Miele di corbezzolo in vasetto, insieme ai frutti del corbezzolo.

Miele di corbezzolo: un’eccellenza per pochi

Gli estimatori dei prodotti tipici si preparino, perché stiamo per parlare di un’eccellenza per veri intenditori: il miele di corbezzolo! Si tratta, infatti, di un prodotto di nicchia che non tutti i palati riescono ad apprezzare, proprio perché si discosta notevolmente dai mieli più classici per il suo aroma.

Perciò dimenticate la dolcezza del Millefiori (amato persino dai bambini!) e fate spazio al gusto amaro, astringente e persistente di questo miele pregiato, che – come vedremo più avanti – riserva delle piacevoli sorprese in cucina.

Recenti studi, inoltre, ne hanno messo in luce le interessanti attività biogiche, da quelle antiossidanti e antisettiche fino alle potenzialità antitumorali, che sembrerebbero di maggior entità rispetto al miele di Manuka – tra i mieli più rinomati e studiati al mondo.

Prima di entrare nel merito della questione, però, ci sembra doveroso partire ab ovo, cioè dalle sue origini e caratteristiche. Siete pronti, dunque? Iniziamo!

Produzione del miele amaro

Il miele amaro deriva dal nettare dei fiori di corbezzolo, o Arbutus unedo, un arbusto sempreverde della famiglia delle Ericaceae. Dal momento che la pianta fiorisce tra ottobre e novembre, la produzione è significativa solo nelle regioni in cui le api sono operative in autunno: la Sardegna in primis e, se l’annata è favorevole, la Toscana.

Le temperature autunnali, tuttavia, sono più basse di quelle primaverili e perciò le api non riescono a concentrare il miele con il solo battito d’ali. Di conseguenza, spetta all’apicoltore correggere l’umidità per prevenire la fermentazione del miele, il che ne giustifica i costi elevati. Il miele amaro, infatti, costa da 4 a 8 volte in più rispetto agli altri!

Caratteristiche e composizione del miele amaro

Vista la rapida cristallizzazione, il miele di corbezzolo assume un aspetto cremoso, finemente granulato e un color nocciola con sfumature grigio-verdi; allo stato liquido, invece, è ambrato. Il profumo è pungente, descritto simile a quello dei fondi di caffè, e rappresenta anch’esso un tratto distintivo del miele amaro. Ma l’aroma non è l’unica cosa che lo contraddistingue!

Come tutti i mieli unifloreali, infatti, il miele di corbezzolo possiede dei composti identificativi (marker) che lo rendono unico. Tra questi ultimi il più abbondante, nonché responsabile delle sue proprietà antiossidanti, è l’acido omogentisico. Pensate che, nelle simulazioni in provetta, ha protetto le LDL (il “colesterolo cattivo”) dall’ossidazione, un fattore cruciale per l’ispessimento e l’indurimento delle arterie (aterosclerosi).

Proprietà e potenzialità del miele di corbezzolo

Come scritto nell’incipit, il miele amaro di Sardegna è oggetto di numerosi studi valutanti le sue potenzialità per la salute. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta!

Miele di corbezzolo contro i tumori: uno studio in vitro

In un recente studio, pubblicato su IJMS, Afrin e colleghi hanno valutato gli effetti del miele amaro sul cancro colonrettale. Questo tumore – il secondo più diffuso in Europa – ha un tasso di sopravvivenza limitato (circa cinque anni) proprio per il fatto che le sue cellule sono resistenti ai farmaci in uso. E il miele, ricco di sostanze con proprietà antiproliferative e citotossiche, può rappresentare un buon punto di partenza per lo sviluppo di farmaci antitumorali.

Nella loro ricerca, dunque, gli autori hanno studiato la composizione fitochimica e le attività citotossiche di cinque campioni di miele amaro provenienti dalle zone di Berchidda, Luras, Monti, Sadali e Olbia, in Sardegna, rispetto al miele neozelandese di Manuka. Quest’ultimo, infatti, è tra i mieli più studiati ed è l’unico sul quale esistono dei dati circa gli effetti citotossici verso il tumore colonrettale, perciò è stato preso come standard di riferimento. Ma ora, bando alle ciance e vediamo cos’hanno scoperto!

Analisi fitochimica e capacità antiossidante totale 

Dalle analisi è emerso che il miele di corbezzolo di Berchidda è il più ricco di polifenoli e flavonoidi. Il miele di Manuka, invece, è al secondo posto, mentre i campioni prelevati dalle altre località sarde sono al 3° (Monti), 4° (Luras), 5° (Sadali) e 6° posto (Olbia).

Questi risultati, in linea con quelli ottenuti da studi precedenti, suggeriscono un potenziale antiossidante del miele amaro, legato appunto al contenuto di polifenoli totali e flavonoidi. E, infatti, le analisi hanno evidenziato che il miele di Berchidda è un antiossidante più potente rispetto al miele di Manuka e agli altri mieli amari.

Effetti citotossici dei mieli di Berchidda e Manuka a confronto

Alla luce di questi risultati, quindi, gli studiosi hanno valutato gli effetti citotossici del miele di Berchidda, rispetto al miele di Manuka.

Gli effetti, in particolare, sono stati valutati su due linee cellulari:

  • HCT-116 (cellule tumorali del colon umano);
  • LoVo (cellule delle metastasi).

Le colture sono state trattate con diverse concentrazioni di miele amaro e di Manuka, per 24, 48 e 72 ore. Le concentrazioni erano più alte per le LoVo (più maligne delle HCT-116) ed erano comprese tra 3-20 mg/mL per le HCT-116 e 5-60mg/mL per le LoVo.

Le analisi hanno dimostrato che entrambi i mieli riducono la sopravvivenza delle cellule tumorali, ma il miele di Berchidda lo fa a concentrazioni inferiori. Il miele di corbezzolo, dunque, è un citotossico più potente rispetto al miele di Manuka.

Questi, però, sono gli effetti sulle cellule tumorali. E su quelle sane?

È interessante notare come entrambi i mieli siano risultati tossici per le cellule tumorali, ma non per quelle sane. Essi, infatti, hanno ridotto la sopravvivenza delle cellule normali solo a concentrazioni elevate – 20 mg/mL il miele amaro e 50 mg/mL quello di Manuka – e dopo 72 ore. E questo è un fatto di notevole importanza, se si considera la difficoltà dei farmaci antitumorali di distinguere le cellule malate da quelle sane.

Ma in che modo agisce il miele di corbezzolo?

Secondo gli autori potrebbe essere coinvolto il danno da radicali liberi, come suggerito dall’aumento delle ROS intracellulari.

Le ROS, infatti, sono radicali liberi che possiedono una duplice natura: se da un lato favoriscono lo sviluppo dei tumori, danneggiando il DNA delle cellule sane, dall’altro possono sopprimere lo sviluppo delle cellule tumorali e ucciderle.

Dalle analisi è emerso che, sebbene entrambi i mieli aumentassero le ROS nelle cellule tumorali, il miele di corbezzolo era più attivo sulle cellule maligne. Lo studio, quindi, dimostra che il miele di corbezzolo è un citotossico più potente rispetto al miele di Manuka, probabilmente perché più ricco di polifenoli.

Vedremo se studi più approfonditi confermeranno le potenzialità antitumorali di questo miele!

Miele amaro: come usarlo in cucina?

È palese che il miele di corbezzolo, per via del sapore amaro e astringente, non possa essere usato come dolcificante, tuttavia possiamo abbinarlo a particolari alimenti per metterne in risalto il gusto o non alterarlo.

Abbinamenti per contrasto

Il miele amaro è ottimo per esaltare il sapore di alimenti grassi o dolci, come:

  • formaggi stagionati (come il pecorino) e freschi (come robiola e mascarpone);
  • la ricotta ovina;
  • il lardo di Colonnata;
  • la cotenna del maialino sardo (su porceddu);
  • macedonie di frutta;
  • gelati e mousse al cioccolato;
  • dolci tipici sardi come le seàdas, ripiene di formaggio e scorze di agrumi, e torroni speciali.

Abbinamenti per affinità

Abbinato ad alimenti amari o astringenti, il miele di corbezzolo è delizioso e non ne altera il sapore. Tra questi:

E con questo è tutto, cari lettori. Se l’articolo vi è piaciuto, allora potrebbe interessarvi anche quello sulle proprietà del miele. Cliccate qui per leggerlo!

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

Bibliografia e sitografia
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Scritto da:

Jessica Zanza

Ho appeso il camice al chiodo per fare la giornalista.
Inchiostro Virtuale è anche una mia creazione.
Per contattarmi scrivete a j.zanza@inchiostrovirtuale.it