Disturbo Affettivo Stagionale

Con l’accorciarsi delle giornate e l’arrivo dell’autunno, può capitare di sentirsi giù di tono e senza energie, sensazioni che normalmente tendono a passare nel giro di pochi giorni o settimane. In alcune persone, tuttavia, questi e altri sintomi persistono e si aggravano a tal punto da rendere necessario il ricorso alle terapie: sono colpite, infatti, dal disturbo affettivo stagionale. Scopriamone di più!

Disturbo affettivo stagionale: l’identikit

Il disturbo affettivo stagionale non è un disturbo a sé ma rappresenta un tipo di depressione maggiore ad andamento stagionale. Ciò significa, in parole povere, che le fasi depressive acute (episodi) si manifestano e regrediscono in periodi ben precisi dell’anno, durante il cambio di stagione.

Di solito inizia in autunno, raggiunge l’apice in inverno e finisce in primavera (winter blues) ma, talvolta, accade il contrario, cioè inizia in primavera, raggiunge l’apice d’estate e finisce in autunno (summer blues).

Sintomi della depressione stagionale

In accordo con il DSM-5, cioè la 5a edizione del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, si è affetti da questo disturbo se:

  1. i sintomi iniziano nella stessa stagione (e vanno in remissione in quelle successive) ogni anno per almeno due anni;
  2. le stagioni con depressione superano quelle senza depressione nel corso della vita.

Durante questi episodi, in particolare:

  • l’umore è depresso la gran parte del giorno quasi tutti i giorni;
  • manca interesse per le attività che di solito danno piacere;
  • è difficile concentrarsi e si è a corto di energie;
  • possono manifestarsi alterazioni del sonno, dell’appetito e, quindi, del peso corporeo;
  • ci si può sentire inutili, in colpa, senza vie d’uscita e, nei casi più gravi, si può pensare al suicidio.

Considerando le due varianti del disturbo, winter blues e summer blues, esistono inoltre dei sintomi specifici.

Sintomi del winter blues (depressione invernale)

Nel caso del winter blues, infatti:

  • si dorme tanto;
  • si ha molto appetito e si mangia di più, soprattutto dolci, con conseguente aumento di peso;
  • ci si sente stanchi e affaticati.

Sintomi del summer blues (depressione estiva)

Nel caso del summer blues, invece:

  • si dorme poco;
  • si ha poco appetito e si mangia di meno, dunque si tende a dimagrire;
  • compaiono ansia e agitazione.

Cause della depressione stagionale

Le cause alla base di questo disturbo, che ha una prevalenza compresa tra l’1,5 e il 9 %, così come quelle alla base di tutte le sindromi depressive non sono chiare del tutto. Secondo l’ipotesi più accreditata, almeno per quanto riguarda la variante invernale del disturbo, con l’accorciarsi delle giornate si ridurrebbero i livelli di serotonina – regolante l’appetito e il tono dell’umore – e aumenterebbero quelli di melatonina – che regola il ritmo sonno-veglia – dal momento che la loro produzione dipende dalla luce solare. Cià giustificherebbe l’aumento dell’appetito, l’umore depresso e l’ipersonnia associati al winter blues.

Si suppone che anche nel summer blues vi siano alterazioni dei livelli di serotonina e melatonina, ma, a questo proposito, la questione si fa ancora più nebulosa, dal momento che la variante “estiva” è meno frequente e, dunque, meno studiata di quella “invernale”.

Fattori di rischio

Ma le variazioni della chimica del cervello, per quanto importanti. non sono le uniche responsabili del disturbo. Gli studi epidemiologici, infatti, rivelano che possano contribuire diversi fattori al suo sviluppo. Tra questi vi sono:

  • familiarità – le probabilità sono maggiori se in famiglia ci sono casi di questa o altre sindromi depressive;
  • comorbilità – coloro che soffrono di altre forme di depressione o di disturbo bipolare sono più a rischio;
  • genere – le donne si ammalano 4 volte in più rispetto agli uomini;
  • età – la fascia più colpita è quella tra i 18 e i 30 anni;
  • latitudine – coloro che vivono lontani dall’equatore, quindi in zone meno esposte al sole, sono più suscettibili;
  • vitamina D – il deficit di questa vitamina, necessaria per produrre la serotonina, è associato al disturbo.

Disturbo affettivo stagionale: approcci terapeutici

Ora che sappiamo cos’è, come si manifesta e perché, almeno secondo le conoscenze attuali, viene spontaneo chiedersi se esistano dei trattamenti che possano alleviare i sintomi, favorirne la remissione e prevenirli. La risposta è sì e no, nel senso che le attuali strategie – soprattutto in combinazione – possono aiutare a superare l’episodio, ma le prove sulla capacità di prevenirlo sono ancora insufficienti.

A prescindere da ciò, comunque, è molto importante non sottovalutare questi sintomi e rivolgersi subito al medico se non si rivolvono da soli in poco tempo o se peggiorano. Se non trattati, infatti, possono creare problemi a scuola o sul posto di lavoro, portare all’abuso di sostanze, ad ansia o disturbi alimentari.

Detto ciò, vediamo quali sono queste strategie!

Fototerapia

La fototerapia è – come dice il nome stesso – l’uso della luce a scopo terapeutico. Il razionale d’impiego si basa sul fatto che il disturbo affettivo stagionale si manifesta con più frequenza quando le giornate si accorciano. L’esposizione a una fonte luminosa molto intensa, nelle prime ore del mattino, dovrebbe aumentare le ore di luce percepite e, quindi, normalizzare i livelli di serotonina e melatonina.

La tecnica si avvale di lampade a schermo piatto, chiamate light box, che emettono luce bianca senza la componente UV. Le sedute iniziano la mattina presto, prima che faccia luce, e durano dai 20 ai 60 minuti; in questo lasso di tempo il paziente sta seduto di fronte alla light box, ma non deve necessariamente tenere lo sguardo puntato su di essa.

I primi effetti possono comparire già dopo una settimana di terapia, ma le sedute vengono effettuate per almeno un mese, talvolta fino alla primavera, per mantenere i risultati ottenuti. La fototerapia è ben tollerata ma, talvolta, può causare affaticamento visivo, mal di testa, irritabilità e disturbi del sonno.

È controindicata in associazione a melatonina, litio e antipsicotici fenotiazinici che rendono la pelle più sensibile alle radiazioni.

Fototerapia per il trattamento del disturbo affettivo stagionale - Il modello di lampada ancora usato è la light box
La fototerapia prevede l’esposizione del paziente alla light box, una lampada a luce bianca a schermo piatto.

Sapevate che la fototerapia è utile anche nel trattamento della psoriasi? Per saperne di più, leggete:
Fototerapia e psoriasi: i benefici delle radiazioni luminose“.


Farmacoterapia

L’assunzione di melatonina, l’ormone del sonno, e di agomelatina, un farmaco che mima gli effetti della melatonina, può sincronizzare l’orologio biologico ed essere di aiuto nei pazienti che hanno difficoltà ad addormentarsi.

Gli SSRI come la fluoxetina – antidepressivi che aumentano selettivamente i livelli di serotonina – sono i farmaci più usati per alleviare il malumore, anche se il loro uso ha causato reazioni avverse nel 27 % dei pazienti con depressione stagionale.


Quali sono gli effetti a lungo termine di questi farmaci? Per saperne di più, leggete:
SSRI: gli effetti del trattamento a lungo termine“.


Un’alternativa interessante è il bupropione – un antidepressivo che aumenta i livelli di un altro neurotrasmettitore, la dopamina – che, secondo una revisione del gruppo Cochrane, sembrerebbe capace di prevenire gli episodi depressivi. Anch’esso, tuttavia, non è privo di reazioni avverse (secchezza delle fauci, mal di testa, nausea e insonnia nel 10 % dei pazienti).

Infine, poiché nei pazienti con disturbo affettivo stagionale i livelli di vitamina D sono più bassi del normale, il medico può optare per la prescrizione di medicinali a base di questa vitamina (che ricordiamo essere importante per la produzione di serotonina).

Psicoterapia

La terapia cognitivo-comportamentale – a differenza dei farmaci, che agiscono solo sui sintomi – interviene alla base del problema e fornisce al paziente gli strumenti per fronteggiarlo e venirne fuori.

Correzione dello stile di vita 

Il ricorso alla fototerapia, ai farmaci o alla psicoterapia, non deve precludere la correzione dello stile di vita e il mantenimento di queste abitudini. Nei casi meno severi, infatti, programmare bene le proprie giornate può riuscire a tenere a bada questi sintomi; nei casi più severi, invece, può aumentare l’efficacia delle terapie.

In tutti questi casi è importante curare:

  • l’igiene del sonno, con i consigli che trovate qui;
  • l’alimentazione, in base alle linee guida della Dieta Mediterranea, che trovate qui;
  • la forma fisica, praticando attività all’aria aperta come la corsa, che favorisce anche il benessere psicologico attraverso la produzione di endorfine, e attività rilassanti come lo yoga.
L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il rapporto medico-paziente.

Bibliografia e sitografia
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Scritto da:

Jessica Zanza

Una laurea in Farmacia e la passione per la divulgazione scientifica. Co-fondatrice di Inchiostro Virtuale.
Per contattarmi mandate una mail a j.zanza@inchiostrovirtuale.it