
Qual è l’ordine della frase in cinese? Dove si posizionano i termini di tempo, di luogo e di durata? Scopriamolo in questo articolo!
Il cinese, come l’italiano, è una lingua con struttura SVO, dove cioè il soggetto è seguito da verbo e oggetto. Ma se volessimo inserire più informazioni, come tempo, luogo e durata, l’ordine della frase in cinese rimarrebbe fedele alla nostra lingua?
Per iniziare a ragionare con un esempio concreto, diciamo che “l’anno scorso ho studiato il cinese per sei mesi all’università”; in italiano potremmo dire anche che “l’anno scorso all’università ho studiato il cinese per sei mesi” o, ancora, che “l’anno scorso per sei mesi ho studiato il cinese all’università”. Insomma, a seconda di cosa vogliamo enfatizzare, nella nostra lingua possiamo spostare i vari elementi con un buon margine di discrezione.
Tornando al nostro quesito iniziale, potremmo tradurre la stessa frase a nostro piacimento come in italiano? Qual è l’ordine della frase in cinese in presenza di tempo, luogo e durata? Non ci resta che scoprirlo.
Ripasso e approfondimentoNel caso abbiate iniziato a studiare il cinese da poco, vi consiglio alcuni dei miei vecchi articoli in cui potrete ripassarne un po’ le basi, dalla pronuncia alla scrittura. Ve ne illustro a grandi linee il contenuto con l’aiuto di una parola. Quella di oggi è 油 (yóu, olio):
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Ordine della frase in cinese
Prima di vedere le frasi, è bene ricordare che in questo articolo, salvo dove indicato, si fa riferimento alla regola generale. Aggiungendo parti del discorso più specifiche – si veda a titolo di esempio la particella 把 – anche la costruzione più semplice potrebbe risultare stravolta.
Per capire dove inserire i vari elementi grammaticali, aggiungiamoli a poco a poco iniziando dalla frase più basilare, ossia la struttura S-V-O.
Soggetto – Verbo – Oggetto
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Ad esempio:
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Termini di tempo
Per capire quando si svolgono le azioni descritte, possiamo aggiungere ora i termini di tempo. Questi vanno messi all’inizio della frase e, salvo che frasi e/o costruzioni più complesse non prevedano una posizione specifica, possiamo scegliere se inserirli prima o dopo il soggetto. Per cui:
Tempo – Soggetto – Verbo – Oggetto
oppure:
Soggetto – Tempo – Verbo – Oggetto
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Ad esempio:
Oppure:
NON possiamo mettere il tempo dopo il verbo o l’oggetto, per cui non possiamo dire:
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Complementi di luogo
Ora dobbiamo specificare dove si svolgono le nostre azioni. Di norma i complementi di luogo si posizionano tra il soggetto/tempo e il verbo, per cui avremo:
Soggetto / Tempo – Luogo – Verbo – Oggetto
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Ad esempio:
NON possiamo mai metterlo alla fine come in italiano, per cui non si può dire:
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Un’eccezione molto comune a questa regola è quella che fa riferimento ai verbi di esistenza (come “abitare”, “sedersi”, ecc.). In questo caso specifico il luogo si posiziona sempre dopo il verbo alla fine della frase. Solo in questo caso abbiamo:
Soggetto – Verbo di esistenza – Luogo
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Ad esempio:
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Durata
Sebbene possa sembrare una ripetizione, dobbiamo distinguere i termini di tempo da quelli che indicano, invece, la “durata”. Per farla semplice, i primi fanno riferimento a “quando” avviene qualcosa, i secondi “per quanto tempo”.
Generalmente si trovano alla fine della frase, anche se occorre fare attenzione alla presenza o meno dell’oggetto. Qualora quest’ultimo non ci sia, la struttura sarà:
Soggetto / Tempo – Luogo – Verbo – Durata
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Ad esempio:
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Qualora sia presente l’oggetto, invece, abbiamo due possibilità:
- la “durata”, spesso seguita dalla particella 的, precede l’oggetto, per cui:
Soggetto / Tempo – Luogo – Verbo – Durata – 的 – Oggetto
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Ad esempio:
Per provare a memorizzare questa costruzione, è come se letteralmente dicessimo “ho studiato sei mesi di cinese“. |
- il verbo viene ripetuto dopo l’oggetto e viene seguito dalla “durata”, per cui:
Soggetto / Tempo – Luogo – Verbo – Oggetto – Verbo – Durata
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Ad esempio:
Per provare a memorizzare questa costruzione, un po’ più macchinosa della prima, è come se letteralmente dicessimo “ho studiato cinese e l’ho studiato per sei mesi“. |
L’ordine della frase in cinese, quindi, segue delle regole ben precise, anche se con i termini di tempo abbiamo un minimo di libertà in più. Detto questo non mi resta che salutarvi: 再见!
Classe 1986. All’università ho scoperto la lingua cinese ed è stato amore a prima vista, tanto che da allora ho continuato a studiarla da autodidatta.
Nel blog, oltre a parlarvi della cultura cinese, cercherò di rendervi più familiare una delle lingue più incomprensibili per antonomasia.
Potete contattarmi scrivendo a: m.bruno@inchiostrovirtuale.it




