
Ad agosto si gustano i primi fichi d’India, frutti dalla polpa succosa e dolciastra ricchi di proprietà. Scopriamone di più in questa guida.
I fichi d’India sono bacche carnose ricche di semi, dalla polpa zuccherina e leggermente astringente, che può essere bianca, giallo arancio o rossa, nelle varietà muscaredda, sulfarina e sanguigna rispettivamente. Solitamente si raccolgono ad agosto-settembre, ma nelle zone in cui si pratica la scozzolatura (rimozione dei fiori in primavera) è possibile trovarli anche a novembre-dicembre.
In Italia – primo produttore in Europa e terzo nel mondo dopo Messico e USA – la coltivazione si concentra in Sicilia (90% del totale), terra di varietà pregiate come il Bastarduna di Calatafimi PAT, il fico d’India di San Cono DOP e il fico d’India dell’Etna DOP.

Proprietà e valori nutrizionali
I fichi d’India sono ricchi di acqua (88%), fibre che regolano la sazietà e le funzioni intestinali (3,6%) e sali minerali come potassio e magnesio. I carboidrati ammontano al 10%, ma non rappresentano un problema trattandosi di zuccheri della frutta – che assumiamo insieme a fibre e micronutrienti – e non di zuccheri derivanti da dolciumi, bibite o altre bevande.
Basso il contenuto di proteine e grassi (questi ultimi presenti nei semi) e discreto quello di vitamine.
| Energia |
| 41 kcal |
| Acqua |
| 87,6 g |
| Proteine |
| 0,73 g |
| Grassi |
| 0,51 g |
| Carboidrati |
|
| Ceneri |
| 1,64 g |
| Vitamine |
|
| Sali minerali |
|
Ricette con i fichi d’India
Il consumo di frutta e verdura è essenziale per prevenire le malattie cardiovascolari in virtù dell’elevato contenuto di fibre, tant’è che le linee guida OMS ne raccomandano almeno 400 g al giorno agli adulti.
Nel contesto di una dieta bilanciata i fichi d’India si possono mangiare a colazione (porzione da 150 g) insieme a yogurt e caffè, ma anche come spuntino di metà mattina, a merenda e persino nelle insalate.
Insalata mista con fichi d’India
Un’insalata che mescola sapori e consistenze, da gustare come antipasto o contorno.
Ingredienti per 2 persone:
- 3 fichi d’India (se avete poco tempo, si trovano già puliti);
- 50 g di valerianella;
- 1 finocchio dolce;
- 1 mela verde;
- 1-2 cucchiai di olive taggiasche;
- 2 cucchiai di olio extravergine di oliva;
- 1 cucchiaio di aceto bianco;
- sale e pepe q.b.
Preparazione:
- innanzitutto private il finocchio dei gambi e delle “barbine”, dividetelo in 4 parti nel senso della lunghezza, lavate e asciugate;
- dopodiché lavate la mela, asciugatela, dividetela in 4 parti senza sbucciarla e rimuovete i semi;
- per quanto riguarda i fichi d’India:
- lasceteli un’ora in ammollo in acqua tiepida per ammorbidire la buccia e le spine;
- dopo aver indossato i guanti in lattice, estraeteli dall’acqua;
- infilzateli con una forchetta e poi, appoggiandoli su un tagliere, rimuovete i poli con un coltello;
- dopodiché praticate un’incisione longitudinale vicino al punto in cui avete inserito la forchetta;
- aiutandovi con il coltello, alzate il lembo della buccia e staccatela facendo rotolare i frutti;
- a questo punto tagliate i fichi d’India a tocchetti e affettate finemente la mela e il finocchio;
- metteteli in una terrina, unite le olive taggiasche tritate e le foglioline di valerianella;
- condite con un pizzico di sale e pepe, l’olio extravergine e l’aceto.
Confettura di fichi d’India
Gustabile a colazione o a merenda, ma anche ad antipasto nel tagliere di formaggi e salumi, la confettura di fichi d’India si può preparare a casa con pochi ingredienti e attrezzature.
Ingredienti:
- 1 kg di polpa;
- 500 g di zucchero;
- il succo di 1 limone;
- 1 bicchiere d’acqua.
Preparazione:
- innanzitutto pulite i fichi d’India (se preferite potete acquistarli già pronti);
- tagliate la polpa a cubetti e mettetela in una casseruola antiaderente;
- aggiungete l’acqua, dopodiché fate cuocere fino a farla spappolare;
- togliete la casseruola dal fuoco e setacciate il composto per eliminare i semi;
- mettete il passato nella casseruola, aggiungete lo zucchero e, quando inizia a bollire, aggiungete il succo di limone;
- da questo momento fate cuocere per circa 40 minuti;
- quando il composto avrà raggiunto la giusta consistenza (non cola quando posto sopra un piattino inclinato), travasate la confettura nei vasetti sanificati lasciando libero 1 cm dal bordo;
- avvitate bene i tappi e lasciate raffreddare;
- verificate che si sia creato il sottovuoto (non si deve sentire click-clack pigiando il centro del coperchio).
Alcuni consigli:
- è meglio aspettare 2-3 settimane prima di consumare la confettura;
- chiusa dura circa 3 mesi;
- una volta aperta va conservata in frigo e consumata entro 3-4 giorni.
Consigli di lettura
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Crediti fotografici
Foto di Gundula Vogel da Pixabay.
L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il rapporto medico-paziente.

Pubblicista, ex collaboratrice del quotidiano L’Unione Sarda.
Sono cofondatrice e caporedattrice di Inchiostro Virtuale.
Potete contattarmi scrivendo a j.zanza@inchiostrovirtuale.it




