Sapone di Aleppo con olio di oliva e alloro
Oggi parleremo di un prodotto che, gli amanti della cosmesi naturale ed ecosostenibile, avranno sicuramente sentito nominare.

Si tratta del Sapone di Aleppo, prodotto tipico dell’omonima città della Siria settentrionale, dove l’ulivo e l’alloro (fondamentali per realizzarlo) crescono rigogliosi.


Oggi purtroppo, a causa della situazione in cui versa la Siria, la produzione non avviene più ad Aleppo, ma ad Antiochia, in Turchia. Per maggiori dettagli sulla situazione siriana, vi rimandiamo all’articolo di Virginia. 


Ciò che forse non tutti sanno, però, è che questo sapone ha origini antichissime: pensate che la prima testimonianza risale al 2.800 a.C.! In alcuni scavi babilonesi, infatti, sono stati rinvenuti dei cilindri in argilla, contenenti un materiale simile al sapone, le cui pareti recano incisa la ricetta. Tradizione vuole che il Sapone di Aleppo venga ottenuto miscelando l’olio d’oliva alla liscivia (una soluzione alcalina che derivae dall’ebollizione delle ceneri) e per successiva aggiunta dell’oleolita di alloro. Il composto ottenuto viene fatto solidificare e suddiviso in panetti, lasciati stagionare per nove mesi.



Quella appena illustrata è, a grandi linee, la ricetta originale. Se amate il fai da te, tuttavia, sappiate che il Sapone di Aleppo può essere preparato anche in casa. Vediamo in che modo!


Non siete interessati alla ricetta? Passate direttamente agli usi, cliccando qui!


La ricetta del Sapone di Aleppo fatto in casa

Prima di cominciare dovreste sapere che questa ricetta, estrapolata dal libro I tuoi saponi naturali,  non è adatta ai principianti. Gli autori, infatti, consigliano il metodo a bagnomaria che, pur accelerando i tempi, richiede un’esperienza maggiore rispetto alla saponificazione a freddo. Detto questo, procediamo!

Ingredienti

Procuratevi:

  • olio d’oliva (950g),
  • soda caustica (128g),
Pesate la soda in una scodella larga e siate molto precisi, perché, anche piccole variazioni di quantità, possono compromettere la buona riuscita del sapone.
  • decotto di alloro (400g),
Il giorno precedente la saponificazione, preparate il decotto con 100g di alloro:

  • riponete 50g di foglie e 50g di bacche in una pentola;
  • ricopritele con acqua fredda e scaldatele alla fiamma;
  • fate bollire il tutto per 20′, lasciate raffreddare e filtrate;
  • al momento della preparazione, pesatene 400g nella caraffa in Pirex®.
  • oleolita di alloro (50g),
Per prepararlo sono necessari 50g di alloro (foglie e bacche in parti uguali) e 100g di olio d’oliva. Due settimane prima della saponificazione, preparatelo seguendo il procedimento illustrato qui.

Strumenti e attrezzature

A questo punto, munitevi di:

  • due pentole in acciaio inox (una per il bagnomaria, l’altra per il sapone),
La più grande (caldaia) dovrà ospitare quella del sapone; quest’ultima, a sua volta, dovrà avere una capacità superiore a quella degli ingredienti, in modo che non trabocchino una volta reagiti.
  • disco di acciaio rialzato (come quello usato per sterilizzare le conserve),
  • cucchiaio in legno,
  • caraffa in Pirex®, 
  • bilancia digitale,
  • termometro,
  • telo da cucina.

Modalità di preparazione

Allestite il piano da lavoro, indossate occhiali, maschera, guanti in lattice e camice, dopodiché procedete come segue:

  • versate lentamente la soda nella caraffa, contenente il decotto, e mescolate per facilitare il passaggio in soluzione;
Attenzione!

Versate la soda nel decotto, e mai viceversa, per evitare gli schizzi; poiché il processo sviluppa calore, riponete la soluzione ottenuta in luogo sicuro, e fatela intiepidire.

  • pesate l’olio d’oliva nella pentola più piccola;
  • preparate il bagnomaria, inserendo il disco di acciaio nella caldaia, poggiandoci la pentola con l’olio e riempiendo l’intercapedine d’acqua fino allo stesso livello dell’olio;
  • fate intiepidire l’olio a fiamma bassa fino a 45°, quindi estraete la pentola che lo contiene (lasciando la caldaia sul fuoco) e poggiatela nel piano da lavoro;
  • dopodiché aggiungete la soda (che dovrà avere la stessa temperatura dell’olio) e mescolate fino alla comparsa del nastro (facendo colare un po’ di miscela nella pentola, questa rimarrà in superficie per poco tempo prima di affondare);
  • coperchiate la pentola, rimettetela in caldaia, regolate il livello dell’acqua nell’intercapedine e lasciate bollire dolcemente per un’ora;
  • trascorso questo lasso di tempo, fate la prova della pallina per capire se il sapone è pronto (toglietene un cucchiaino, lasciatelo raffreddare in un piatto e appallottolatelo; se conserva la forma senza essere troppo appiccicoso, è pronto);
  • quindi aggiungete l’oleolita, mescolate per bene il tutto e ripartite la miscela negli stampi (spennellati in precedenza con olio d’oliva);
  • coprite gli stampi con un telo da cucina e lasciate riposare per 8-10 settimane.

Et voilà, il gioco è fatto!


Per maggiori dettagli tecnici sulla saponificazione,
vi rimandiamo al testo
 Il tuo sapone naturale – Metodi e consigli pratici.


Gli usi del Sapone di Aleppo

Abbiamo visto cos’è e come prepararlo. Ma in quali casi è consigliato o sconsigliato questo sapone?

Iniziamo dalle indicazioni…

  • Questo sapone è indicato per la pulizia delle pelli soggette alle infezioni, in quanto possiede proprietà antibatteriche e antimicotiche, ascrivibili all’alloro;
  • l’oleolita, inoltre, lo rende più delicato rispetto ai comuni saponi, poiché ricco di antiossidanti;
  • il fatto che sia completamente biodegradabile, infine, gioca un altro punto a suo favore.

…e veniamo alle controindicazioni!

L’uso di questo prodotto è sconsigliato nei pazienti con acne, psoriasi e dermatite, caratterizzati da una pelle facilmente irritabile. Il Sapone di Aleppo, infatti – sebbene a base di olio d’oliva, benefico nelle condizioni suddette – contiene anche l’oleato di sodio: una sostanza sgrassante che non si limita ad agire sullo sporco, ma rimuove anche le normali difese dell’epidermide.

Tra queste abbiamo il film idrolipidico, una miscela di sebo e sudore, che idrata e protegge la pelle dagli agenti esterni. L’oleato di sodio, dunque, rimuovendo questa pellicola:

  • secca eccessivamente la cute;
  • facilita la penetrazione di allergeni e sostanze irritanti;
  • penetra nell’epidermide e dissolve la matrice lipidica (responsabile del’integrità e dell’idratazione degli strati superficiali), dando luogo a fenomeni irritativi.

Nelle persone con i problemi suddetti, quindi, l’uso di tutti i saponi – compreso quello di Aleppo – può aggravare i sintomi; infatti:

  • nei pazienti con dermatite atopica, il sapone può peggiorare la secchezza, l’arrossamento, il prurito e le vescicole;
  • in caso di psoriasi, invece, può peggiorare la secchezza e l’infiammazione delle placche;
  • per quanto riguarda l’acne, infine, un’azione sgrassante marcata può provocare fenomeni di rimbalzo (più sebo si elimina, più la pelle ne produce per difendersi).

In tutti questi casi, sono da preferire i detergenti per affinità, che, solubilizzando il sebo, lo asportano delicatamente, prevenendo infiammazioni e seborrea di rimbalzo[1]. E con questo è tutto, cari lettori. Se l’articolo vi è piaciuto, e lo reputate interessante, consigliatene pure la lettura. Alla prossima!

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

Bibliografia e sitografia
Ti è piaciuto? Condividilo!

Written by

Jessica Zanza

Classe 1987, una laurea in Farmacia e la passione per la divulgazione scientifica. Con Virginia Taddei e Annalisa Ardesi ho fondato Inchiostro Virtuale, attraverso il quale vi coinvolgerò nelle tematiche a me più care: quelle inerenti alla salute e al benessere.
Per contattarmi mandate una mail a j.zanza@inchiostrovirtuale.it