Errori grammaticali in cinese
Anche chi studia la lingua da molto tempo potrebbe commettere degli errori grammaticali in cinese molto banali. Vediamone alcuni!

Quando si impara una lingua è normale fare degli errori di pronuncia o di grammatica. I miglioramenti arriveranno col tempo ma, nonostante ciò, è possibile continuare a commettere degli errori grammaticali in cinese piuttosto banali.

In questo articolo non voglio fare riferimento a costruzioni particolarmente complesse – anche perché gli errori sarebbero più che giustificati – bensì ad argomenti che trovate facilmente nelle primissime lezioni di qualsiasi libro di testo.

La causa degli errori non è dettata dalla non conoscenza delle regole, bensì dalla distrazione o dalla fretta nel parlare, le quali possono rendere le frasi sgrammaticate senza volerlo. Vediamo qualche esempio in proposito, cercando di capire anche il motivo per cui sono così ricorrenti. In ogni caso potete sfruttare l’occasione per ripassare alcuni argomenti di base.


Ripasso e approfondimento

Restando in tema, nei miei vecchi articoli, ai quali potete accedere cliccando sui rispettivi link, potete conoscere gli aspetti di base della lingua cinese, dalla pronuncia alla scrittura. Per darvi un’idea generale del loro contenuto, come sempre, ve li illustro con l’ausilio di una parola. Quella di oggi è 鱼 (yú, pesce):

  • caratteri cinesi: per riferirci alla totalità dei simboli cinesi dobbiamo parlare di “caratteri” e non di ideogrammi. 鱼, ad esempio, è un pittogramma;
  • caratteri tradizionali: quando si utilizzano i caratteri tradizionali, 鱼 si scrive 魚. La semplificazione ha riguardato la sola parte inferiore;
  • pittogrammi: 魚 è il “disegno” di un pesce in verticale con la testa in alto;
  • pinyin: “yu” non può essere letto come in italiano. La “y” è come la nostra “i”, mentre la finale “u” è più simile alla “u” francese;
  • toni: in “yú” non c’è un accento, bensì un tono. In questo caso è il secondo, per cui la sua pronuncia deve essere ascendente;
  • tratti: 鱼 è formato da 8 tratti: 3 orizzontali, 2 verticali, 1 discendente a sinistra, 1 ribattuto orizzontale e 1 orizzontale + discendente a sinistra;
  • ordine dei tratti: se volete scrivere correttamente 鱼, dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra, dovete seguire quest’ordine:丿㇇丨㇕一丨一一;
  • classificatori: per quantificare 鱼 si utilizza 条 (tiáo), il classificatore di oggetti lunghi e piatti;
  • parole bisillabiche: alcune parole bisillabiche in cui compare 鱼 sono 鲨鱼 (shāyú, squalo) e 鱼雷 (yúléi, siluro);
  • radicali: è possibile trovare 鱼 all’interno di altri caratteri con funzione di radicale, come nel già citato 鲨 o in 鲸 (jīng, balena);
  • animali: come avete potuto vedere, 鱼 compare come componente e/o radicale nel nome di alcuni animali in cinese.

Errori grammaticali in cinese

La particella 吗 in qualsiasi domanda

Nelle prime lezioni di cinese si impara a costruire la frase interrogativa. La regola più semplice ci dice che è sufficiente aggiungere la particella 吗 (ma) alla frase affermativa per porre la domanda.

Ad esempio:

  • 你是老师。(nǐ shì lǎoshī, sei un insegnante);
  • 你是老师?((nǐ shì lǎoshī ma?, sei un insegnante?);
  • 他是中国人。(tā shì zhōngguórén, lui è cinese);
  • 他是中国人?(tā shì zhōngguórén ma?, lui è cinese?).

Come potete vedere la particella 吗 non viene tradotta in italiano.

Peccato che 吗 (che letteralmente potremmo tradurre con “sì o no?”) non possa essere inserito automaticamente in qualunque domanda, ma solo in quelle che prevedono, appunto, una risposta sì/no. E nemmeno in tutte…

Ad esempio:

  • 是不是老师?(nǐ shì bùshì lǎoshī?, sei un insegnante?).

In questo caso, sebbene la risposta attesa sia “sì/no”, è presente la ripetizione del verbo, costruzione alternativa alla frase interrogativa con 吗.

  • 是你的老师?(shéi shì nǐ de lǎoshī?, chi è il tuo insegnante?);
  • 你的老师在哪儿?(nǐ de lǎoshī zài nǎr?, dov’è il tuo insegnante?);

In questi esempi, invece, ci aspettiamo risposte diverse dal semplice “sì/no”, per cui è ovvio che non possiamo inserire 吗.

Tuttavia, poiché generalmente associamo il suono finale “ma” alla domanda, può capitare che, involontariamente, inseriamo 吗 nelle frasi in cui la particella non ha alcun senso.


Se volete ripassarle, vi rimando all’articolo sulle frasi interrogative in cinese!


是 o 很?

Uno degli errori più banali, quando si impara qualsiasi lingua, è quello di tradurre le frasi in maniera letterale. Lo stesso può avvenire in cinese con il verbo essere poiché non c’è un’esatta corrispondenza con l’italiano.

Anche i particolari utilizzi del verbo essere 是 (shì, essere) e di 很 (hěn, molto) sono tra i primissimi argomenti di qualsiasi testo di cinese.

Ad esempio:

  • 意大利人 (wǒ shì yìdàlìrén, sono italiano);
  • 高 (nǐ hěn gāo, sei alto);
  • 你高吗?( gāo ma?, sei alto?);
  • 今天三月四号 (jīntiān sān yuè sì hào, oggi è il 4 marzo).

Perché a volte (molto) si traduce come verbo essere? E perché in alcuni casi non c’è nemmeno quello? Ripassatelo nell’articolo sui verbi in cinese!


Nella fretta di parlare, quindi, può capitare di utilizzare un carattere 是 o 很 di troppo, sufficiente a rendere la frase sgrammaticata.

Ad esempio:

  • 漂亮。(nǐ hěn piàoliang, sei bella);
  • 你漂亮吗?(nǐ piàoliang ma? sei bella?).

Non si può dire, invece:

  • 你是漂亮。
  • 你是很漂亮。
  • 你是漂亮吗?
  • 你很漂亮吗?
  • 你是很漂亮吗?

还是 o 或者?

Errore tanto banale quanto frequente è quello relativo alla traduzione di “oppure”. In cinese, a differenza dell’italiano, esistono due termini non interscambiabili. Il primo, 或者 (huòzhě), viene impiegato nelle frasi affermative; il secondo, 还是 (háishì), in quelle interrogative.

Ad esempio:

  • 他是中国人或者日本人。(tā shì zhōngguórén huòzhě rìběnrén, lui è cinese o giapponese);
  • 他是中国人还是日本人?(tā shì zhōngguórén háishì rìběnrén?, lui è cinese o giapponese?).

Se non si presta troppa attenzione a ciò che si sta dicendo è molto facile confondersi e usare un termine piuttosto che l’altro.


Di come tradurre “oppure” ne ho parlato anche nell’articolo sulle congiunzioni in cinese!


二 o 两?

Nello studio delle lingue, i numeri sono tra i primi argomenti che si insegnano ai bambini. In cinese, però, il numero 2 può creare qualche difficoltà. Esistono, infatti, due caratteri per tradurlo: 二 (èr) e 两 (liǎng).

Ad esempio:

  • 课 (dì’èr kè, seconda lezione);
  • 本书 (liǎng běn shū, due libri);
  • 十块 (èrshí kuài, venti yuan);
  • 块蛋糕 (liǎng kuài dàngāo, due fette di torta).

Inutile dire che, sebbene la regola sia ben nota a chi studia il cinese, è molto facile confondere i due termini quando si parla senza concentrarsi sulla grammatica.


Per gli utilizzi di e vi rimando all’articolo sui numeri in cinese!


I classificatori

Chiudiamo questo breve elenco con un argomento che, soprattutto inizialmente, genera numerosi errori grammaticali in cinese: quello dei classificatori.

Nei primi tempi l’errore più banale consiste semplicemente nel dimenticarsi di inserire il classificatore, esattamente come faremmo in italiano.

Ad esempio:

  • 人 (yī ge rén, una persona);
  • 书 (sān běn shū, tre libri).

Non possiamo dire, invece:

  • 一人;
  • 三书.

Quando la presenza dei classificatori ci diventa più familiare, l’errore più banale diventa l’abuso di 个 (ge), il classificatore generico.

Ad esempio:

  • 狗 (nà zhī gǒu, quel cane);
  • 书 (jǐ běn shū, qualche libro).

Non possiamo dire, invece:

  • 那个狗;
  • 几个书.

Ho parlato di abuso perché, in effetti, 个 può essere usato nei casi in cui non si conosce un classificatore specifico. In questa situazione, infatti, svolge un po’ il ruolo del jolly quando, nei giochi di carte, sostituisce un valore mancante.

Ad esempio:

  • 椅子 (yī bǎ yǐzi, una sedia);
  • 电影 (yī bù diànyǐng, un film).

Se non conosciamo il classificatore di sedie o di film, possiamo dire:

  • 一个椅子 (yī ge yǐzi);
  • 一个电影 (yī ge diànyǐng).

In questo modo, infatti, facciamo sì l’errore di utilizzare il classificatore scorretto, ma la sua omissione renderebbe la frase ancora più sgrammaticata.

In questo caso gli errori sono accettabili, a patto che non siano troppo elementari. Si impara fin da subito, ad esempio, che 本 è il classificatore di volumi rilegati come i libri. Ovviamente, man mano che il livello sale, gli errori di questo tipo diventano sempre meno giustificabili.


Anche a voi capita di commettere errori grammaticali in cinese così banali? Ogni tanto è bene ripassare le cose più semplici per evitare strafalcioni madornali. Detto questo non mi resta che salutarvi: 再见!
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Scritto da:

Mauro Bruno

Classe 1986. Sono laureato in Scienze dell'Amministrazione e ho conseguito un Master in "Relazioni Industriali nel lavoro privato e pubblico".
All'università ho scoperto la lingua cinese ed è stato amore a prima vista, tanto che da allora ho continuato a studiarla da autodidatta.
Nel blog, oltre a parlarvi della cultura cinese, cercherò di rendervi più familiare una delle lingue più incomprensibili per antonomasia.
Potete contattarmi scrivendo a: m.bruno@inchiostrovirtuale.it