È il tema del momento: vaccini Covid-19, a che punto siamo in Italia? Non ho la minima idea di quando toccherà a me, e non solo, non so nemmeno quale vaccino mi sarà somministrato, dove e da chi. Il piano vaccinale (fonti autorevoli affermano che esiste) dovrebbe aver definito tutte queste cose, giusto?

Intanto sono in ballo tre tipi di vaccini (Pfizer/BioNTech, Moderna, AstraZeneca) e almeno di altri tre viene preannunciata l’approvazione e l’imminente disponibilità. Perché c’è fame di vaccini, ma intanto i TG dicono che due milioni di dosi sono nei frigo.
Non ho neanche le idee chiare sui punti di somministrazione: le Primule sono tramontate, ma cosa si utilizzerà per i presìdi di somministrazione?
Una variabile non da poco è data anche dalle Regioni: mi pare che non ci sia uniformità di approccio, non so se per mancanza di linee guida autorevoli (e quindi ognuno fa per sé) o perché semplicemente ognuno fa per sé (il Genio Italico?).

Grazie alla disponibilità dei dati aperti e ufficiali su GitHub è però possibile fare un quadro oggettivo dei numeri, su cui ognuno può poi farsi qualche personale ragionamento.


Chi gestisce i dati aperti per i vaccini Covid-19

Sul sito GitHub sono disponibili i dati certificati e regolarmente aggiornati su: consegne, somministrazioni e punti di somministrazione. Chi gestisce i dati è Developers.italia.it:

“Sito che ha l’obiettivo di contribuire alla crescita e al coordinamento di una community di sviluppatori interessati allo sviluppo di codice strumentale al funzionamento dei servizi online della pubblica amministrazione. Il sito è gestito dall’Agenzia per l’Italia Digitale”, come si legge nelle note legali del sito.

Vaccini Covid 19: quali dati sono disponibili

Quello che segue è basato su tre set di dati disponibili sui vaccini Covid 19 sul sito Github:

  1. consegne dei vaccini;
  2. punti di somministrazione;
  3. somministrazioni dei vaccini.

Analizzando questi dati anche con un semplice foglio di calcolo (LibreOffice Calc o Excel, io ho utilizzato il primo), è possibile ricavare diverse viste che aiutano a capire che rotta stiamo seguendo verso l’obiettivo di uscire da questo incubo. Da qui, ognuno può provare a capire cosa non va e andrebbe quindi modificato.


Il file excel è scaricabile da qui. Chi volesse aggiornarselo in autonomia, può scaricare i dati aggiornati dai tre link qui sopra, e sostituire il contenuto dei corrispettivi fogli del file excel. La data del report si aggiorna automaticamente. L’approvazione di ulteriori vaccini richiede una modifica più significativa. Aggiornerò il file appena sarà necessario.
I dati sulla popolazione sono presi dal sito Istat.

[27 marzo] È stato modificato su GhitHub il formato del dato relativo alla somministrazione dei vaccini (somministrazioni-vaccini-summary-latest.csv). L’aggiunta del campo categoria_altro ha fatto slittare i campi successivi, richiedendo quindi la modifica del file excel. La nuova versione è scaricabile da qui.


Vaccini Covid-19: la distribuzione delle dosi

Ad ogni regione viene attribuita una quota di vaccini proporzionale alla popolazione assistita nella regione stessa. Per fortuna senza badare a quanto PIL esprime. Questa del PIL è una tra le più notevoli bestialità espresse nella pandemia. Un’altra è quella che voleva gli ultra-qualcosa chiusi in casa per proteggersi e lasciar Pillare gli altri.

Vaccini Covid 19: la distribuzione delle dosiIn grassetto corsivo riporto i dati della Lombardia, regione che mi ospita in questa fase della vita.

Vaccini Covid-19: quanto sono efficienti le Regioni nelle somministrazioni

Un dato diffuso regolarmente dai TG è la percentuale di utilizzo dei vaccini, su base regionale. Il quadro aggiornato a venerdì 5 marzo sera è questo:
vaccini covid 19: percentuali di utilizzoIl quadro è molto vario: alcune regioni sono oltre l’80%, la Lombardia ha un modesto 73,3%, ma c’è anche chi è appena sopra il 60%. Che spiegazione può esserci alla base?

Conviene aprire l’analisi distinguendo i vari vaccini in campo e le due dosi necessarie per il ciclo completo.

Vaccini Covid-19: la somministrazione del Pfizer/BioNTech

Il vaccino Pfizer/BioNTech, il primo ad essere stato disponibile, va via come il pane, a guardare i numeri.

vaccini covid 19: Pfizer/BioNTech

Per alcune regioni i numeri mostrano scorte negative, cioè sarebbero stati somministrati più vaccini di quanti disponibili. A meno di miei errori, credo che si tratti di inesattezze contabili. Quello che è positivo è che tutte le regioni sono oltre il 90% di utilizzo del vaccino Pfizer/BioNTech, con l’aggregato Italia che viaggia oltre il 96%. E questa è un’ottima notizia.
In generale mi pare che non ci sia una cautela sul riservarsi scorte per assicurare la seconda dose a chi ha già ricevuto la prima. Con l’aria che tira mi sembra una scelta più che sensata.

Vaccini Covid-19: la somministrazione del Moderna

Il vaccino Moderna ha invece un presente incerto: sono arrivate poche forniture e probabilmente nessuno si sente di partire a utilizzarlo con decisione.

Vaccini covid 19: Moderna

Qui la situazione è più variegata, ma con percentuali comunque basse, per un aggregato su base nazionale di appena il 34,6%.
In quasi tutte le regioni il numero di scorte è superiore a quello delle persone in attesa della seconda dose. Scelta questa ragionevole, visto che di Moderna sono arrivate poche dosi, e non mi pare di aver letto di cambiamenti in vista.

Vaccini Covid-19: la somministrazione dell’AstraZeneca

Situazione ancora diversa per l’AstraZeneca: di forniture ce ne sono state, ma le somministrazioni sono comunque ancora molto basse.

Vccini Covid 19: AstraZeneca

Ad oggi rimangono in frigo quasi un milione di dosi di AstraZeneca, molte più anche di quante se ne potrebbero conservativamente riservare per chi ha ricevuto solo la prima dose.
Qui l’incertezza maggiore deriva forse dalla confusione, ancora presente, sui possibili destinatari: under 55, come detto in un primo momento? O under 65 come detto successivamente. O, addirittura, under 80, come sembra che sia suggerito adesso?

A questa incertezza si è sovrapposta l’idea di privilegiare anche categorie di pubblica utilità di under 65: forze dell’ordine e personale scolastico. Ma solo in alcune regioni, mentre le altre sembrano ancora al palo.
Com’è, come non è, ad oggi c’è quasi un milione di AstraZeneca in attesa di utilizzo, ed è un peccato mortale, visto anche che tra le due dosi dell’AstraZeneca occorre attendere ben 12 settimane.

I punti di somministrazione

Anche su questo punto le regioni si presentano in ordine sparso:

Punti di somministrazione dei vaccini covid 19

Oltre metà dei punti di somministrazione sono al di fuori degli ospedali. Ma, mentre per alcune regioni (es. Puglia, Liguria) c’è una netta prevalenza dei punti territoriali, in altre prevalgono nettamente i punti ospedalieri. In Lombardia, caso. limite, non c’è ancora nessun punto di somministrazione fuori dagli ospedali. Questo sottolinea il punto, già reso evidente da questa pandemia, della necessità per la Lombardia di recuperare, praticamente da zero, la dimensione territoriale.

Pochi punti significa, in rapporto alla popolazione, avere un bacino molto ampio che fa riferimento a ciascun punto. Se, ad esempio, in media si hanno 14.000 abitanti pugliesi per punto di somministrazione, questo valore sale a 111.000 abitanti per la Lombardia. Ogni ulteriore commento è superfluo.


Qui inserisco una mia considerazione, non so quanto corretta. Ho l’impressione che gestire diversi tipi di vaccini in un singolo punto di somministrazione possa essere inutilmente complicato, laddove, avendo molti punti di somministrazione, questi potrebbero essere efficientemente specializzati per tipo di vaccino.
Ma servirebbe sbrigarsi a predisporli, prima che ci si ritrovi a frigoriferi pieni.

L’immagine di apertura del post mostra l’andamento di consegne (linea spessa a scalini) e somministrazioni (linea continua più sottile) per i tre tipi di vaccino. Anche da qui è evidente come per Pfizer/BioNTech il processo funzioni bene, a differenza di Moderna e AstraZeneca.

grafico

Per rimanere aggiornati, visitate il sito di GitHub!

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Scritto da:

Pasquale

Mi chiamo Pasquale Petrosino, radici campane, da alcuni anni sulle rive del lago di Lecco, dopo aver lungamente vissuto a Ivrea.
Ho attraversato 40 anni di tecnologia informatica, da quando progettavo hardware maneggiando i primi microprocessori, la memoria si misurava in kByte, e Ethernet era una novità fresca fresca, fino alla comparsa ed esplosione di Internet.
Tre passioni: la Tecnologia, la Matematica per diletto e le mie tre donne: la piccola Luna, Orsella e Valentina.
Potete contattarmi scrivendo a: p.petrosino@inchiostrovirtuale.it