietato fumare“.

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

Bibliografia e sitografia

Scritto da:

Jessica Zanza

Ex farmacista, oggi giornalista.
Sono una delle fondatrici del sito, di cui curo la parte editoriale.
Per contattarmi, inviate una mail a: j.zanza@inchiostrovirtuale.it