Klimt copertina
In molte città, il periodo estivo non si caratterizza solo per il caldo asfissiante, ma molto spesso anche per importanti eventi culturali che allietano le vacanze di coloro che non sono partiti verso mete esotiche o la cui vacanza ideale è quella fatta di musei e monumenti.

Che vi ritroviate a far parte dei primi, oppure dei secondi, Milano e Napoli offrono uno degli eventi più interessanti e attesi, una mostra (anzi, una “ non mostra”) dedicata a Gustav Klimt: Klimt Experience.


L’evento – allestito alle Reggia di Caserta fino ad Ottobre 2017 e al Mudec di Milano fino a Gennaio 2018 – è completamente multimediale, per cui non è presente alcuna opera “reale” esposta, ma più di 700 immagini in ottima qualità delle opere più belle del grandissimo artista, alle quali si aggiungono diapositive della Vienna dell’epoca e stralci di vita dell’artista.

Per la vastità del repertorio artistico di Klimt, infatti, mostrare tutte o quasi le opere in una mostra è praticamente impossibile, e questa “non mostra” è l’occasione ideale per conoscere o riscoprire le opere di uno del pittori più originali, dotati di talento e celebrati al mondo (si vede che sono una grande fan di Klimt, vero?).

Giacchè presentarvi una mia personale classifica sarebbe stato impossibile (perché le avrei inserite tutte facendo concorrenza, in quanto a lunghezza, alle avventure di Frodo e compari), ho deciso di enumerare le cinque opere che, un po’ per immaginario un po’ grazie alle stampe, vengono subito in mente quando si pensa a Klimt.


Pronti? Cominciamo!

5° posto: Le tre età della donna

Datata 1905, questa opera (o, meglio, una parte di essa) è una delle più visitate di sempre. Klimt ci mostra tre figure: una donna dalla pelle rugosa (che sembra disperarsi per la gioventù ormai andata), una giovane e bellissima donna nel fiore degli anni e una bambina. In queste tre figure si racchiudono le tre tappe (almeno nell’immaginario collettivo) della vita di una donna: l’infanzia, rappresentata dalla bambina; la maternità, rappresentata dalla giovane donna che tiene se stessa (da bambina) in braccio; ed, infine, la vecchiaia.

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Le tre età della donna, Klimt

Il fatto che la prima figura sulla sinistra sia proprio la donna non più nel fiore degli anni, potrebbe suggerire che le due figure che seguono siano frutto di un ricordo di quest’ultima che, con le mani sul volto, ricorda quel periodo della sua vita che non tornerà mai più.

Il dettaglio più famoso è quello che vede la giovane donna poggiare la testa teneramente su quella della bambina. Viene infatti visto come uno dei simboli di amore, dolcezza e maternità.

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Le tre età della donna, Klimt (dettaglio)

4° posto: L’albero della vita

Contemporaneo a Le tre età della donna, l’albero della vita è forse la più criptica opera di Klimt. L’artista, infatti, non ha mai fornito alcuna spiegazione circa l’intricato quadro; l’interpretazione, quindi, è più che libera.

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L’albero della vita, Klimt

Di certo i lunghi rami dell’albero rappresentano la vita, non solo di noi uomini ma, nella sua forma più ampia e generale, quella di ogni essere vivente. La natura morta sottostante, che riprende vita nell’albero stesso, potrebbe rappresentare il risveglio dopo un lungo inverno, sia letteralmente (con il passaggio dall’inverno alla primavera), sia metaforicamente (con la rinascita e il trionfo della vita).

Anche le figure dei due giovani abbracciati rappresentano la vita, poiché la generano insieme. Tuttavia, qui non viene esaltato tanto l’atto fisico quanto l’amore tra i due, capace di creare qualcosa che va al di là di loro stessi (un altro essere umano, per l’appunto).

Sulla danzatrice a sinistra, infine, le interpretazioni sono varie: la più gettonata vede, nella sua figura, un inno alla rinascita della natura e della vita. Essa, tuttavia, non è ritratta nell’atto di danzare, ma sembra invece nell’attesa di veder rifiorire ogni cosa, prima di muovere i suoi passi aggraziati; il che stona con l’interpretazione che si è soliti dare. Il fatto, poi, che sia rappresentata in stile egizio (di profilo) rende ancora più misteriosa l’intenzione dell’autore.


3° posto: Giuditta

Realizzato nel 1901, Giuditta rappresenta il potere seduttivo femminile. La protagonista assoluta (Giuditta, per l’appunto) è immortalata in chiave moderna, diversamente da come molti altri grandi artisti (tra cui Caravaggio) avevano messo in scena il famoso episodio biblico in cui la nostra seduce ed uccide Oloferne.

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Giuditta, Klimt

Nell’opera di Klimt, Giuditta appare seducente e trionfante, mentre regge la testa di Oloferne tra le mani. Il dettaglio del capo, però, è in basso a destra, e ci mettiamo un po’ prima di rendercene conto, perchè siamo totalmente catturati dallo sguardo magnetico della protagonista.


Giuditta è conosciuto anche come The Woman in Gold, che dà anche il titolo ad un bellissimo film, di cui vi consiglio caldamente la visione.


Esiste anche un’altra versione del quadro, chiamata semplicemente Giuditta II, in cui la protagonista non è immortalata in primo piano e a mezzo busto, ma nella sua interezza. Per quanto possa essere bella, tuttavia, quest’opera non cattura quanto Giuditta (almeno dal mio punto di vista).

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Giuditta II, Klimt

2° posto: Danae

Realizzato nel 1907, Danae è una delle rappresentazioni a sfondo mitologico dell’artista. Danae, madre dell’eroe Perseo, viene fecondata da Zeus, trasformatosi in una pioggia d’oro.

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Danae, Klimt

La struttura circolare del disegno richiama la fertilità, rappresentata dalle rotondità femminili, ma anche la sensualità: Danae, infatti, è probabilmente uno dei quadri più sensuali mai realizzati da Klimt, immortalante la giovane addormentata che, tentata da Zeus, si lascia andare ai suoi istinti. L’opera rappresenta il sesso, il lasciarsi andare ai propri desideri, ma anche il superamento di quei freni inibitori solitamente imposti alle donne dalla società.


1° posto: Il Bacio

Al primo posto non poteva che esserci lui, Il bacio, che possiamo ammirare nella sua disarmante bellezza!

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Il bacio, Klimt (dettaglio)

È senza dubbio l’opera più iconica dell’artista… tutti la conosciamo! Il quadro rappresenta due amanti intenti a baciarsi, ma non sulle labbra come ci si potrebbe aspettare: lui, infatti, le dà un bacio all’apparenza casto sulla guancia, che tuttavia conferisce erotismo e sensualità all’opera. I due giovani avvinghiati catturano lo sguardo dello spettatore, così come i toni – in oro – tipici dell’artista.


Oltre a Klimt, numerosi altri artisti hanno ritratto i baci nelle loro opere. Un click qui per conoscere quelli più famosi!


Il Bacio è la terza opera con il maggior numero di rivisitazioni e stampe al mondo, battuta solo dalla Marilyn Monroe di Andy Warhol e Guernica di Picasso, non proprio due emeriti sconosciuti.


Appassionati di Andy Warhol e le sue opere? Ne ho parlato qui!


Le mostre di Milano e Napoli sono un’ottima occasione per ammirare la maestria di Klimt a 360 gradi, sia per chi come me adora ogni sua opera nei minimi dettagli, sia per chi non ha dimestichezza con i colori caldi e le note sensuali di questo artista.

In ogni caso è un evento da non perdere, per calarsi nel fantastico mondo dorato di Klimt. Alla prossima!

Serena Aiello


P.S. Per conoscere tutte le altre mostre previste per agosto, cliccate qui!

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