Rosacea - Copertina

Chi è cresciuto a pane e anime ricorderà senz’altro Heidi e il suo faccino paffuto che, per quanto adorabile, mostrava i segni tipici della rosacea. Definita anche couperose, si tratta di una vera e propria malattia della pelle che, se non tenuta sotto controllo, può diffondersi in tutto il viso fino a intaccare gli occhi. Se voi o un vostro caro ne soffrite, dunque, questo articolo potrebbe interessarvi. Seguiteci!

Heidi Couperose
Figura 1: Heidi e le sue gote rosee.

Rosacea: l’identikit

La rosacea è una malattia infiammatoria della pelle molto comune: colpisce, infatti, il 10 % della popolazione con maggiore preferenza per le donne dalla carnagione molto chiara (fototipi I e II). Riconoscerla è meno semplice di quanto si possa pensare, dal momento che può essere scambiata per acne volgare, fotoinvecchiamento, dermatite seborroica o da contatto. Ma quali sono i suoi segni e sintomi?

Segni e sintomi della rosacea

Iniziamo subito col dire che la rosacea è una patologia progressiva. Esordisce, generalmente, con arrossamenti del volto improvvisi e temporanei (flushing) scatenati da stimoli di varia natura. Tra questi l’alcol e gli alimenti caldi o speziati, l’esposizione al sole, al freddo o al caldo, le emozioni e l’esercizio fisico. In questa fase (definita pre-rosacea) la malattia non è conclamata.

Fase vascolare: forma eritemato-teleangectasica (RET)

Gli arrossamenti diventano stabili e interessano prevalentemente la parte centrale del viso (eritema centro-facciale). In molti pazienti, inoltre, diventano visibili i capillari cutanei (teleangectasie). La vediamo qui sotto con il caratteristico arrossamento “a farfalla”.

Rosacea eritemato-teleangectasica
Figura 2: r. eritemato-teleangectasica.

Fase infiammatoria: forma papulo-pustolosa (RPP)

In questa fase, come possiamo vedere in foto, all’eritema centro-facciale si sovrappongono papule e pustole; ecco perché si definisce rosacea papulo-pustolosa o acne rosacea.

Rosacea papulo-pustolosa
Figura 3: r. papulo-pustolosa.

Fasi tardive: forme fimatose (RF) e oculari (RO)

Nelle fasi tardive la malattia può colpire anche il naso, che s’ingrossa in conseguenza dell’aumento di numero delle ghiandole sebacee (rosacea fimatosa), acquisendo l’aspetto di una patata bitorzoluta.

Rosacea fimatosa 2
Figura 4: r. fimatosa.

Nei pazienti più sfortunati la malattia si diffonde anche agli occhi. La rosacea oculare – questo il suo nome – si manifesta spesso con prurito, lacrimazione, secchezza e sensazione di corpo estraneo nell’occhio. Nelle forme più aggressive, inoltre, possono svilupparsi:

  • infiammazioni alle palpebre (blefarite) e alle congiuntive (congiuntivite);
  • cisti palpebrali (calazi) e infiammazioni dei follicoli ciliari (orzaioli).
Rosacea oculare
Figura 5: r. oculare.

In tutte le fasi della malattia, i pazienti possono accusare sintomi quali prurito, bruciore e secchezza. Ma perché si manifesta tutto ciò?

Come e perché si sviluppa la rosacea?

In realtà le cause e i meccanismi alla base della rosacea non sono del tutto chiari, benché l’ipotesi più accreditata preveda l’interazione tra fattori genetici – che contribuiscono per il 46% alla manifestazione della malattia – e fattori ambientali, quali microrganismi, raggi UV, calore, spezie, particolari cosmetici e stress psico-fisico.

Nelle persone geneticamente predisposte, infatti, gli stimoli suddetti aumentano le risposte immunitarie e neurovascolari dell’ospite, causando l’infiammazione e, quindi, capillari in evidenza, papule e pustole. E visto che contro la genetica nulla si può fare, sarà proprio sui cosiddetti fattori ambientali che si dovrà intervenire per contrastare la malattia. Scopriamone di più!

Rimedi naturali per la rosacea

Come nel caso di altri disturbi già trattati, per esempio i geloni, la correzione dello stile di vita nelle persone a rischio o con patologia conclamata è indispensabile per rallentarne la comparsa o la progressione. Le modifiche da apportare riguardano l’alimentazione, altre alcune abitudini non proprio corrette. Vediamole!

Alimentazione

Benché non sia stata ancora evidenziata una correlazione tra dieta e rosacea, esistono alimenti che possono comunque peggiorarne il decorso. Si tratta dei cibi contenenti spezie piccanti come il peperoncino, il pepe e la paprika forte. Esse, infatti, aumentano il rilascio di Sostanza P – un peptide che dilata i capillari – e perciò causano arrossamento e sensazione di calore. Inoltre si dovrebbero evitare gli alcolici, perché anch’essi dilatano i capillari cutanei.

Dite sì, invece, agli alimenti ricchi di:

  • grassi omega-3 e omega-6, quali pesce azzurro e semi oleosi, perché calmano l’infiammazione e ripristinano la barriera cutanea, spesso compromessa nei pazienti con rosacea;
  • vitamina C e antocianine, quali agrumi e frutti rossi, perché proteggono il microcircolo dai radicali liberi e ne rinforzano le pareti, riducendo gli arrossamenti;
  • carotenoidi e vitamina E, quali pomodori e olio evo, anch’essi ad azione antiossidante e lenitiva.

Abitudini

Dal momento che gli sbalzi di temperatura scatenano il disturbo, è bene evitarli; quindi:

  • non impostate il condizionatore a temperature troppo alte in inverno o troppo basse in estate;
  • non lavatevi con acqua troppo calda in inverno o troppo fredda in estate.

In quest’ultimo caso, inoltre, è bene non sfregarsi la pelle quando ci si asciuga, bensì tamponarla con delicatezza.

Terapia della rosacea

Benché non esistano ancora terapie risolutive per questo disturbo, è altrettanto vero che la ricerca ha fatto passi da gigante mettendo a punto:

  • farmaci che favoriscono la remissione dei sintomi e ne ritardano la ricomparsa;
  • trattamenti volti a eliminare le fimatosi e teleangectasie, con conseguente miglioramento dell’autostima e della qualità di vita dei pazienti;
  • cosmetici che coadiuvano l’azione dei farmaci e dei trattamenti estetici.

Vediamoli in dettaglio!

Farmaci

I farmaci si assumono per ridurre i segni della rosacea (eritema, papule e pustole) o per uccidere i microrganismi responsabili delle forme infettive, quali Staphylococcus epidermidis (RPP) e Bacillus oleronius (RPP e RO).

Nelle forme lievi o moderate si usano per via topica, in quelle più severe anche per via orale. Di seguito riportiamo i principali farmaci – autorizzati anche in Italia – per il trattamento della patologia.

Vasocostrittori

I vasocostrittori restringono i capillari cutanei, con conseguente riduzione del flusso sanguigno e, di conseguenza, degli arrossamenti e della sensazione di calore sul volto. L’AIFA ha approvato un gel allo 0,33% di brimonidina (Mirvaso®) da applicare sulla pelle del viso – a esclusione del contorno occhi e labbra – una volta al dì per il trattamento della RET.

Antinfiammatori

Gli antinfiammatori riducono lo sviluppo di papule e pustole e pertanto possono essere usati, in associazione ai vasocostrittori, nella RPP. L’AIFA ha approvato a tale scopo un gel all’1% di ivermectina (Efacti®) che si applica sul viso – a esclusione del contorno occhi e labbra – una volta al dì.

Antibiotici

Gli antibiotici si prescrivono qualora si sospetti una rosacea di origine batterica. Il farmaco di prima scelta è la doxiciclina (Efracea®), che si assume per via orale, alla dose di 40 mg al dì.

Trattamenti estetici

Se sono presenti teleangectasie e fimatosi, si può ricorrere ai trattamenti estetici, come il laser nel primo caso o la dermoabrasione nel secondo, per rimuoverli.

Il laser sfrutta la capacità dell’emoglobina di assorbire radiazioni con una particolare lunghezza d’onda, causando il riscaldamento e la distruzione dei capillari dilatati. La dermoabrasione, invece, serve per rimuovere – attraverso l’uso di agenti chimici o frese rotanti – gli ispessimenti cutanei tipici della rosacea fimatosa.

Cosmetici

Usare i cosmetici giusti è importante sia per prevenire lo sviluppo della rosacea nelle persone a rischio, sia per controllarla qualora si sia già manifestata. Tra gli stimoli che possono scatenarla, infatti, vi sono anche i cosmetici – per esempio quelli contenenti alcol – ed è per questo che occorre scegliere prodotti per pelli sensibili reperibili in farmacia, parafarmacia ed erboristeria.

Ma quali sono, dunque, i cosmetici più indicati in caso di rosacea?

  • Detergenti per affinità, che rimuovono lo sporco delicatamente – senza privare la pelle della naturale azione protettiva e idratante del sebo – perché privi di SLS e SLES (sostanze lavanti presenti nei comuni detergenti). Per quanto riguarda gli struccanti e i tonici, scegliete quelli senza alcol.
  • Creme contenenti estratti lenitivi, ad esempio malva, camomilla e aloe gel, e attivi sul microcircolo, quali centella, rusco e mirtillo.
  • Solari per proteggere la pelle dai raggi UV, anch’essi coinvolti nello sviluppo della rosacea. Usate quelli con SPF 50+ (per pelli molto chiare) in estate, mentre in inverno basterà usare una crema da giorno con SPF 20. Per maggiori informazioni, vi rimandiamo all’articolo “Solari: quali scegliere? Tipi e caratteristiche principali“.

E con questo è tutto, cari lettori! Se volete approfondire l’argomento, vi invitiamo a consultare le fonti qui sotto. Alla prossima!

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

Bibliografia e sitografia
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Scritto da:

Jessica Zanza

Una laurea in Farmacia e la passione per la divulgazione scientifica. Co-fondatrice di Inchiostro Virtuale.
Per contattarmi mandate una mail a j.zanza@inchiostrovirtuale.it