Dipendenza da social network- persone che si connettono ai social da smartphone

Ormai sono passati più di vent’anni da quando il primo social network ha fatto il suo ingresso nel web; da allora, la nostra vita è profondamente cambiata, nel bene o nel male. Nell’articolo vogliamo soffermarci proprio sugli aspetti negativi legati all’uso di queste piattaforme, in particolare sulla dipendenza da social network. Seguiteci!

Cosa è la dipendenza da social network?

La dipendenza da social network (o social networking sites addiction, SNSA) è una forma di dipendenza che spinge a usare i social in maniera compulsiva per trarne gratificazione; tuttavia, contrariamente ad altri tipi di dipendenza, non è ufficialmente riconosciuta perché alcuni studiosi la ritengono una semplice “patologizzazione del comportamento” (ossia, un comportamento normale fatto passare per malattia).

Gli studi empirici sembrano tuttavia avvalorare la prima ipotesi, giacché alcune persone usano i social in modo ossessivo-compulsivo, con ripercussioni negative nella vita di tutti i giorni, caratteristica che contraddistingue la dipendenza dal semplice abuso; ma come riconoscere la dipendenza da social network?

Sintomi della dipendenza da social network

Secondo alcuni studiosi, i dipendenti da social network manifestano gli stessi sintomi dei tossicodipendenti:

  1. salienza. I social sono una priorità, il resto viene dopo; si sta molto tempo in rete e si desidera ardentemente essere online anche quando non è possibile (craving);
  2. alterazioni dell’umore. Possono essere sia la causa e sia la conseguenza del disturbo, giacché alcune persone usano i social contro il malumore, mentre altre lo sviluppano a causa della dipendenza (più avanti vedremo il perché);
  3. tolleranza. Si trascorre sempre più tempo online per ottenere la gratificazione iniziale;
  4. astinenza. Quando s’interrompe bruscamente l’uso dei social network si diventa ansiosi e irritabili, dunque si è portati a riprendere le cattive abitudini per far svanire questi effetti (ricaduta);
  5. problemi. Possono verificarsi conflitti interiori ed esteriori: infatti, pur rendendosi conto di aver perso il controllo, le persone dipendenti non riescono a venirne fuori; ciò comporta problemi in famiglia, nella vita di coppia, a scuola o al lavoro, e possono verificarsi incidenti quando usati in condizioni pericolose (alla guida, durante l’attraversamento stradale).

Diffusione, cause e fattori di rischio

La dipendenza da social network è meno diffusa di quanto si possa pensare, infatti si stima che colpisca solo il 12% della popolazione mondiale, a dispetto della popolarità di questi strumenti. La sua diffusione dipende da molteplici fattori:

  • sviluppo economico. La prevalenza è maggiore nei Paesi sviluppati come la Cina: pensate che, in uno studio che ha coinvolto 335 studenti, il 34% era dipendente dal social Renren;
  • genere. La social-addiction è più diffusa tra le donne, in quanto sentono il bisogno di rimanere in contatto con le altre, cercano comprensione e tentano di contrastare ansia e malumore;
  • età. La dipendenza da social interessa soprattutto gli adolescenti, incapaci di autocontrollo. L’età più critica è quella tra i 14 e i 15 anni, come osservato in 10.930 adolescenti provenienti da sei Paesi europei.

Fattori di rischio 

L’abuso dei social è una condizione necessaria, ma non sufficiente, affinché si sviluppi dipendenza; infatti, sono coinvolti anche fattori psicologici, socioculturali e di rinforzo del comportamento, e questo spiegherebbe come mai solo una parte di coloro che abusano dei social diventi dipendente.

Fattori psicologici

Gli ansiosi, bisognosi di supporto e sicurezza, sono più inclini a sviluppare il disturbo perché attraverso i social possono:

  • relazionarsi con gli altri (è lo scopo principale dei social);
  • appartenere a una comunità (è prevista l’iscrizione a gruppi o liste);
  • essere apprezzati (è possibile ricevere mi piace, condivisioni e commenti);
  • avere il controllo della situazione (si può personalizzare il profilo);
  • essere autonomi (si può scegliere fra varie opzioni, senza dover rendere conto a qualcuno).

Un’alterazione di questi bisogni – considerati innati – favorirebbe lo sviluppo di dipendenza, giacché chi ha una bassa autostima, si sente solo o non riesce a rapportarsi faccia-a-faccia, cercherebbe di compensare trascorrendo più tempo sui social, rischiando di svilupparla.

Fattori socioculturali

Rassegnamoci, siamo entrati nell’era in cui possiamo connetterci dove e quando vogliamo. Le nuove generazioni, cresciute in un mondo dipendente da Internet e dalle nuove tecnologie, non riescono a immaginare una vita senza e perciò sono le principali vittime; anche l’avere genitori iperprotettivi (che preferiscono vedere i figli a casa anziché all’aria aperta, temendo possibili pericoli) favorisce lo sviluppo di questa dipendenza.

Rinforzo del comportamento

Se l’uso dei social produce effetti positivi, è più probabile che le persone mantengano questo comportamento per ottenere popolarità, attenzione, gradimento e intrattenimento; invece, se porta a effetti negativi come la noia o l’esclusione, è più probabile che venga abbandonato.


Come si sviluppa questo disturbo?

Secondo l’ipotesi più accreditata, l’uso dei social modificherebbe le aree cerebrali che controllano il comportamento. Uno studio che ha coinvolto 62 partecipanti, tenuti in osservazione per 5 settimane, ha infatti dimostrato che più si usava Facebook e più tali aree si rimpicciolivano, riducendo le capacità di autocontrollo.

Diversamente dalla tossicodipendenza o dalla ludopatia, però, il rimpicciolimento di strutture come l’amigdala – che frena le pulsioni – è bilanciato dall’aumento di volume della corteccia cingolata, che segnala quando il comportamento è inadeguato rispetto al contesto; ciò spiegherebbe perché i social addicted non possono essere considerati “patologici” come gli altri.

Questo è quanto emerso da uno studio che ha esaminato il comportamento di 20 utenti Facebook. I volontari (10 uomini e 10 donne) lo usavano mediamente da 4,7 anni e si connettevano 8,4 volte al dì. Come riportato nei grafici E ed F, all’aumentare del grado di dipendenza, si riduce il volume dell’amigdala ma aumenta il volume della corteccia cingolata (grafico D).

Dipendenza da social network - risultati dello studi di He et al. (2017)
Risultati dello studio. Nelle figure A, B e C, possiamo osservare l’amigdala (in blu) e la corteccia cingolata (in giallo). Nei grafici D, E e F, invece, è riportata la variazione di volume delle aree suddette, in funzione del grado di dipendenza. Credits: Scientific Reports.

Effetti negativi della dipendenza da social

Nonostante la gratificazione immediata, a lungo andare, l’uso ossessivo-compulsivo dei social può essere deleterio. Vediamo le possibili conseguenze!

Problemi relazionali

I social-addicted finiscono per isolarsi, sacrificando amicizie e relazioni sentimentali, e sono incapaci di sostenere conversazioni tête-à-tête; inoltre, come vedremo più avanti, la mancanza di contatto umano li fa sentire soli, favorendo la comparsa di sintomi depressivi.

Insonnia

Essere costantemente online riduce la qualità e la durata del sonno, perché si tiene la mente impegnata fino a notte fonda; oltre a provocare sonnolenza diurna, l’insonnia causa stress, ansia e depressione.

Deficit cognitivi

I deficit di attenzione, concentrazione e memoria, sono una conseguenza diretta dell’insonnia, che riduce la capacità di elaborare le informazioni raccolte in giornata, peggiorando le prestazioni scolastiche e lavorative.

Ansia sociale

L’uso eccessivo dei social network favorisce lo sviluppo di ansia, come la FOMO (fear of missing out), cioè la paura di esser tagliati fuori dal divertimento quando siamo offline. Tra i più rischiosi Snapchat, dove i post si cancellano dopo la visualizzazione, spingendo gli utenti a stare sempre online per non perderli.

Depressione

Insonnia, stress, ansia e isolamento costante contribuiscono allo sviluppo di sintomi depressivi.


A proposito di depressione, abbiamo affrontato la questione in due diversi articoli:

Un click sui link per leggerli!


Dipendenza da smartphone

Si pensa che il disturbo possa favorire la dipendenza dallo smartphone, poiché quest’ultimo consente di:

  • accedere ai social (il 75% degli utenti Facebook si connettono da smartphone);
  • caricare contenuti multimediali (quanti di voi scattano foto per poi caricarle su Instagram?).

Come contrastare, dunque, la dipendenza da social network e i problemi associati?

Terapia della dipendenza da social

Dal momento che questo problema non è ufficialmente riconosciuto come una vera dipendenza, non esistono delle linee guida per trattarlo. Oltre alla sensibilizzazione scolastica, gli interventi sono quelli previsti per le dipendenze comportamentali. Vediamoli!

Terapia cognitivo-comportamentale

Consiste nell’esplorare la psiche dell’individuo, ovvero come pensa, percepisce o parla del problema, per cercare di risolverlo.

Intervista motivazionale

Ha l’obiettivo di far capire al paziente gli effetti negativi della dipendenza, motivandolo al cambiamento.

Terapia farmacologica

Farmaci come il bupropione e l’escitalopram, usati nella dipendenza da Internet e videogiochi, riducono i comportamenti compulsivi aumentando i livelli di dopamina e serotonina.

E con questo è tutto, cari lettori. Se l’articolo vi è piaciuto, potrebbe interessarvi anche quello dedicato alle “Amicizie 2.0: gli amici ai tempi dei social“. Alla prossima!

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

Bibliografia e sitografia

Scritto da:

Jessica Zanza

Ex farmacista, oggi giornalista.
Sono una delle fondatrici del sito, di cui curo la parte editoriale.
Per contattarmi, inviate una mail a: j.zanza@inchiostrovirtuale.it