Bacche di goji - Piante della Medicina cinese

In un precedente articolo, che trovate qui, abbiamo fatto una carrellata delle piante della Medicina cinese che non sapete di usare. Ne abbiamo selezionate dieci, tra cui il Lycium barbarum, i cui frutti – noti come bacche di goji – sono sempre più diffusi nei Paesi occidentali. Ed ecco perché abbiamo pensato di proporvi una guida, ricca di curiosità e consigli utili, riguardo a questi alimenti. Seguiteci!

Bacche di goji: l’identikit

Le bacche di goji sono piccoli frutti di forma allungata che misurano 6-20 mm di lunghezza e 3-10 mm di diametro. Appaiono raggrinzite, rosso arancio intenso per la presenza di carotenoidi e antociani, mentre la polpa è carnosa e agrodolce. Sono originarie dell’Asia e il primo produttore al mondo è la Cina, con 82.000 ettari coltivati e 95.000 tonnellate di raccolto annuale, ma sono coltivate anche in Corea, Giappone e, da un po’ di tempo a questa parte, in Europa e America.

In Cina si impiegano da 2.000 anni sia come alimenti, sia come rimedi in caso di affaticamento, visione offuscata, vertigini, infertilità, tosse secca e dolori addominali, e i primi riferimenti risalgono alla dinastia Tang (618-907 d.C.). Attualmente queste bacche sono descritte nella Farmacopea della Repubblica Popolare Cinese e si assumono alla dose di 5-12 bacche essiccate al giorno.

Le bacche di goji sono i frutti del Lycium barbarum, una pianta che appartiene alla stessa famiglia di patate, melanzane e peperoni (Solanaceae).
Le bacche di goji sono i frutti del Lycium barbarum, una pianta che appartiene alla stessa famiglia di patate, melanzane e peperoni (Solanaceae).

Valori nutrizionali

Questi frutti, che si consumano soprattutto essiccati come i datteri, contengono il 77,06 % di carboidrati, ma ciò non è un male. Si tratta, infatti, di fibre, importanti per il benessere intestinale e il controllo della glicemia, e degli LBPs, che – come vedremo più avanti – sono dotati di interessanti attività biologiche.

Contengono altresì molta provitamina A e quantità moderate di vitamina C. Quest’ultima, oltre ad avere spiccate attività antiossidanti, favorisce l’assorbimento del ferro di cui sono ricche le bacche, a sua volta importante per convertire la provitamina A in vitamina e per il mantenimento di globuli rossi normali.

Attenzione, però, al sodio: 100 grammi di bacche essiccate ne contengono ben 298 mg! Se avete problemi di pressione alta, dunque, dovreste tenerne conto prima di consumarle. Qui di seguito riportiamo i valori nutrizionali al completo.

Valori nutrizionali per 100 g di bacche essiccate (fonte: USDA).
Valori energetici 349 kcal
Acqua 7,5 g
Proteine 14,26 g
Grassi 0,39 g
Carboidrati totali, di cui:

  • fibre
  • zuccheri semplici
  • altri
77,06 g

  • 13 g
  • 45,61 g
  • 18,45 g
Vitamine:

  • A
  • C
 

  • 26.822 UI
  • 48,4 mg
Sali minerali:

  • sodio
  • calcio
  • ferro
 

  • 298 mg
  • 150 mg
  • 6,8 mg

Proprietà 

Visti gli usi millenari nella Medicina tradizionale cinese, verrebbe da chiedersi se le bacche di goji siano davvero curative. La risposta è no e, trattandosi di alimenti, non possono né dovrebbero essere trattati alla stregua di farmaci.

Una cosa, però, la possiamo dire: che la ricerca su questi frutti ha evidenziato – nelle simulazioni in provetta e sugli animali – delle interessanti attività biologiche che meritano di essere indagate anche sull’uomo.

Gli studi sperimentali, in particolare, hanno messo in luce le potenzialità per la salute degli LBPs (acronimo di Lycium barbarum polysaccharides) nella prevenzione delle malattie croniche e degenerative, causate dall’eccesso di radicali liberi o stress ossidativo.

Gli LBPs – formati prevalentemente da zuccheri e in piccola parte da aminoacidi – hanno mostrato, infatti, di possedere spiccate attività antiossidanti che esplicano sia neutralizzando da sé i radicali liberi, sia stimolando gli enzimi antiossidanti nelle cellule in coltura.

Ma il fatto che il consumo delle bacche abbia aumentato del 10 % gli antiossidanti nel siero dei volontari umani suggerisce che questi frutti possano contribuire – nel contesto di uno stile di vita sano – a contrastare gli effetti dei radicali liberi anche sull’uomo e, dunque. a rallentare la comparsa di inestetismi e tumori cutanei, retinopatie, malattie cardiovascolari e neurodegenerative. Vedremo se studi più approfonditi confermeranno queste potenzialità!

Le bacche di goji nella dieta

Benché queste bacche non siano i rimedi miracolosi che molti descrivono, esse meritano comunque di entrare a far parte della nostra dieta perché, un po’ come tutta la frutta, ci aiutano a fare il pieno di fibre, vitamine, sali minerali e antiossidanti. Si possono consumare tutti i giorni, meglio se fresche affinché conservino intatte le sostanze più delicate, ma possono andar bene anche essiccate.

In quest’ultimo caso è possibile mangiarle così oppure, se non sono di vostro gradimento, reidratate: vi basterà immergerle in acqua o nel latte caldo per 10 minuti, nello yogurt per 15 minuti oppure – come vedremo più avanti – usarle per preparare infusi o tisane.

Bacche di goji e diabete

Le bacche di goji, benché ricche di carboidrati, non rientrano tra la frutta sconsigliata ai diabetici perché sono ricche di fibre, che rallentano l’assorbimento degli zuccheri e perciò aiutano a controllare la glicemia. In ogni caso, per sapere quante se ne possono mangiare, è meglio consultare il medico.

Quante bacche di goji mangiare al giorno?

La porzione giornaliera varia dai 15 ai 45 grammi di bacche al giorno che potete suddividere tra colazione, spuntino di metà mattina e merenda pomeridiana, per fornirvi l’energia necessaria per tirare avanti fino ai pasti principali. Chi ama sperimentare in cucina, tuttavia, può usarle anche per realizzare insalate miste e persino risotti! Ma ora, vediamo alcune idee in cucina!

Ricette con le bacche di goji

Chiudiamo in bellezza il nostro viaggio alla scoperta di questi frutti con alcune idee in cucina. Di seguito, infatti, vi proporremo le ricette per preparare uno spuntino, una tisana e un risotto a base di bacche di goji. Vediamole!

Barrette energetiche fai da te

Le barrette energetiche sono un ottimo spuntino spezzafame da consumare a metà mattina o al pomeriggio. Per prepararle vi occorreranno un bel po’ d’ingredienti, ma tutti facilmente reperibili al supermercato. Vediamoli!

Ingredienti

Ecco tutto l’occorrente:

  • bacche di goji (100 g);
  • mandorle (100 g);
  • nocciole (100 g);
  • semi di zucca (100 g);
  • datteri (6);
  • miele (50 g);
  • farina di cocco (2 cucchiai);
  • vaniglia in polvere (1 cucchiaino);
  • sale (1/2 cucchiaino).
Procedimento

Eccome come prepararle:

  1. come prima cosa tritate con il robot da cucina le mandorle, le nocciole e i semi di zucca, poi aggiungete i datteri snocciolati e continuate a tritare fino a ottenere un composto omogeneo;
  2. a questo punto aggiungete le bacche di goji, la farina di cocco, il sale, la vaniglia e il miele, amalgamate per bene il tutto e versatelo in una teglia della giusta capienza;
  3. dopodiché fate cuocere in forno a 180°, lasciate raffreddare e suddividete il “blocchetto” in barrette. Et voilà, il gioco è fatto!
Barrette energetiche
Barrette energetiche alle bacche di goji (ph. citronlimette).

N.B. Le barrette si conservano in frigo e vanno consumate entro qualche giorno dalla preparazione.

Tisana al karkadè e alle bacche di goji

Bere le tisane durante la giornata è un’ottima strategia per soddisfare il fabbisogno giornaliero di acqua (in media 1,5 L). Quella che vi proponiamo nelle prossime righe non fa eccezione e ha come protagonisti i fiori d’ibisco o karkadè (di cui abbiamo parlato qui) e le nostre bacche di goji. Ma non solo, il suo sapore gradevole la rende perfetta per essere servita agli ospiti. Vediamo come prepararla!

Ingredienti

Procuratevi:

  • bacche di goji (20 g);
  • fiori d’ibisco (20 g);
  • cannella (2 bastoncini);
  • miele (3 cucchiai);
  • acqua (1 L);
  • arancia e limone a fette.
Procedimento

E ora fate come segue:

  • innanzitutto portate l’acqua all’ebollizione, dopodiché – a fiamma spenta – aggiungete le bacche, i fiori, la cannella, il miele e lasciate in infusione per 25 minuti;
  • quindi mescolate per mezzo minuto, filtrate il liquido con il colino e lasciate raffreddare.
  • servite la tisana con una fetta di limone e una di arancia. Et voilà, il gioco è fatto!
Tisana karkadè e bacche di goji
Tisana al karkadè e alle bacche di goji (ph. eatingwell).

N.B. La tisana va conservata in frigo e consumata entro 24 ore.

Risotto alle bacche di goji

Terminiamo la nostra carrellata di ricette con un primo piatto curioso, che dovreste provare se amate sperimentare in cucina: il risotto alle bacche di goji. Vediamo, innanzitutto, l’occorrente!

Ingredienti per 2 persone

Procuratevi:

  • riso carnaroli (180 g);
  • bacche di goji (20 g);
  • brodo vegetale (800 g);
  • burro (2 noci);
  • parmigiano grattugiato (2 cucchiai);
  • olio extravergine di oliva, cipolla bianca, vino bianco e sale q.b.
Procedimento

Quindi procedete così:

  1. innanzitutto fate reidratare 10 g di bacche di goji in una ciotolina di acqua calda, per circa 10 minuti, e tritate i restanti 10 g;
  2. dopodiché aggiungete l’acqua delle bacche al brodo di cipolla, sedano e carote, precedentemente preparato;
  3. in padella fate rosolare la cipolla e le bacche tritate con un filo abbondante di olio extravergine, quindi aggiungete il riso e fatelo tostare;
  4. a questo punto sfumate con il vino bianco, aggiungete il brodo vegetale poco a poco e fate cuocere il riso;
  5. a cottura quasi ultimata aggiustate di sale, poi aggiungete le bacche di goji reidratate e mantecate con il burro e il parmigiano. Et voilà, il gioco è fatto!
risotto alle bacche di goji
Risotto alle bacche di goji (ph. ilfiordicappero).

E con questo è tutto, cari lettori! Se l’articolo vi è piaciuto, allora potrebbero interessarvi anche gli articoli sulle bacche di mirto e sulle bacche di corbezzolo. Buona lettura e alla prossima!

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

Bibliografia e sitografia
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Scritto da:

Jessica Zanza

Una laurea in Farmacia e la passione per la divulgazione scientifica. Co-fondatrice di Inchiostro Virtuale.
Per contattarmi mandate una mail a j.zanza@inchiostrovirtuale.it