Raddoppiamento dei verbi in cinese
Quando si può usare il raddoppiamento dei verbi in cinese? Come cambia il significato della frase? Scopriamolo in questo articolo!

Il raddoppiamento dei verbi rappresenta uno degli aspetti più comuni della lingua cinese. Grazie ad esso, infatti, è possibile modificare il senso della frase dando vita a nuove sfumature di significato.

Per quanto possa sembrare banale, è importante capire bene in che modo si raddoppiano i verbi in cinese. A seconda che questi ultimi siano monosillabici o bisillabici, infatti, si dovranno usare (o non usare) determinate strutture.

Quando possiamo usare, quindi, il raddoppiamento dei verbi? Come cambia il significato della frase? E quali sono le strutture previste? Non ci resta che scoprirlo.

Ripasso e approfondimento

Come sempre vi ricordo che per cercare di imparare il cinese è importante partire dalle basi, poiché permettono di affrontare meglio le difficoltà di questa lingua. Io nel mio piccolo ho provato a spiegarle in alcuni dei miei vecchi articoli ai quali potete accedere cliccando sui rispettivi link in basso.

Per darvi un’idea a grandi linee del loro contenuto, ve li presento con l’ausilio di una parola. Quella di oggi è 刀 (dāo, coltello):

  • caratteri cinesi: l’intera scrittura cinese è composta da “caratteri” e non da ideogrammi, i quali ne rappresentano solo una piccola parte. Il carattere 刀, ad esempio, è un pittogramma;
  • pittogrammi: il significato di 刀 può essere intuito dal suo “disegno”, ossia quello di un coltello;
  • pinyin: la sillaba “dao” si legge più o meno come in italiano;
  • toni: quello in “dāo” non è un accento bensì un tono. In questo caso è il primo, per cui la pronuncia dovrà essere alta e costante;
  • tratti: 刀 è formato da 2 tratti: 1 discendente a sinistra e 1 ribattuto orizzontale con uncino verticale;
  • ordine dei tratti: per scrivere 刀 correttamente, dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra, dobbiamo seguire quest’ordine: ㇆丿;
  • classificatori: per quantificare il “coltello” 刀 si utilizza il classificatore 把 (bǎ), specifico per cose che si impugnano;
  • parole bisillabiche: possiamo trovare 刀 anche in parole bisillabiche tra cui 刀叉 (dāochā, coltello e forchetta) e 剪刀 (jiǎndāo, forbici);
  • caratteri tradizionali: se scrivessimo con i caratteri tradizionali, il carattere 刀 sarebbe assolutamente identico.

Raddoppiamento dei verbi in cinese

Sebbene non esista una regola specifica su quali verbi cinesi possano essere raddoppiati, tale pratica viene riservata solo ad alcuni tra i più comuni. In genere i verbi di moto vengono duplicati maggiormente rispetto a quelli psicologici.

Prima di concentrarci sui significati, però, iniziamo a familiarizzare con le diverse strutture previste per il raddoppiamento dei verbi. Queste vengono normalmente indicate con le lettere A (che rappresenta la prima o l’unica sillaba) e B (la seconda).

Verbi monosillabici

  • AA

In cui è sufficiente ripetere il verbo di riferimento.

Ad esempio:

  • (kàn) → (kàn kan);
  • (shì) → (shì shi);
  • (wèn) → (wèn wen).

Da notare che il verbo raddoppiato viene pronunciato al tono neutro.

  • AA

Rispetto al caso precedente la ripetizione viene separata dal carattere 一 (yī).

Ad esempio:

  • (kàn) → (kàn yi kàn);
  • (shì) → (shì yi shì);
  • (wèn) → (wèn yi wèn ).

In questo caso ad essere pronunciato al tono neutro è il carattere 一, mentre il secondo verbo manterrà il suo tono originario.

Fortunatamente queste due strutture sono interscambiabili, per cui possono essere usate a proprio piacimento. Qualora ci si riferisca ad azioni passate, invece, la particella 了 (le) sostituirà 一.

Ad esempio:

  • (kàn) → (kàn le kàn);
  • (shì) → (shì le shì);
  • (wèn) → (wèn le wèn).

Verbi bisillabici

  • ABAB

Questa struttura prevede che il verbo bisillabico sia a sua volta formato da due verbi. Nella parola 学习 (studiare), ad esempio, sia il carattere 学 che il carattere 习, presi singolarmente, lo sono (anch’essi col significato di studiare).

Qualora tale condizione sussista sarà possibile ripetere l’intero verbo così com’è.

Ad esempio:

  • 学习 (xuéxí) → 学习学习 (xuéxí xuéxí);
  • 考虑 (kǎolǜ) → 考虑考虑 (kǎolǜ kǎolǜ);
  • 讨论 (tǎolùn) → 讨论讨论 (tǎolùn tǎolùn).

In questo caso, come si può vedere, non ci sono cambiamenti di tono.

Attenzione, in questo caso non esiste la struttura AABB, specifica invece per gli aggettivi.

  • AAB

Nei verbi ad oggetto interno le due sillabe rappresentano rispettivamente un verbo e un oggetto. In questo caso, quindi, possiamo ripetere solo la prima ma non la seconda.

Ad esempio:

  • (kànshū) → 看看 (kàn kan shū);
  • (jiànmiàn)→ 见见 (jiàn jian miàn);
  • (liáotiān)→ 聊聊 (liáo liao tiān).

Quando usare il raddoppiamento dei verbi

Dopo aver visto come raddoppiare i verbi, cerchiamo ora di capire a cosa ci serve questa costruzione. In apertura avevo accennato al fatto che i verbi “doppi” garantiscono nuove sfumature di significato alle nostre frasi.

Le accezioni più comuni permettono di:

1. indicare un’azione rapida e veloce.

In italiano possiamo tradurre questo significato aggiungendo “al volo”, “un po’”, “un attimo”, ecc. Ad esempio:

  • 让我看看 (ràng wǒ kàn kan, fammi dare un’occhiata / fammi guardare un attimo).

2. esprimere un tentativo.

In questo caso il senso aggiuntivo è quello di provare a fare qualcosa. Ad esempio:

  • 我想尝尝她做的馒头 (wǒ xiǎng cháng chang tā zuò de mántou, voglio assaggiare / provare i suoi panini al vapore).

3. alleggerire il tono della frase rendendola più cortese.

Ad esempio:

  • 你们来帮帮我们吧 (nǐmen lái bāng bang wǒmen ba, per favore venite ad aiutarci).
Quando non si può raddoppiare

Tuttavia, dal punto di vista grammaticale, esistono delle situazioni in cui la duplicazione del verbo non è possibile.

NON possiamo raddoppiare il verbo:

1. nella stessa frase con 一下 (yīxià).

Questo termine, infatti, ha lo stesso significato di azione rapida da fare al volo espresso dal raddoppiamento, per cui sarebbe un’inutile ripetizione.

2. con parole che indicano un’azione in corso;

Se nella frase compare 正在, ad esempio, non è possibile raddoppiare il verbo.

3. in caso di oggetto indefinito preceduto da numerale e classificatore.

Per fare il raddoppiamento, in tale contesto l’oggetto che segue il verbo deve essere specifico. Possiamo renderlo tale inserendo 这 (zhè, questo) o 那 (nà, quello) prima del numerale.

4. qualora il verbo abbia funzione attributiva.


Il raddoppiamento dei verbi in cinese, quindi, ci serve per esprimere azioni rapide, brevi e dai toni più leggeri. Detto questo non mi resta che salutarvi: 再见!

Scritto da:

Mauro Bruno

Classe 1986. All'università ho scoperto la lingua cinese ed è stato amore a prima vista, tanto che da allora ho continuato a studiarla da autodidatta.
Nel blog, oltre a parlarvi della cultura cinese, cercherò di rendervi più familiare una delle lingue più incomprensibili per antonomasia.
Potete contattarmi scrivendo a: m.bruno@inchiostrovirtuale.it