TA in cinese
Che cosa significa la parola TA in cinese? Perché non viene scritta con i caratteri? Scopriamolo in questo articolo!

Quando leggiamo un testo in cinese, la quasi totalità di esso è composta da caratteri. L’alfabeto latino, infatti, lo troviamo molto raramente, soprattutto in parole di origine straniera come AA制 (pagare alla romana) o T恤 (t-shirt). Non è questo, però, il caso della parola TA in cinese.


Se vi hanno incuriosito, vi rimando all’articolo sulle parole straniere in cinese!


La parola TA, nel significato proposto in questo articolo, infatti, non è né un acronimo (la doppia A in AA制 sta per “algebric average“), né una parola straniera (T恤, il cui pinyin è Txù, è la traslitterazione dell’inglese “t-shirt”).

In realtà, come vedremo, questa sillaba – utilizzata soprattutto nei testi online – si riferisce a un argomento che, nel nostro continente, è di forte attualità: la neutralità di genere nel linguaggio.

Ripasso e approfondimento

Prima di scoprire meglio la parola TA in cinese, però, vi ripropongo i miei vecchi articoli. Se vi interessa capire meglio le basi di questa lingua, all’interno di essi potete trovare qualche aiuto per imparare la scrittura e la pronuncia.

Come sempre, per illustrarvene a grandi linee il contenuto, ve li introduco con l’ausilio di una parola. Quella di oggi è 女 (nǚ, donna):

  • caratteri cinesi: per descrivere la scrittura cinese nella sua totalità non si parla di ideogrammi, bensì di caratteri. 女, ad esempio, è un pittogramma;
  • pittogrammi: il significato di 女 si può osservare nel “disegno” di una donna seduta;
  • pinyin: l’iniziale “n” della sillaba “nǚ” si legge come in italiano, mentre la finale “ü” è simile alla “u” francese;
  • toni: in “nǚ” troviamo un tono e non un accento. In questo caso è il terzo, per cui la pronuncia del tono dovrà essere prima discendente e poi ascendente;
  • tratti: 女 è formato da 3 tratti: 1 orizzontale, 1 discendente a sinistra e 1 discendente a sinistra con goccia;
  • ordine dei tratti: se volete scrivere 女 correttamente, da sinistra verso destra e dall’alto verso il basso, dovete seguire quest’ordine: ㇛丿一;
  • radicali: 女 compare all’interno di molti caratteri a tema femminile con funzione di radicale, come ad esempio in 妈 (mamma) o 姐 (sorella maggiore);
  • parole bisillabiche: tra le parole con più sillabe in cui compare 女, troviamo 女儿 (figlia) e 孙女 (nipote);
  • caratteri tradizionali: la scrittura di 女 non varia con i caratteri tradizionali.

TA in cinese

Come dicevo, la questione del linguaggio inclusivo è piuttosto sentita nel nostro Paese. Negli ultimi anni, infatti, sempre più professioni e qualifiche vengono declinate al femminile, come i recenti “sindaca” o “ministra”, ormai di uso comune.

Inoltre, poiché in italiano il maschile viene utilizzato abitualmente come genere neutro, nei testi scritti sta prendendo piede l’utilizzo di schwa (ə) o asterischi al termine delle parole. Se scrivessi “ciao a tuttə”, ad esempio, mi starei riferendo sia agli uomini che alle donne, senza usare la vocale specifica “i/e”.

Questo problema, però, può apparire strano in cinese. In questa lingua, infatti, diversamente dall’italiano, non esistono genere e numero. La parola 学生 (xuésheng), ad esempio, in assenza di contesto può essere tradotta come “studente”, “studentessa”, “studenti” o “studentesse”.

Lo stesso discorso lo possiamo fare per la maggior parte degli aggettivi. Il termine 高 (gāo), ad esempio, esattamente come avviene con gli inglesi “high” o “tall”, può essere tradotto come “alto”, “alta”, “alte” o “alti”. A cosa serve, dunque, il TA in cinese?


Il problema nel cinese

Negli esempi appena fatti, ho precisato che, in assenza di contesto, possiamo avere più di una traduzione. In molti casi, per avere maggiori informazioni, è sufficiente osservare il soggetto.

Ad esempio:

  • 我是学生 (wǒ shì xuésheng, io sono uno/a studente/essa);
  • 你是学生 (nǐ shì xuésheng, tu sei uno/a studente/essa);
  • 他是学生 (tā shì xuésheng, lui è uno studente);
  • 她是学生 (tā shì xuésheng, lei è una studentessa);
  • 我们是学生 (wǒmen shì xuésheng, noi siamo studenti/esse);
  • 你们是学生 (nǐmen shì xuésheng, voi siete studenti/esse);
  • 他们是学生 (tāmen shì xuésheng, essi sono studenti – e studentesse);
  • 她们是学生 (tāmen shì xuésheng, esse sono studentesse).

Da questo semplice esempio si nota come gli unici pronomi specifici per uomini e donne, modificando in tal senso il resto della frase, sono le terze persone singolari (他, 她) e plurali (con l’aggiunta della particella 们).

Inoltre, come avviene in italiano, il plurale maschile viene impiegato con valore neutro per riferirsi a un gruppo misto. Non essendoci un equivalente generico del nostro “loro”, è inevitabile, quindi, usare il maschile o il femminile.


Il ruolo di TA

Come si può risolvere questo problema? Se avete letto le frasi di esempio vi sareste resi conto di come, a livello orale, sia impossibile capire se la terza persona sia uno studente o una studentessa. Lo stesso vale per le stesse frasi al plurale.

Il pinyin di 他 e 她 (oltre che di 它, “esso/a” o, se preferite, l’inglese “it“) è sempre “tā”. Anche aggiungendo la particella 们 (men), il primo carattere si leggerà sempre nello stesso modo.

La parola TA in cinese, quindi, non è nient’altro che la sostituzione del pronome personale alla terza persona in favore del suo pinyin. Inoltre, a differenza dei nostri asterischi o schwa, non esiste un problema di pronuncia dal momento che questa non può essere alterata.

Per vedere il suo utilizzo in maniera pratica, vi propongo lo screenshot di una pagina del libro 愿有勇气去热爱 (I wish you had the courage to love)  in cui, in giallo, ho evidenziato tutti i TA presenti.

Libro in cui è presente la parola TA in cinese
La parola “Ta” in un libro cinese

Innanzitutto bisogna dire che, poiché il cinese è composto dai caratteri, “TA” si può scrivere anche “Ta” (come nel libro) o “ta”, senza generare alcuna confusione. In questo articolo ho scelto di riportarlo tutto maiuscolo per renderlo subito riconoscibile in fase di lettura.

Tornando all’immagine, prendiamo, ad esempio, la frase “让你觉得TA真是可怜” (“ti fa pensare che lui/lei sia veramente un/a poveretto/a”). In questo caso si sta parlando di una persona manipolatrice ipotetica, della quale non è importante il sesso. Con TA, quindi, sappiamo che può trattarsi indifferentemente di un uomo o di una donna.

Inoltre, come si può vedere nell’ultima frase, possiamo usarlo anche al plurale (TA们), risolvendo, così, il problema del maschile con valore neutro. Infine, spostandoci sulla prima evidenziata, notiamo come possa essere impiegato anche per formare i pronomi e gli aggettivi possessivi (TA的).


La parola TA in cinese, quindi, viene impiegata al posto dei pronomi personali alla terza persona per renderli inclusivi. Viene scritta con le lettere perché riflette il pinyin dei caratteri sostituiti. Detto questo non mi resta che salutarvi: 再见!
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Scritto da:

Mauro Bruno

Classe 1986. Sono laureato in Scienze dell'Amministrazione e ho conseguito un Master in "Relazioni Industriali nel lavoro privato e pubblico".
All'università ho scoperto la lingua cinese ed è stato amore a prima vista, tanto che da allora ho continuato a studiarla da autodidatta.
Nel blog, oltre a parlarvi della cultura cinese, cercherò di rendervi più familiare una delle lingue più incomprensibili per antonomasia.
Potete contattarmi scrivendo a: m.bruno@inchiostrovirtuale.it