mani di uomo con psoriasi a placche sul dorso

La psoriasi è una malattia cronica e invalidante, che colpisce 150 milioni di persone nel mondo e per la quale non esiste ancora una cura. Parlarne, tuttavia, è importante, perché nelle forme più severe può incidere negativamente sulla vita dei pazienti. Nell’articolo, quindi, conosceremo meglio questa malattia nelle sue molteplici forme, le cause e i rimedi per tenerla sotto controllo. Seguiteci!

Classificazione della psoriasi

La psoriasi è una malattia infiammatoria della pelle che può manifestarsi in quattro forme principali – volgare, guttata, pustolosa ed eritrodermica – ciascuna delle quali è suddivisa in sottotipi. Partendo da questa classificazione – elaborata dall’International Psoriasis Council – vediamo in dettaglio le diverse forme!

Psoriasi volgare o psoriasi a placche

È la forma più comune e si manifesta nell’80-90% dei pazienti sotto forma di placche, cioè aree arrossate e ispessite, dai contorni ben definiti e ricoperte da squame argentate. Causano dolore e prurito che spingono il paziente a grattarsi, aggravando la situazione, e quando vengono rimosse provocano piccole emorragie (segno di Auspitz).

Figura 1: placca di psoriasi localizzata nel gomito. La pelle appare arrossata, ricoperta da squame argentate e ben demarcata dal tessuto circostante.
Figura 1: placca localizzata nel gomito. La pelle appare arrossata, ricoperta da squame argentate e ben distinta dal tessuto circostante.

La psoriasi volgare si suddivide, a sua volta, in diverse tipologie a seconda delle caratteristiche delle placche.

Localizzazione delle placche

Le placche possono comparire in qualsiasi parte del corpo e coinvolgere la pelle, le unghie e, addirittura, le articolazioni.

Psoriasi della pelle

La pelle è l’organo più colpito dalla malattia. Le placche sono simmetriche e si presentano nella parte estensoria dei gomiti e delle ginocchia, nel cuoio capelluto, nella regione lombosacrale e nel dorso di mani e piedi, ma talvolta anche dietro ai padiglioni auricolari, intorno agli occhi e alle labbra. Qui di seguito potete trovare una galleria d’immagini esemplificative.

Una variante di psoriasi cutanea, definita inversa, è meno frequente della precedente e coinvolge le pieghe cutanee e le mucose. Le lesioni sono chiazze arrossate, traslucide, prive di squame e pruriginose, e sono presenti nell’incavo di ginocchia e gomiti, nel solco sottomammario, nell’inguine, nelle ascelle, nella regione perianale o nei genitali esterni.

Psoriasi inversa localizzata sel solco sottomammario.
Figura 7: psoriasi inversa nel solco sottomammario. Le chiazze sono arrossate e traslucide, ma completamente prive di squame.
Psoriasi delle unghie 

Rappresenta il 30% dei casi di psoriasi e può presentarsi in concomitanza con le placche cutanee. La sua insorgenza, purtroppo, si associa a un aumento del rischio di artrite psoriasica, della quale parleremo più avanti.

Le unghie si presentano ispessite, di colore simile all’olio bruciato, con depressioni e increspature; esse, inoltre, tendono a staccarsi dal letto ungueale e a sgretolarsi. Qui di seguito vediamo un’immagine rappresentativa.

psoriasi alle unghie
Figura 8: psoriasi ungueale.
Artrite psoriasica

A 10 anni dallo sviluppo, nel 20-30% dei pazienti, la psoriasi può diffondersi alle articolazioni, provocando l’artrite psoriasica. La sua manifestazione più comune è la dattilite, cioè l’infiammazione delle dita, che appaiono gonfie, arrossate e dolenti.

Artrite psoriasica
Figura 9: artrite psoriasica. È evidente il rigonfiamento delle dita, che assumono il tipico aspetto “a salsiccia”, a causa dell’infiammazione articolare.

L’artrite psoriasica, tuttavia, può colpire anche le altre articolazioni, sia grandi sia piccole, delle quali può provocare l’erosione se non diagnosticata e trattata in tempi rapidi. Nel 47% dei casi l’erosione articolare si manifesta entro i primi due anni.

Dimensioni e aspetto delle placche

In base alla dimensione delle placche, possiamo distinguere due sottotipi di psoriasi: a piccole placche e a grandi placche.

Psoriasi a piccole placche 

Le placche hanno un diametro inferiore a 3cm e uno spessore inferiore a 0,75cm; sono rosa, ricoperte da squame bianche finissime; possono essere ben delineate oppure confondersi con la pelle circostante.

Psoriasi a grandi placche

In questo caso, invece, le placche superano 3cm di diametro e 0,75cm di spessore; sono ben demarcate, rosse e ricoperte da squame argentate spesse.

Età di sviluppo delle placche

Le placche possono svilupparsi prima dei 40 anni (tipo I, familiare) o dopo i 40 anni (tipo II).

Avete le idee un po’ confuse? Riepiloghiamo!

Qui di seguito riportiamo una tabella con i criteri di classificazione e le caratteristiche di ciascun sottotipo.

Classificazione e principali sottotipi della psoriasi volgare
Localizzazione anatomica delle placche 

Psoriasi della pelle: è la più frequente e può manifestarsi nella forma comune o inversa.

  1. Nella forma comune sono colpiti:
    • gomiti e ginocchia (superficie estensoria);
    • cuoio capelluto;
    • regione lombosacrale;
    • mani e piedi (dorso).
  2. Nella forma inversa, invece, sono affetti:
    • incavo di gomiti e ginocchia;
    • ascelle e inguine;
    • solco sottomammario;
    • genitali esterni;
    • regione perianale.

Psoriasi delle unghie: si sviluppa nel 30% dei pazienti psoriasici ed è predittiva di artrite psoriasica.

Qui di seguito riportiamo le più importanti modificazioni dell’unghia:

  • colorazione giallo-bruna;
  • depressioni e increspature;
  • ispessimento e sgretolamento;
  • distacco dell’unghia (onicolisi);
  • ispessimento della pelle sottostante (ipercheratosi subungueale).

Artrite psoriasica: è una complicanza che si manifesta nel 20-30% dei pazienti psoriasici.

L’infiammazione si estende, dalla pelle o dalle unghie, alle:

  • articolazioni piccole o grandi, singole o in gruppo;
  • entesi, cioè le inserzioni dei muscoli, dei tendini o delle fasce, sulle ossa.

I tessuti colpiti sono gonfi, arrossati, doloranti e compaiono difficoltà di movimento.

Dimensioni e aspetto delle placche
Psoriasi a piccole placche:

  • diametro < 3cm;
  • spessore < 0,75cm;
  • colore rosa;
  • squame bianche e sottili;
  • contorni netti o sfumati.

Psoriasi a grandi placche:

  • diametro > 3cm;
  • spessore > 0,75cm;
  • colore rosso;
  • squame argentate e spesse;
  • contorni netti.
Età di sviluppo delle placche

Psoriasi di tipo I: insorge prima dei 40 anni nei soggetti geneticamente predisposti.

Psoriasi di tipo II: insorge dopo i 40 anni a causa di fattori non genetici.

Detto ciò, proseguiamo con la classificazione dell’International Psoriasis Council!

Psoriasi guttata

La psoriasi guttata (dal latino gutta, goccia) si manifesta sotto forma di piccole lesioni a goccia, di colore rosa salmone e sormontate da papule e squame finissime. Le lesioni compaiono nel tronco e negli arti, improvvisamente e, spesso, a causa di infezioni delle alte vie respiratorie (ad esempio, la faringite streptococcica).

Psoriasi guttata - Le tipiche lesioni a goccia, di colore rosa, si manifestano soprattutto nel tronco.
Figura 10: psoriasi guttata. Le tipiche lesioni a goccia, di colore rosa, si manifestano soprattutto nel tronco.

Psoriasi pustolosa

I segni distintivi sono pustole dolenti sulla pelle infiammata. In base alla loro distribuzione, in particolare, è possibile distinguere una forma palmoplantare e una generalizzata.

Psoriasi pustolosa palmoplantare 

È caratterizzata dalla presenza di pustole nel palmo delle mani, come quella in figura, e/o nella pianta dei piedi.

Fototerapia - psoriasi postulosa mano
Figura 11: psoriasi pustolosa palmare. Le lesioni sono rappresentate da pustole dolenti, distribuite sulla cute infiammata. Tutto sommato, è una forma della malattia benigna.

Psoriasi pustolosa generalizzata (PPG) o di von Zumbusch

Le pustole, in questo caso, sono diffuse in tutto il corpo e si accompagnano ad altri sintomi, quali:

  • febbre alta;
  • fatica;
  • aumento dei globuli bianchi neutrofili nel sangue (leucocitosi neutrofila).

Gli attacchi acuti della PPG, seppur rari, si manifestano con maggior frequenza in gravidanza e possono essere scatenati da infezioni e farmaci. Una volta arrestata la produzione di pustole, la PPG può trasformarsi in psoriasi eritrodermica.

Psoriasi eritrodermica (PE)

È la forma più rara (1-2,5% dei casi) e severa ed è accompagnata anche da altri sintomi, quali:

  • arrossamento diffuso causato dalla dilatazione dei vasi cutanei;
  • desquamazione superficiale, non sempre presente;
  • riduzione della temperatura conseguente alla vasodilatazione;
  • gonfiore degli arti, conseguente all’aumento di permeabilità dei vasi;
  • affaticamento e dolori muscolari;
  • febbre alta.

La PE può insorgere a causa di alcuni farmaci, delle scottature solari e dello stress.

psoriasi eritrodermica - nella foto un dettaglio della schiena psoriasica
Figura 12: psoriasi eritrodermica. Credits: PMC.

Come si sviluppa questa malattia?

Ciò che anni di ricerca hanno permesso di capire è che l’infiammazione è scatenata da anomalie nella comunicazione fra cheratinociti (cellule dell’epidermide), cellule dendritiche e linfociti T (cellule immunitarie).

Può succedere, infatti, che a causa di traumi, infezioni o altri stimoli, i cheratinociti producano una sostanza (AMP LL-37) capace di legarsi al DNA delle cellule danneggiate e di “attirare” le cellule immunitarie – prima le cellule dendritiche e poi i linfociti T.

Saranno proprio questi ultimi, attraverso la produzione di molecole segnale dette citochine, a scatenare l’infiammazione e a spingere i cheratinociti a moltiplicarsi e a raggiungere lo strato corneo in 8 giorni anziché 28, accumulandosi e dando origine alle placche.

Queste ultime possono allargarsi o stabilizzarsi, scomparendo e riapparendo dopo un periodo di tempo imprecisato per tutta la vita del paziente. Solo in casi molto rari regrediscono e scompaiono definitivamente (eclissi della malattia).

Diffusione e cause della psoriasi

La psoriasi colpisce il 2-4% della popolazione mondiale con una frequenza che varia in base ai seguenti fattori.

Localizzazione geografica

La prevalenza si riduce avvicinandosi all’equatore, dove la luce solare si fa più intensa. Come abbiamo visto in questo articolo, infatti, i raggi UV modulano il sistema immunitario, riducendo il rischio di sviluppare la malattia.

Età

A esserne più interessati sono i soggetti di 30-39 anni e 60 anni. Al di sotto dei 18 anni sono colpite soprattutto le donne, dai 18 anni in su soprattutto gli uomini.

Fattori genetici

Le persone geneticamente predisposte corrono un rischio maggiore di sviluppare la malattia. Ciò è dovuto alla presenza di sequenze di DNA chiamate geni di suscettibilità, che possono essere ereditate dai figli e aumentare le probabilità che si ammalino. Il rischio, in particolare, aumenta del 15%, se il bambino ha un genitore malato, e del 40%, se entrambi i genitori lo sono.

Microrganismi

Le infezioni virali e batteriche aumentano il rischio di sviluppare la patologia. Il rischio di sviluppare la psoriasi guttata, ad esempio, è superiore nelle persone che hanno contratto infezioni delle alte vie respiratorie da streptococco.

Farmaci

Anche l’assunzione di alcuni farmaci, purtroppo, può favorire lo sviluppo della malattia. Tra questi:

  • i β-bloccanti, noti antipertensivi;
  • il litio, usato per stabilizzare l’umore nei pazienti con disturbo bipolare;
  • l’imiquimod, un antivirale usato per curare le infezioni genitali da HPV.

Per maggiori informazioni su questo virus, leggete l’articolo: “HPV: rischi e prevenzione del papilloma virus“.


Traumi cutanei

In seguito a operazioni chirurgiche o altri traumi, possono comparire lesioni psoriasiche nelle zone cutanee interessate.

Stile di vita

Ebbene sì, anche lo stile di vita può influenzare la comparsa del disturbo! Tra i fattori predisponenti:

  • una dieta povera di vitamina D, che regola le risposte immunitarie e infiammatorie;
  • la sedentarietà, che aumenta il rischio di sovrappeso e obesità, più frequenti nei pazienti psoriasici;
  • il fumo, che altera le risposte immunitarie e favorisce l’infiammazione;
  • il consumo di alcol, che aggrava le lesioni psoriasiche;
  • lo stress, l’ansia e la depressione (che sono sia un fattore predisponente, sia una conseguenza della psoriasi).

Terapie: i rimedi contro la psoriasi

Diciamo sin da subito che non esistono terapie risolutive per la psoriasi – le lesioni, infatti, possono ricomparire in ogni momento – ma solo strategie che possono aiutare a tenerla sotto controllo. Vediamo di che si tratta!

Le sane abitudini 

L’adesione a uno stile di vita sano può aiutare i farmaci a controllare la malattia. Il paziente, in particolare, dovrà correggere le cattive abitudini e acquisirne di salutari per favorire e mantenere il più a lungo possibile la remissione. Cosa fare, dunque?

1) Smettete di fumare!

Il fumo aggrava l’infiammazione e altera le risposte immunitarie, riducendo l’efficacia delle terapie. Per liberarvi del vizio del fumo, vi consigliamo di leggere l’articolo:  “Smettere di fumare: si può! Strategie e consigli utili“.

2) Limitate gli alcolici!

L’alcol favorisce lo sviluppo delle lesioni e il loro aggravamento, dunque limitate gli alcolici o – ancor meglio – aboliteli del tutto!

3) Assumete vitamina D a sufficienza!

La vitamina D è importante per il buon fuonzionamento del sistema immunitario. Benché non riesca, di per sé, a prevenire il disturbo, introdurla nelle giuste quantità può comunque limitarne la gravità.

Il fabbisogno giornaliero per gli adulti sani è 1.500 UI (37,5 microgrammi) che possiamo soddisfare consumando fegato, pesce, uova, latte e derivati. Qui di seguito una tabella più dettagliata!

I valori in microgrammi (μg) si riferiscono a 100g. Credits: Valori Nutrizionali Alimenti.
Fonti alimentari di vitamina D
  • Olio di fegato di merluzzo: 250 μg
  • Trota cotta: 19 μg
  • Salmone affumicato: 17,1 μg
  • Pesce spada cotto: 16,6 μg
  • Tonno sottolio sgocciolato: 6,7 μg
  • Sogliola cotta: 3,5 μg
  • Caviale: 2,9 μg
  • Uovo di gallina (fritto, sodo, à la coque): 2,2 μg
  • Burro: 1,5 μg
  • Latte intero: 1,3 μg

4) Mantenetevi in forma!

Il sovrappeso e l’obesità, infatti, favoriscono la comparsa delle lesioni psoriasiche e ne aggravano l’entità. Praticare attività aerobiche, quali corsa, ciclismo e nuoto, vi aiuterà a perdere peso e aumentare, perciò, l’efficacia della terapia.

Secondo la Società Italiana Obesità (SIO) e l’Associazione Italiana Dietetica (ADI), bisogna fare almeno 150 minuti alla settimana di attività aerobica moderata, suddivisi in 4-5 sessioni.

5) Riducete lo stress!

Non abbiate paura di rivolgervi a un bravo psicologo, che vi aiuterà a gestire lo stress, con benefici per il corpo e la mente.

Trattamenti cosmetici, farmacologici e fototerapici

Ma ora veniamo ai trattamenti veri e propri, che vengono scelti in base alla severità della malattia.

Terapie di prima linea per la psoriasi da lieve a moderata

Prevede l’applicazione cutanea di glucocorticoidi e analoghi della vitamina D, da soli o in associazione, o la fototerapia, cioè l’uso delle radiazioni solari (elioterapia) o UV (fototerapia UV), per promuovere la remissione delle lesioni.

Della fototerapia abbiamo già parlato qui, perciò in questa sezione ci occuperemo dei medicinali. Seguiteci!

Glucocorticoidi per la psoriasi

I glucocorticoidi o cortisonici sono i farmaci più usati. Si somministrano per via topica, cioè attraverso unguenti, creme e lozioni, due volte al giorno per placare l’infiammazione e favorire la remissione delle lesioni.

Tra i più importanti vi è il mometasone furoato (Elocon®), disponibile in creme, unguenti e soluzioni cutanee allo 0,1%.

Reazioni avverse ai glucocorticoidi

Benché siano ben tollerati, l’uso cronico di questi farmaci può provocare:

Analoghi della vitamina D per la psoriasi

Il calcipotriolo è un farmaco che mima la vitamina D, perciò modula il sistema immunitario e il ricambio dell’epidermide, favorendo la scomparsa delle lesioni.

È disponibile sotto forma di unguento (Daivonex® 0,005%) e soluzione cutanea (Daivonex® 50μg/mL), usata nella psoriasi del cuoio capelluto.

Reazioni avverse al calcipotriolo

Negli studi il calcipotriolo si è rivelato un farmaco di efficacia e sicurezza paragonabili ai glucocorticoidi. Può provocare lievi dermatiti e, se usato eccessivamente, ipercalcemia (livelli elevati di calcio nel sangue).

Non si usa prima della fototerapia o in associazione all’acido salicilico, un noto agente esfoliante, perché aumenta il rischio di reazioni avverse.

Combinazioni tra glucocorticoidi e analoghi della vitamina D

In commercio esistono combinazioni tra glucocorticoidi e analoghi della vitamina D, più efficaci e sicure dei singoli farmaci.

Tra i medicinali più noti c’è il Dovobet®, da applicare una volta al giorno sotto forma di unguento o gel – quest’ultimo indicato per la psoriasi del viso e delle pieghe.

Terapie di seconda linea per la psoriasi da moderata a severa

Quando la psoriasi si fa un po’ più severa i trattamenti topici non bastano, perciò si ricorre ai farmaci per via orale o endovenosa.

Retinoidi: acitretina

L’acitretina è usata nel trattamento della psoriasi volgare (25-50 mg/die), di quella pustolosa ed eritrodermica (10-25 mg/die). Poiché da sola è poco efficace (tasso di remissione < 50%) si associa ad altri farmaci di cui aumenta l’efficacia e la sicurezza.

Questo farmaco allunga i tempi di ricambio delle cellule cutanee, riducendo così la desquamazione e l’ispessimento della pelle, e si assume sotto forma di capsule da 10 mg o 25 mg (Neotigason®) per almeno 3-6 mesi.

Reazioni avverse e avvertenze

L’acitretina può seccare pelle e mucose, assottigliare i peli, aumentare la sensibilità alle radiazioni e causare disturbi gastrointestinali e dolori articolari.

L’assunzione è controindicata in gravidanza, perché causa malformazioni fetali, e, se si ha intenzione di programmarne una, bisogna aspettare almeno 3 anni dall’interruzione del trattamento.

Antimetaboliti: metotrexato

Il metotrexato si usa (spesso in combinazione con altri farmaci) nelle forme moderate e severe di psoriasi volgare, grazie alla capacità di sopprimere le cellule immunitarie della pelle.

Si assume per via orale o intramuscolare a dosi settimanali iniziali di 5-7,5 mg, via via aumentate fino a 20-30 mg, anche per l’artrite psoriasica.

Reazioni avverse e avvertenze

Il metotrexato può provocare fatica, disturbi gastrointestinali, epatotossicità e soppressione del midollo osseo.

Inibitori della calcineurina: ciclosporina

Anch’essa è usata nella psoriasi moderata-severa e nell’artrite psoriasica, perché sopprime le cellule immunitarie, benché con un meccanismo diverso dal metotrexato.

Si assume per via orale – alla dose iniziale di 3-5 mg/kg al giorno in più somministrazioni – ed è stata approvata dalla FDA (Food and Drug Administration) come antipsoriasico.

Reazioni avverse e avvertenze

La ciclosporina agisce più rapidamente ed è meno tossica per il fegato e il midollo osseo, rispetto agli altri farmaci sistemici, sebbene possa provocare ipertensione e tossicità renale.

Farmaci biologici o terapie mirate

Le terapie mirate sono farmaci intelligenti che riconoscono specifici bersagli, cioè le citochine e i recettori localizzati nei linfociti T, in grado di sopprimere l’infiammazione e le risposte immunitarie alla base della psoriasi.

Grazie alla loro selettività d’azione, questi farmaci sono più sicuri degli altri sistemici, proprio perché non agiscono sulle cellule sane. Tra essi vi è l’infliximab, che, in una metanalisi di studi di fase III, si è dimostrato il più efficace.


A proposito di terapie mirate, cliccate qui per leggere l’articolo su quelle usate in oncologia.


Ricordiamo che tutti questi farmaci possono essere supportati dalla fototerapia.

Terapie di terza linea per la psoriasi severa e refrattaria 

Si tratta dei farmaci di seconda linea usati in combinazione per attaccare su più fronti le forme di psoriasi molto gravi.

Terapia di supporto della psoriasi 

Prima di salutarci chiudiamo con la terapia di supporto, cioè un insieme di trattamenti che migliorano l’efficacia dei farmaci e favoriscono il ripristino dell’integrità cutanea.

Prodotti cheratolitici

Sono creme e unguenti a base di principi attivi cheratolitici, come l’acido salicilico e l’urea, che esfoliano l’epidermide rendendola più morbida e levigata, facilitando così la penetrazione dei farmaci topici.

Prodotti restitutivi

Le creme a base di ceramidi (grassi naturalmente presenti nello strato corneo) ripristinano la barriera cutanea, perciò limitano le perdite di acqua e l’ingresso di microrganismi.

Detergenti delicati

I detergenti per affinità contengono sostanze simili all’olio cutaneo e rimuovono lo sporco con delicatezza, perciò sono l’ideale per la detersione delle pelli psoriasiche secche e infiammate.

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

Bibliografia e sitografia
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Scritto da:

Jessica Zanza

Una laurea in Farmacia e la passione per la divulgazione scientifica. Co-fondatrice di Inchiostro Virtuale.
Per contattarmi mandate una mail a j.zanza@inchiostrovirtuale.it