Sagra del torrone di Tonara. Foto di NoName_13 da Pixabay.

L’appuntamento con la sagra più golosa dell’anno vi aspetta il 6 aprile 2026, per una Pasquetta all’insegna della convivialità e del buon cibo. Scopriamo cos’ha in serbo la 45a edizione!

A Tonara c’è fermento per la 45a sagra del torrone. La manifestazione si terrà a Pasquetta, lunedì 6 aprile 2026, con un’agenda fitta di appuntamenti: sfilate dei gruppi folk, visite alle case tradizionali, mostre culturali, musica etnica e la possibilità di assistere alla produzione del torrone e dei campanacci. Non mancheranno le esposizioni di prodotti enogastronomici, tra cui il torrone tonarese, e di artigianato. Di seguito riportiamo il programma completo.

Sagra del torrone 2026: le attività in programma

Ore 10:00 e ore 15:00: dimostrazioni e degustazioni.
Realizzazione dal vivo del torrone e dei campanacci con possibilità di assaggiare “su turrone” appena preparato a Sa Forredda.

A partire dalle 10:00:

  • Mostra de S’ambulante tonaresu e abito tradizionale, in viale Sant’Antonio;
  • Mostra di tessitura, in viale della Regione;
  • Percorso murales con QR Code;
  • Casa Sulis-Mascia – “Un tuffo nel passato”, in via Eleonora;
  • Retabli del XVI secolo, nella Sala Consiliare.

Dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 14:30 in poi: II Rassegna del Minifolk, presentata da Giuliano Marongiu. In piazza Sant’Antonio sfileranno e balleranno:

  • Minifolk “Sa Jara” di Tuili;
  • Gruppo Folk “Santa Marta” di Talana;
  • Minifolk Santu Miali “Padru”;
  • Gruppo Mini “Sos Merduléddos” (Associazione culturale Sos Merdules Bezzos de Otzana);
  • con la partecipazione del Gruppo Folk “Peppino Mereu” di Tonara.

Sempre dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 14:30 in poi, le esibizioni musicali itineranti di:

  • A Bratzos Tentos;
  • Su Cuntzertu Antigu;
  • Davide Puligheddu, Mariantonietta Bosu, Costantino Lai, Stefano Loddo;
  • Trio Bande Crisponi e Tangianu.

Aggiornamenti sulla pagina del Comune di Tonara.

Due parole sul torrone di Tonara

Quando si parla di torrone, in Sardegna il pensiero corre inevitabilmente a Tonara e ai suoi mastri torronai, divenuti celebri per la loro arte a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Ancora oggi, il torrone tonarese si realizza rigorosamente con il miele (che può essere millefiori o unifloreale) e la frutta secca, soprattutto le mandorle ma anche noci e nocciole. Alcune variazioni prevedono l’uso di mieli speciali come il miele di corbezzolo – amaro e astringente – o l’aggiunta di aromatizzanti come il mirto.

Da tradizione, il torrone si prepara in un paiolo di rame (su gheddargiu) posto sul fuoco acceso con legna di agrifoglio, che non fumiga. Prima di tutto si riscalda il miele, poi si aggiungono gli albumi e si lavora l’impasto con un bastone di legno (sa moriga) per mezz’ora, lontano dalla fiamma. Dopodiché si rimette il paiolo sul fuoco, si aggiunge la frutta secca e si mescola per almeno altre due ore. Si conclude facendo raffreddare e dividendo il dolce in panetti.

Nella sua variante alle mandorle, il torrone è iscritto nel registro dei prodotti agroalimentari tipici (PAT) della Sardegna.

Consigli di lettura

Il 18 e il 19 aprile non perdetevi la nuova edizione de S’orrosa ‘e padenti: il Festival della rosa peonia, dell’enogastronomia e dell’ospitalità!

Crediti fotografici

Foto di NoName_13 da Pixabay.

Scritto da:

Redazione IV

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