Fototerapia o elioterapia - copertina

La fototerapia con i raggi UV è usata con successo nel trattamento della psoriasi. In questa guida, vedremo le più importanti tipologie, come agiscono, le loro indicazioni e controindicazioni. Seguiteci!

Fototerapia: l’identikit

La fototerapia è l’uso curativo della luce, che riconosce nell’elioterapia – cioè la terapia con la luce del sole – la sua forma più semplice.

Descritta per la prima volta nel 1892, dal medico e scienziato italiano Antonino Sciascia, questa tecnica si è evoluta col passare del tempo e oggi viene usata per trattare i disturbi della pelle, del sonno e dell’umore – come il disturbo affettivo stagionale affrontato qui.

In questo articolo ci soffermeremo sui benefici per la psoriasi, che si manifesta sotto forma di chiazze rosse e desquamanti nei gomiti, nelle ginocchia, nel cuoio capelluto e nella regione lombosacrale. Più raramente, colpisce le pieghe cutanee e le unghie.

Le lesioni psoriasiche – placche – possono essere stabili o scomparire e riapparire dopo un periodo di tempo indeterminato.


Qui potete approfondire le tipologie, le cause e la terapia della psoriasi.


Tornando a noi, la fototerapia rappresenta un trattamento sicuro ed efficace contro la psoriasi e può essere usata da sola, nei casi lievi e moderati, o in associazione ai farmaci nelle forme più severe.

È importante sapere, inoltre, che esistono diverse varianti di questa tecnica, che si differenziano in base alla luce utilizzata e la cui scelta dipende dalle caratteristiche della psoriasi e del paziente. Scopriamone di più!

Fototerapia di prima linea: NB-UVB e Laser Excimer

Consiste nell’irradiare le placche con UVB a banda stretta (NB-UVB, 311nm) o con quelli emessi dalle fonti a eccimeri (Excimer laser/lamp, 308nm) in base alla loro estensione.

NB-UVB, infatti, è l’ideale per trattare le placche stabili, con un’estensione superiore al 10% della superficie corporea, invece l’Excimer per placche meno estese, come quelle palmoplantari, purché non pustolose.

La fototerapia con UVB non solo porta alla scomparsa delle lesioni, ma ritarda anche i tempi di ricomparsa, con una efficacia e sicurezza superiori rispetto alle altre tecniche.

Ma come agiscono gli UVB?

Benché il meccanismo sia ancora poco chiaro, sembra che gli UVB modulino le risposte immunitarie del paziente, le cui alterazioni sono reputate alla base della psoriasi.

Essi, in particolare, inibiscono i linfociti responsabili della risposta autoimmune (Th17), mentre attivano quelli che la sopprimono (Treg).

La fototerapia con UVB è efficace nelle forme lievi, moderate e in quelle severe – se associata ai farmaci. Tra questi ultimi il calcipotriolo e l’acitretina, che rallentano il ricambio dell’epidermide; il primo è assunto per via topica, la seconda per via orale.

Fototerapia di seconda linea

Viene usata nelle forme di psoriasi refrattarie agli UVB, come quella pustolosa o dell’unghia. Le tecniche più quotate sono la PUV (Psoralen Ultraviolet) e il PDL (Pulsed Dye Laser). Vediamole in dettaglio!

PUV (PUVA e PUVB)

La PUV è una tecnica che sfrutta i raggi UVA o UVB e gli psoraleni. Questi ultimi sono farmaci che, attivati dagli UV, si legano al DNA delle cellule cutanee e ne causano la morte.

Il ricorso alla PUV è limitato al trattamento della psoriasi pustolosa palmoplantare, che è refrattaria alla fototerapia con UVB, perché aumenta il rischio di sviluppare tumori cutanei a lungo termine.

PDL (Pulsed Dye Laser)

Il Pulsed Dye Laser è la tecnica più efficace contro la psoriasi ungueale, sebbene venga usata soprattutto nelle lesioni vascolari superficiali.

Il suo bersaglio, infatti, è l’emoglobina, che, assorbendo le radiazioni del PDL, si degrada a causa della loro energia; perciò l’ossigeno non arriva alle cellule epidermiche, che muoiono, con riduzione delle placche.

Quante sedute di fototerapia sono necessarie?

Affinché la terapia faccia effetto occorrono almeno 20-30 sedute da distribuire nelle settimane. Per quanto riguarda NB-UVB, ad esempio, si effettuano 3 sedute alla settimana per 3 mesi. Ogni seduta ha una durata variabile da qualche minuto a 20 minuti.


Rischi e controindicazioni 

In precedenza abbiamo affermato che la fototerapia, oltre a essere efficace contro la psoriasi, è sicura. Ciò, tuttavia, non significa che sia priva di rischi: chi assume farmaci fotosensibilizzanti o ha avuto un tumore, ad esempio, non può sottoporsi alle sedute!

Fototerapia in gravidanza e allattamento

Questa tecnica è consentita in gravidanza, perché non provoca danni al feto, e in età pediatrica, a patto che i bambini siano capaci di accettare la procedura e indossare le protezioni adeguate.

Reazioni avverse

In seguito al trattamento, si possono manifestare reazioni avverse a breve e/o a lungo termine. Vediamole!

A breve termine

Reazioni lievi e temporanee possono manifestarsi durante la terapia o nelle 24 ore. Tra queste vi sono:

  • arrossamento;
  • gonfiore;
  • dolore;
  • prurito;
  • bolle;
  • petecchie, cioè piccole emorragie puntiformi, causate dalla rottura dei piccoli vasi.
A lungo termine

Compaiono a distanza di settimane, mesi e addirittura anni. Tra queste vi sono:

  • fotoinvecchiamento, cioè la comparsa di rughe sottili e macchie brune a causa degli UV;
  • cataratta, che si manifesta a causa di una protezione oculare inadeguata;
  • tumori cutanei, il cui rischio è più alto nella PUV e trascurabile nella fototerapia con UVB.
L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

Se l’articolo vi è piaciuto, allora potrebbe interessarvi anche: “Balneoterapia: proprietà e benefici dei bagni termali“.


Bibliografia e sitografia
Ti è piaciuto? Condividilo!

Scritto da:

Jessica Zanza

Ho appeso il camice al chiodo per fare la giornalista.
Pubblicista e co-fondatrice di Inchiostro Virtuale.
Per contattarmi scrivete a j.zanza@inchiostrovirtuale.it