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Il coriandolo è una spezia dal sapore aromatico, tornata in auge grazie alla cucina orientale nonostante le sue origini mediterranee. Nell’articolo approfondiremo sue le proprietà (nutritive e non), i potenziali benefici e gli usi. Seguiteci!

Coriandolo: l’identikit

Il coriandolo è un’erba originaria del Mediterraneo coltivata in tutto il mondo, dall’Asia all’America centromeridionale. Questa pianta annuale, che può ergersi dai 20 ai 140 cm, appartiene alla stessa famiglia di anice, finocchio, cumino e prezzemolo (le Apiaceae) e viene apprezzata per i suoi frutti e foglie.

I frutti (erroneamente chiamati “semi”) sono piccoli globi dotati di scanalature longitudinali. Quando sono maturi ed essiccati possiedono un sapore gradevole e leggermente piccante, dovuto all’olio essenziale, a metà strada tra la salvia e il limone.

Benché di aspetto ricordino le foglie del prezzemolo, a differenza di queste ultime, quelle del coriandolo hanno un odore sgradevole e un sapore che tende al piccante e che non tutti gradiscono.

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Da sinistra: sommità fiorite, frutti essiccati e foglie fresche di coriandolo. Credits: Uitterhaegen et al. (2016).
Piccola curiosità sui coriandoli di Carnevale

Nel Cinquecento, i frutti del coriandolo venivano ricoperti di zucchero (poi sostituito dal gesso) e lanciati durante il Carnevale o altre festività. In seguito furono definitivamente rimpiazzati dai dischetti di carta colorata che tutti noi conosciamo.

Valori nutrizionali e proprietà

Sebbene appartenenti alla stessa pianta, foglie e frutti possiedono proprietà nutritive molto diverse. Le foglie sono ricche di acqua e contengono poche calorie, mentre i frutti abbondano di fibre, proteine, grassi insaturi, vitamine e sali minerali. Ecco i valori nutrizionali a confronto!

Valori nutrizionali per 100 grammi di frutti e 100 grammi di foglie fresche (fonte: USDA).
Energia
  • foglie: 23 kcal
  • frutti: 298 kcal
Acqua
  • foglie: 92,2 g
  • frutti: 8,86 g
Proteine
  • foglie: 2,1 g
  • frutti: 12,4 g
Grassi
  • foglie: o,52 g
  • frutti: 17,8 g
Carboidrati totali
  • foglie: 3,7 g (di cui 2,8 g sono fibre)
  • frutti: 55 g (di cui 41,9 g sono fibre)
Vitamine
  • foglie:
    • 6.750 UI di vitamina A
    • 27 mg di vitamina C
  • frutti:
    • 21 mg di vitamina C
    • 2,13 mg di vitamina B3
Sali minerali
  • foglie:
    • 521 mg di potassio
    • 67 mg di calcio
    • 48 mg di fosforo
    • 26 mg di magnesio
    • 46 mg di sodio
    • 1,77 mg di ferro
    • 0,5 mg di zinco
  • frutti:
    • 1.270 mg di potassio
    • 709 mg di calcio
    • 409 mg di fosforo
    • 330 mg di magnesio
    • 35 mg di sodio
    • 16,3 mg di ferro
    • 4,7 mg di zinco

Tra le numerose sostanze presenti nel coriandolo, tre in particolare meritano attenzione perché gli conferiscono proprietà che vanno ben oltre quelle nutritive. Vediamole!

Olio vegetale (fino al 28 %) 

Dalla torchiatura dei frutti si ottiene un olio che contiene il 72% di acido petroselinico (un grasso insaturo molto raro di cui il coriandolo rappresenta la fonte principale), il 14% di acido oleico e il 6% di acido linoleico (grassi buoni omega-9 e omega-6).

Altri composti degni di nota sono gli steroli vegetali (soprattutto il β-sitosterolo) e la vitamina E antiossidante. L’olio vegetale possiede proprietà lenitive e ipolipidemizzanti.

Olio essenziale (fino al 2,6 % nei frutti) 

L’olio essenziale è presente sia nei semi, sia nelle foglie, ma con notevoli differenze di composizione: infatti quello dei frutti è ricco di linaloloα-pineneγ-terpinene, mentre quello delle foglie contiene aldeidi dall’odore sgradevole. L’olio essenziale è dotato di proprietà digestive, antinfiammatorie, analgesiche e antisettiche.

Composti polifenolici 

Questa spezia è ricca altresì di composti polifenolici, quali flavonoidi e acidi fenolici, dotati di proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.

coriandolo foglie e frutti

Il coriandolo in erboristeria

Il coriandolo viene usato a scopo medicinale da migliaia di anni. Gli antichi Egizi, ad esempio, lo usavano contro i disturbi digestivi, ed erano soliti somministrarlo ai bambini in caso di diarrea; riferimenti alle sue proprietà curative sono presenti anche nella letteratura greca. Tutt’oggi viene usato nella medicina popolare per alleviare diversi disturbi, da quelli digestivi a quelli reumatici.

Ma il suo impiego in medicina è giustificato o si tratta solo di uno specchietto per le allodole? Benché la ricerca sia ancora agli inizi, studi preliminari evidenziano i potenziali benefici del coriandolo in svariate condizioni. Vediamo di cosa si tratta!

Semi di coriandolo per la digestione

L’olio essenziale dei semi di coriandolo favorisce la digestione, aumentando le secrezioni (salivari e gastriche) e la motilità intestinale, pertanto può risultare utile in caso di dispepsia.

Infuso digestivo

Soffrite di cattiva digestione, meteorismo e crampi intestinali? Ecco la ricetta di un infuso eupeptico e carminativo, per digerire meglio ed eliminare i gas intestinali, contenuta nel Registro Tedesco per le Ricette Standard.

R. Semi di finocchio 30 g

     Frutti del coriandolo 30 g

     Fiori di calendula 5 g

     Fiordaliso 15 g

Preparazione e modalità d’uso. Versate 150 mL di acqua bollente in 1-2 cucchiaini della miscela, lasciate in infusione 10′ e colate. Bevete una tazza di infuso al termine di ogni pasto.

Olio essenziale contro l’emicrania

L’emicrania è una malattia neurologica debilitante, che colpisce il 13% degli uomini e fino al 33% delle donne. L’olio essenziale di coriandolo – ricco di linalolo dalle proprietà analgesiche e antinfiammatorie – potrebbe aiutare a prevenire gli attacchi emicranici.

Uno studio che ha coinvolto 68 pazienti emicranici ha evidenziato, infatti, che uno sciroppo a base di coriandolo può ridurre la durata, la severità e la frequenza degli attacchi di emicrania, quando associato ai farmaci.

Il coriandolo in cucina 

Nonostante le sue origini mediterranee, il coriandolo è usato soprattutto nelle cucine asiatica e americana. La preferenza per le foglie o per i semi dipende dalla regione considerata. Mentre in Europa e India si prediligono i semi, in Cina e America centromeridionale si prediligono le foglie.

In particolare, i frutti vengono consumati principalmente sotto forma di curry, una miscela di spezie che ben si sposa con i piatti a base di riso, carni e verdure. Essi, inoltre, insaporiscono:

  • bevande alcoliche, quali birre e gin;
  • dolci come biscotti, confetti e pampepato;
  • salumi e insaccati, ad esempio la salsiccia di Monte San Biagio.

Le foglie, invece, insaporiscono zuppe, insalate e condimenti come il chutney. Trovate questa e altre ricette nell’articolo della nostra cuoca Rosella: “Ricette con le spezie“. Buona lettura e alla prossima!

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

Bibliografia e sitografia

Scritto da:

Jessica Zanza

Ex farmacista, oggi giornalista.
Sono una delle fondatrici del sito, di cui curo la parte editoriale.
Per contattarmi, inviate una mail a: j.zanza@inchiostrovirtuale.it