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Il melograno (Punica granatum) è una pianta a portamento arboreo o arbustivo, diffusasi nel bacino del Mediterraneo grazie ai Fenici. Si pensa che la pianta, originaria dell’Asia occidentale, sia giunta in Turchia e, quindi, nelle coste settentrionali dell’Africa. I Romani fecero il resto, portandola con sé da Cartagine, e la ribattezzarono malum Punicum (melo cartaginese), perché pensavano che crescesse spontanea in quei territori.

Albero del melograno.
Figura 1: melograno carico di frutti. La pianta appartiene alla famiglia delle Punicaceae, comprendente due sole specie: Punica granatum e Punica protopunica.

Nel corso dei secoli, varie culture hanno attribuito ai suoi frutti dei significati particolari. Per gli Ebrei, ad esempio, simboleggiavano l’onestà, per via dei semi numerosi: secondo la leggenda, questi ultimi erano ben 613, cioè quante le prescrizioni della Torah (la dottrina ebraica).


Ma il melograno, oltre ad avere un valore storico e culturale, rappresenta un valido alleato della salute, e ne sapremo a breve il motivo. Prima, però, vediamo alcune informazioni utili sul frutto.

Melograno: l’identikit

La melagrana è una bacca di forma sferica, definita balaustio. Si raccoglie in autunno, quando la buccia si colora di un bel rosso vivace! Le pareti presentano una superficie coriacea, uno strato intermedio giallo e spugnoso, ed uno strato interno sottile, che delimita i loculi coi semi. Essi rappresentano la parte edule, costituita da un involucro rosso e traslucido (l’arillo) e da una parte legnosa (il seme vero e proprio).

Valori nutrizionali del melograno

Ecco i valori nutrizionali per 100g di semi!

Valori nutrizionali per 100g di semi. Credits: Advanced Biomedical Research
Calorie 83kcal
Acqua 77,93g
Proteine 1,67g
Grassi 1,17g
Carboidrati, di cui:

  • fibre
  • zuccheri semplici
18,70g

  • 4g
  • 13,67
Vitamina C 10,2mg

Minerali

  • Calcio
  • Ferro
  • Magnesio
  • Fosforo
  • Potassio
  • 10mg
  • 0,3mg
  • 12mg
  • 36mg
  • 236mg

Ciò che ha destato l’interesse degli studiosi, al di là degli aspetti nutrizionali, è la presenza di composti attivi nei semi e nella buccia: polifenoli, fitoestrogeni e acido punicico. Vediamoli velocemente!

  • Polifenoli. Sono molecole antiossidanti, antinfiammatorie, antisettiche e cicatrizzanti, contenute nella buccia e negli arilli. Mentre gli arilli contengono catechine e antocianine (queste ultime responsabili del colore rosso), la buccia è ricca in ellagitannini, trasferiti al succo durante la spremitura. Tra essi spicca la punicalagina, unica del melograno, responsabile del 50% del potere antiossidante del succo.
  • Fitoestrogeni e acido punicico. Sono i componenti principali dell’olio, contenuto nella parte legnosa del seme. I primi si pensa facciano bene alle ossa, il secondo è un grasso omega-5 dotato di proprietà lenitive.

Proprietà e benefici del melograno

Come abbiamo accennato, benché la melagrana fosse nota agli antichi, le sue potenzialità sono emerse solo di recente. Diverse riviste, quali Advances in Nutrition e Oxidative Medicine and Cellular Longevity, hanno pubblicato dei dati sul succo e i suoi antiossidanti. Il succo fresco, ottenuto per spremitura delle melagrane, contiene una miscela di antiossidanti il cui effetto globale è – pensate – tre volte superiore rispetto a quello del vino rosso e del tè verde!

Alcuni studi dimostrano che il succo di melagrana neutralizza i radicali liberi e aumenta i livelli della paraoxonasi-1, una proteina antiossidante e cardioprotettiva. In questo modo protegge le membrane cellulari, le proteine e il DNA, contribuendo alla prevenzione delle seguenti patologie.

Melograno e ipertensione

Secondo una metanalisi pubblicata su Pharmacological Research, il succo di melagrana abbasserebbe la pressione. I suoi antiossidanti, infatti, proteggono i vasi sanguigni dai radicali liberi, assicurando una corretta risposta agli stimoli che contrastano la pressione alta.

Melograno e ipercolesterolemia

Bere il succo quotidianamente per almeno due mesi, sembra migliorare il rapporto tra colesterolo cattivo (LDL) e colesterolo buono (HDL), proteggendo il cuore e i vasi sanguigni.

Melograno e osteoporosi

La melagrana sembra prevenire la perdita di massa ossea, e il conseguente rischio di frattura, tipiche dell’osteoporosi. Questa condizione è particolarmente frequente nelle donne over 60, perché viene a mancare l’effetto protettivo degli estrogeni (gli ormoni sessuali femminili). Studi preliminari dimostrano che i fitoestrogeni, analogamente agli ormoni femminili, stimolano la mineralizzazione ossea e riducono il rischio di frattura. Benché siano necessari studi più approfonditi, questi risultati pongono le basi per un futuro impiego clinico.

Melograno per le disfunzioni sessuali e urinarie maschili

I benefici del melograno si estendono anche ai disturbi maschili, come la disfunzione erettile e l’iperplasia prostatica benigna.

  • La disfunzione erettile è la difficoltà a raggiungere o mantenere l’erezione.
  • L’iperplasia prostatica benigna, invece, è l’ingrossamento della prostata indotto dagli androgeni, a causa del quale la minzione risulta difficoltosa.

Da alcuni studi, infatti, sembra che la melagrana migliori l’erezione aumentando l’afflusso sanguigno nei corpi cavernosi, e che contrasti l’ingrossamento della prostata, prevenendo l’iperplasia prostatica benigna.

Melograno e patologie del cavo orale

Secondo una revisione del Journal of Indian Society Periodontology, la melagrana previene la formazione della placca batterica, risultando utile nella prevenzione della carie e delle parodontiti.

La placca dentale è una pellicola che si forma nelle zone poco accessibili allo spazzolino, come il colletto dentale. È costituita da proteine salivari e batteri patogeni, come gli Streptococcus sanguinis e mutans. Se non rimossa adeguatamente può erodere lo smalto e il parodonto, il tessuto che ancora i denti alle ossa.

Gli estratti riducono la formazione della placca in modo analogo alla clorexidina, un noto antisettico, grazie agli effetti antiadesivi e disinfettanti dei tannini. Essi, inoltre, placano le infiammazioni, arrestano il sanguinamento delle gengive e agevolano la guarigione di afte e stomatiti.

Melograno contro i tumori

Il succo, grazie alla presenza dei polifenoli, contribuisce alla prevenzione dei tumori, quando inserito nel contesto di uno stile di vita sano.

Dagli studi sulle cellule, infatti, emerge che il succo:

  • protegge il DNA dai radicali liberi, prevenendo in tal modo le mutazioni;
  • sopprime i geni coinvolti nell’infiammazione (coinvolta nello sviluppo di alcuni tumori);
  • arresta il ciclo vitale delle cellule tumorali e le porta al suicidio.

Da uno studio clinico, inoltre, è emerso che Il succo di melagrana ritarda il tempo di duplicazione del PSA (un marker di cancro alla prostata) nei pazienti sottoposti a radioterapia o prostatectomia radiale.


Sapete che il frutto del melograno è utile anche in cosmesi? Ne parliamo qui!


La melagrana e i suoi estratti, quindi, possono apportare notevoli benefici alla salute, quando consumati freschi e con regolarità. Ma attenzione! Se siete in cura con tolbutamide, carbamazepina e pentobarbital, sappiate che il succo può interferire con questi farmaci. E con questo è tutto, cari lettori. Se l’articolo vi è piaciuto, condivitelo pure con i vostri amici. Alla prossima!

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

Bibliografia e sitografia
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Scritto da:

Jessica Zanza

Classe 1987, una laurea in Farmacia e la passione per la divulgazione scientifica. Con Virginia Taddei e Annalisa Ardesi ho fondato Inchiostro Virtuale, attraverso il quale vi coinvolgerò nelle tematiche a me più care: quelle inerenti alla salute e al benessere.
Per contattarmi mandate una mail a j.zanza@inchiostrovirtuale.it