Fichi viola sul tavolo

I fichi, che possiamo assaporare da inizio a fine Estate, sono frutti molto gustosi ma altrettanto zuccherini e, perciò, richiedono qualche accorgimento per consumarli correttamente e senza sensi di colpa. Scopriamone di più!

Fichi: l’identikit

Con il termine “fico” s’intende il frutto di Ficus carica, una pianta appartenente alla famiglia delle Moraceae, che è in grado di produrre tre diverse varietà di fichi. In base al periodo di maturazione, infatti, si distinguono:

  • fioroni o fichi fioroni, che maturano tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate;
  • fòrniti o pedagnuoli, cioè i classici fichi, che maturano alla fine dell’estate, per questo più carnosi e succosi;
  • cimaruoli, che maturano nel tardo autunno in quelle regioni caratterizzate da estati lunghissime.

Dal punto di vista botanico, inoltre, vi sorprenderà sapere che i fichi sono dei falsi frutti detti siconi. I veri frutti, infatti, sono gli acheni contenuti al loro interno, di colore giallo, verde o nero, a seconda del periodo di maturazione.

Le varietà di Ficus carica, cioè il fico comune. In base al colore, distinguiamo varietà gialle, viola e nere, tutte rappresentate in figura.
Figura 1: le varietà di fico in base al colore (Ficus carica, Moraceae).

Le proprietà nutrizionali dei fichi

Nonostante siano noti soprattutto per la loro dolcezza, i fichi sono una fonte importante di fibre, potassio e antocianine -antiossidanti che abbondano nelle varietà con la buccia blu e viola- che contribuiscono alle loro proprietà. Prima di conoscerle, tuttavia, riportiamo la tabella con i valori nutrizionali al completo.

Valori nutrizionali per 100 g di fichi freschi. Credits: USDA.
Valore energetico 74 kcal
Acqua 79,11 g
Proteine 0,75 g
Grassi 0,30 g
Carboidrati totali, di cui:

  • zuccheri semplici
  • fibre
19,18g

  • 16,26g
  • 2,9g
Vitamine

  • A
  • C
  • Niacina (B3)
  • Piridossina (B6)
  • Acido folico (B9)
 

  • 142 UI
  • 2 mg
  • 0,400 mg
  • 0,113 mg
  • 6 μg
Sali minerali

  • Potassio
  • Calcio
  • Magnesio
  • Fosforo
  • Sodio
  • Ferro
  • Zinco
 

  • 232 mg
  • 35 mg
  • 17 mg
  • 14 mg
  • 1 mg
  • 0,37 mg
  • 0,15 mg

Ma quali sono, dunque, le proprietà dei fichi?

I frutti del fico donano sazietà

100 grammi di fichi freschi contengono 2,9 g di fibre, che rappresentano circa il 10% della Dose Giornaliera Consigliata (30 g/die). In particolar modo la buccia è ricca di pectine, cioè delle fibre che, nel tratto digerente, formano un gel capace di dare sazietà, perché distende le pareti dello stomaco, attivando un riflesso che riduce l’appetito.

I fichi favoriscono la regolarità intestinale

Questi effetti sono ascrivibili sia alle pectine, sia agli zuccheri, che -trattenendo l’acqua nel lume intestinale- ammorbidiscono le feci, favorendone l’evacuazione.

I frutti del fico contrastano la debolezza

100 grammi di fichi, infatti, contengono la bellezza di 232 mg di potassio, un elemento importante per il corretto funzionamento dei muscoli e per il controllo della pressione. Completano l’opera le vitamine, che regolano il metabolismo energetico, e gli antiossidanti, che neutralizzano i radicali liberi prodotti durante tale processo.

Ma come inserire questi frutti nella dieta?

Per i loro effetti sazianti e defaticanti, i fichi possono essere consumati come spuntino di metà mattina o a merenda, insieme a una bevanda come il karkadè, il tè verde o il caffè, rigorosamente senza zucchero. In questo modo, non arriverete troppo affamati ai pasti principali e farete il pieno di energie per il lavoro, lo studio o altre attività.

Se siete stitici, invece, potete consumarli a colazione con l’infuso alla malva, lo yogurt e i cereali integrali, così da ottenere un effetto lassativo combinato.

Attenzione, però, a non esagerare con le quantità: a causa dell’elevato contenuto zuccherino, infatti, i fichi possono favorire l’aumento di peso e causare diarrea.

Ho il diabete: posso mangiare i fichi?

Benché non esistano dei divieti assoluti, gli specialisti della nutrizione in genere sconsigliano il consumo dei fichi, così come quello delle banane, dell’uva e dei cachi, in caso di diabete. Nonostante la presenza di fibre -che rallentano l’assorbimento del glucosio- i fichi, infatti, contengono grandi quantità di zuccheri (16,26 g/100g) ed è per questo che si dovrebbe evitarli.

Ma i diabetici non sono gli unici che dovrebbero tenersi a distanza dai fichi. Essi, infatti, sono sconsigliati anche nei pazienti:

  • in cura con antibiotici ossazolidinonici come il linezolid, perché possono interferire con l’attività di questi ultimi;
  • con calcoli renali o alla cistifellea, perché i fichi sono ricchi di ossalato di calcio, un sale che ne favorisce la formazione.

E con questo è tutto, cari lettori. Noi ci ritroviamo il 16 settembre, con l’articolo sul Disturbo Depressivo Persistente. Non mancate!

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

Bibliografia e sitografia
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Written by

Jessica Zanza

Classe 1987, una laurea in Farmacia e la passione per la divulgazione scientifica. Con Virginia Taddei e Annalisa Ardesi ho fondato Inchiostro Virtuale, attraverso il quale vi coinvolgerò nelle tematiche a me più care: quelle inerenti alla salute e al benessere.
Per contattarmi mandate una mail a j.zanza@inchiostrovirtuale.it