Burro di karité - Shea butter - Butyrospermum parkii butter extract

Dopo aver approfondito le proprietà e gli usi dell’olio di Argan e dell’olio di mandorle dolci, su Inchiostro Virtuale proseguiamo la carrellata dei prodotti per la cura di pelle e capelli con il burro di karité. Seguiteci!

Cosa è il burro di karité?

Il burro di karité è una sostanza grassa estratta dai semi della Vitellaria paradoxa – meglio noti come “noci di karité” – che rappresenta una fonte di sostentamento primaria per le popolazioni che vivono nella fascia che si estende dal Senegal all’Etiopia. Il metodo di estrazione tradizionale prevede che i semi, raccolti da giugno a settembre, vengano fatti bollire ed essiccare al sole per circa un mese.

I semi ormai secchi, dunque, vengono macinati fino a ottenere una pasta che poi verrà miscelata ad acqua, fatta bollire e filtrata. È così che si ottiene il burro grezzo, di colore bianco o giallino per via dei carotenoidi, da usare per scopi alimentari. Ma il burro si produce anche a livello industriale e ciò sta seriamente rischiando di far scomparire il karité, che oggi è classificato come specie vulnerabile dalla IUCN.

Composizione

Non vi sorprenderà sapere che questa sostanza è composta principalmente da grassi. Tra questi ultimi i “trigliceridi” sono i più abbondanti e contengono – in base ai risultati di una recente analisi – un rapporto bilanciato tra acidi grassi insaturi e saturi.

Gli acidi grassi del burro di karité

In questo burro vegetale, in particolare, sono presenti:

  • acido oleico (44,82%), linoleico (5,57%) e arachidonico (1,15%) tra quelli insaturi;
  • acido stearico (42,47%) e palmitico (4,01%) tra quelli saturi.

Vitamine del burro di karité

Ma il burro di karité è anche ricco di vitamina E (119,18 μg/mL) e provitamina A (7.533,20 μg/mL), che proteggono i grassi dall’ossidazione e contribuiscono alle sue proprietà. Approfondiamo la questione!

Burro di karité - Shea butter - Butyrospermum parkii butter extract
Il burro di karité si estrae dai semi della Vitellaria paradoxa o Butyrospermum parkii (Sapotaceae).

Proprietà e usi del burro di karité

Questo grasso vegetale può essere usato in quanto tale o sotto forma di detergenti, creme e stick, per la cura dei capelli e della pelle di corpo, viso e labbra, perché capace di proteggerli dalle aggressioni esterne e mantenerli in buona salute, grazie alle proprietà nutrienti ed emollienti.

Burro di karité per i capelli

Il karité è un ottimo rimedio per i capelli secchi: i suoi grassi, infatti, formano una pellicola attorno ai fusti piliferi e così abbassano le cuticole – gli strati superficiali costituiti da cellule morte disposte a tegola di tetto – rendendo le lunghezze più lisce, morbide e lucenti.

Può esservi particolarmente di aiuto se avete i capelli ricci o trattati, ma anche se volete proteggerli dal sole, dal mare o dai trattamenti termici – come la piastra e il fon – che sollevano le cuticole aumentando il rischio di doppie punte.

Come si usa il burro di karité sui capelli?

Se avete il cuoio capelluto e i capelli molto secchi, non esagerate con i lavaggi e usate prodotti nutrienti. Lavate i capelli con uno shampoo al karité due volte alla settimana e disciplinateli con un balsamo istantaneo a base del medesimo; così, oltre a nutrirli, li proteggerete dal calore del fon.

Una volta alla settimana potete fare anche un impacco al karité: applicate il burro sulle lunghezze bagnate, avvolgetele in un asciugamano o in una cuffia e lasciate in posa per 30 minuti. Risciacquate con abbondante acqua tiepida e procedete con la detersione.

Come ammorbidire il burro di karité?

Nei mesi freddi potreste avere difficoltà ad applicare il burro di karité puro perché è troppo compatto. Per ovviare a questo problema, fatelo fondere a bagnomaria e aggiungete un po’ di olio vegetale, per esempio l’olio di mandorle dolci, per aumentarne la scorrevolezza; il rapporto ideale è di 96 parti di burro ogni 4 di olio. In alternativa, esistono dei prodotti in cui questi ingredienti sono già miscelati.

Burro di karité per la pelle

Il burro di karité è il rimedio ideale per idratare e ammorbidire la pelle secca tutto l’anno. I suoi grassi, infatti, “cementano” l’epidermide, limitando la perdita di acqua transepidermica (TEWL) e mantenendo la pelle idratata più a lungo. In tal modo ci aiuta a prevenire rughe e smagliature, la cui comparsa è associata alla perdita di tono ed elasticità conseguenti alla disidratazione.


A tal proposito, vi consigliamo di leggere la guida: “Smagliature: cause, prevenzione e cura“.


Come si usa il burro di karité sulla pelle?

Usare tutti i giorni i prodotti al karité contrasta la secchezza cutanea e rallenta la comparsa dei segni del tempo. Applicateli sempre dopo la detersione – che oltre allo sporco asporta anche il film idrolipidico protettivo – e aumentate la frequenza di utilizzo nelle zone più esposte agli agenti atmosferici, cioè viso, labbra e mani.

Il burro di karité è disponibile sotto forma di stick labbra e creme per viso, contorno occhi e corpo, che richiedono poco tempo per essere applicati e, dunque, sono adatti all’uso quotidiano. Per un trattamento intensivo, invece, potete optare per il burro di karité puro da usare 1-2 volte alla settimana.

Come si usa il burro di karité sul viso?

Se avete la pelle del viso molto secca, ad esempio, prelevate una noce di burro e spalmatela sulla pelle fino a ottenere uno strato spesso; lasciatelo in posa per 15 minuti, dopodiché rimuovetelo con un panno umido e morbido.

Come si usa il burro di karité sulle mani?

Se il problema sono le mani screpolate, invece, stendete uno strato abbondante di burro e indossate dei guantini in cotone per tutta la notte, in modo tale che possa sortire i suoi effetti senza disturbarvi.

Non dimenticatevi di associare questi trattamenti a una dieta ricca di acqua minerale (almeno 1,5 L al giorno) e cibi freschi come frutta e verdura: l’idratazione viene prima dall’interno!

Burro di karité e dermatite

Il burro di karité può essere utile in caso di dermatite, cioè pelle infiammata, perché lenisce e ripara la barriera cutanea grazie alla vitamina E, alla provitamina A e ai grassi. Questi effetti sono emersi sia dagli studi in provetta, che hanno evidenziato la capacità del karité di controllare il rilascio di sostanze infiammatorie da parte delle cellule, sia negli studi sull’uomo, che tuttavia sono di piccola portata e pertanto non conclusivi.

Uno studio pubblicato sull’Hong Kong Medical Journal, per esempio, suggerisce che il burro di karité possa alleviare la secchezza e il prurito in caso di dermatite atopica con un’efficacia paragonabile a quella dei prodotti a base dei precursori delle ceramidi (i grassi della barriera cutanea). La ricerca ha coinvolto 34 pazienti di 12 anni (età media) che hanno applicato una crema a base di karité, sulle pieghe e le aree arrossate della pelle, 2 volte al giorno per 1 anno.

Il consiglio

I prodotti al karité si possono applicare in caso di arrossamenti dovuti al pannolino, ai raggi del sole o ad atopia. In questi casi, oltre a usare le creme, è consigliabile ricorrere anche ai detergenti al karité per avere un effetto lenitivo a 360°.


Anche l’Aloe gel è un ottimo rimedio per la pelle arrossata. Cliccate qui per saperne di più!


Guida all’acquisto

Concludiamo il nostro viaggio alla scoperta del karité con i consigli per un acquisto consapevole!

Dove si compra il burro di karité?

Questo prodotto è disponibile nei negozi fisici e online. Optate per i negozi fisici se non lo avete mai provato e vi occorre una consulenza per scegliere il prodotto più indicato alle vostre esigenze. Se invece avete già trovato il prodotto che fa per voi, ma non è fisicamente reperibile, potete ordinarlo online!

Come si riconosce il burro di karité puro?

Bisogna controllare l’etichetta: se compare solo la dicitura “Butyrospermum parkii butter extract” si tratta di burro di karité puro. Se vi doveste imbattere in un burro di karité con più ingredienti, tuttavia, non è assolutamente detto che si tratti di un cattivo prodotto, anzi!

In alcuni prodotti, ad esempio, viene aggiunto l’olio di mandorle dolci per renderlo più scorrevole e facilitarne l’applicazione; in tal caso troverete anche la dicitura “Prunus amygdalus dulcis oil“.


Come leggere le etichette cosmetiche? Per conoscere la risposta, basta un click qui!


Qualunque sia la vostra scelta, premiate i brand che operano nel pieno rispetto dell’ambiente e degli animali! E con questo è tutto, cari lettori. Alla prossima!

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

Bibliografia e sitografia
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Scritto da:

Jessica Zanza

Una laurea in Farmacia e la passione per la divulgazione scientifica. Co-fondatrice di Inchiostro Virtuale.
Per contattarmi mandate una mail a j.zanza@inchiostrovirtuale.it