Tazza di fragole sul tavolo - copertina

Con l’arrivo dell’estate, non possiamo esimerci dal parlare della frutta deliziosa tipica di questo periodo. Lo scorso anno è toccato alle ciliegie, all’anguria e al pepino; nel 2020, invece, inauguriamo la bella stagione con le fragole! Se anche voi, come chi scrive, le amate, non vi rimane che leggere l’articolo!

Fragaria spp: l’identikit

Il termine “fragola” comprende più di venti specie identificate del genere Fragaria e numerose cultivar, sia spontanee sia coltivate. Tra le specie più importanti vi sono Fragaria vesca o fragolina di bosco, che cresce spontaneamente nei sottoboschi, e Fragaria x ananassa o fragola da giardino, coltivata in tutto il mondo.

Fragaria vesca o fragolina di bosco
Figura 1: Fragaria vesca (Rosaceae) o fragolina di bosco.

Delle due, a meno che non siate assidui frequentatori dei boschi, la specie più familiare è la fragola da giardino, che si può trovare tranquillamente nei mercati o che potete coltivare voi stessi, a terra o nei vasi.

Fragaria x ananassa - la fragola coltivata
Figura 2: Fragaria x ananassa (Rosaceae) o fragola da giardino. Si chiama “ananassa” perché l’aroma e la forma ricordano quelli dell’ananas.

Fragraria x ananassa

Le origini di Fragaria x ananassa risalgono alla seconda metà del XVIII secolo, quando in Francia la si ottenne per la prima volta incrociando la Fragaria virginiana con la Fragaria chiloensis, provenienti rispettivamente dalla Virginia e dal Cile. Dunque si tratta di un ibrido – come indica la x nel nome – che fini col superare la fragolina di bosco, per importanza commerciale, grazie ai “frutti” più voluminosi e dolci.

Il virgolettato qui è d’obbligo, dal momento che la fragola è un falso frutto. Quello che mangiamo, infatti, non è l’ovario ingrossato bensì il ricettacolo (cioè l’apice del peduncolo floreale) carnoso, mentre i veri frutti sono i “semini” gialli in superficie.

Fragola con acheni ben visibili
Figura 3: la fragola è il ricettacolo carnoso di Fragaria x ananassa.

Dal punto di vista botanico, si tratta di frutti secchi indeiscenti (cioè che non si aprono a maturità) chiamati acheni. Li vediamo in dettaglio qui sotto!

acheni delle fragole in dettaglio
Figura 4: i frutti delle fragole si chiamano acheni, sono secchi e non si aprono a maturità.

Fatta questa piccola ma doverosa premessa, veniamo al dunque: cosa contengono le fragole? E perché dovremmo consumarle? Scopriamolo!

Valori nutrizionali delle fragole

Un po’ come tutti i frutti (veri o falsi che siano) le fragole sono ricche di acqua, vitamine ed elementi essenziali, inoltre sono poco caloriche, per questo dovremmo includerle nella dieta estiva.


Per approfondire l’argomento, vi rimandiamo all’articolo: “Cosa mangiare in estate? Guida e consigli utili“.


Ma il loro vero punto di forza è la vitamina C: pensate che 100 g ne contengono circa 50 mg, mentre in alcune varietà si possono raggiungere gli 80 mg! E questo è un fatto di notevole importanza, se pensiamo che il fabbisogno giornaliero è di 70 mg per le donne e 90 mg per gli uomini, che può essere raggiunto mangiando 12 o 15 fragole al giorno di medie dimensioni (144-180 g).

In tal modo, dunque, si fa il pieno di una vitamina che il nostro organismo non produce da sé ma che gli serve per:

  • neutralizzare i radicali liberi prodotti durante il metabolismo o a causa dei raggi UV, responsabili dell’invecchiamento precoce dei tessuti e dello sviluppo di tumori e malattie cardiometaboliche (effetto antiossidante);
  • produrre il collagene necessario per il mantenimento di vasi sanguigni, cartilagini, gengive e pelle normali (effetto antiscorbuto);
  • assimilare correttamente il ferro, a sua volta necessario per la produzione dei globuli rossi e dell’emoglobina (effetto antianemico);
  • mantenere alte le difese immunitarie (effetto immunostimolante).

Di seguito, per i più curiosi, riportiamo i valori nutrizionali al completo!

Valori nutrizionali per 100 g di fragole fresche (USDA).
Energia 32 kcal
Acqua 91 g
Carboidrati totali, di cui:

  • fibre
  • zuccheri semplici
7,68 g

  • 2 g
  • 4,89 g
Proteine 0,67 g
Grassi 0,3 g
Vitamine

  • C
  • Niacina (B3)
  • E
  • Piridossina (B6)
  • Tiamina (B1)
  • Riboflavina (B2)
  • Acido folico (B9)
 

  • 58,8 mg
  • 0,386 mg
  • 0,29 mg
  • 0,047 mg
  • 0,024 mg
  • 0,022 mg
  • 24 μg
Sali minerali

  • Potassio
  • Fosforo
  • Calcio
  • Magnesio
  • Sodio
  • Ferro
  • Zinco
  • Rame
  • Selenio
 

  • 153 mg
  • 24 mg
  • 16 mg
  • 13 mg
  • 1 mg
  • 0,41 mg
  • 0,14 mg
  • 0,048 mg
  • 0,4 μg

A questi nutrienti si aggiungono sostanze volatili responsabili dell’aroma, in primis il furaneolo, e dalle interessanti attività biologiche, quali:

  • antocianine (derivati della pelargonidina, cianidina e peonidina) responsabili anche del colore rosso brillante;
  • flavonoli (quercetina e kaempferolo);
  • acidi fenolici (acido caffeico, acido ellagico e acido gallico);
  • tannini idrolizzabili (ellagitannini e gallotannini).

Negli studi sugli animali, infatti, le sostanze suddette (in particolare antocianine e flavonoli) hanno dimostrato di possedere effetti neuroprotettivi, migliorando, così, le funzioni cognitive come la memoria. Effetti che potrebbero estendersi anche agli umani, secondo uno studio pubblicato su Nutrients nel 2019.

Fragole e Alzheimer: lo studio

Considerati gli effetti neuroprotettivi delle fragole e dei singoli componenti sui roditori, Agarwal e colleghi hanno cercato di capire se il loro consumo potesse influire sul rischio di sviluppare l’Alzheimer (una delle forme più comuni di demenza) nell’uomo.

A tale scopo, hanno reclutato 925 partecipanti del Rush Memory and Aging Project. Si trattava, innanzitutto, di persone anziane – visto che l’Alzheimer si sviluppa prevalentemente negli over 60 – non affette dal morbo all’inizio dello studio. I partecipanti, quindi, hanno compilato un questionario sulle loro abitudini alimentari e sono stati seguiti dagli autori per 6,7 (±3,6) anni per vedere quanti avrebbero sviluppato la malattia.

Ma cosa è emerso dalla ricerca?

Al termine dello studio, 245 partecipanti su 925 avevano sviluppato l’Alzheimer, diagnosticato attraverso esami neurologici e criteri diagnostici standardizzati.

Gli autori, dunque, hanno calcolato il rischio di sviluppare la malattia tenendo conto di svariati fattori, quali sesso, età, genetica, dieta e attività motoria, e dall’analisi è emerso che, nei partecipanti che consumavano molte fragole, il rischio di sviluppare il morbo era inferiore del 34 % rispetto a chi ne consumava poche o niente.

Risultati promettenti – sebbene non conclusivi – che confermano quelli ottenuti dal Nurses’ Health Study e che gli autori attribuiscono alla vitamina C e ai polifenoli, i quali, anche presi singolarmente, sono stati associati a un minor rischio di Alzheimer.

Sembra, infatti, che i loro metaboliti siano in grado di raggiungere il sistema nervoso, a livello del quale proteggono i neuroni e le cellule di supporto dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, rallentando di conseguenza il declino cognitivo.

Staremo a vedere se, in futuro, verrà accertato un rapporto di causa-effetto, tra il consumo di fragole e la riduzione del rischio di Alzheimer, o se rimarrà una semplice associazione.

Le fragole nella dieta

Nel contesto della Dieta Mediterranea, un modello alimentare che privilegia gli alimenti vegetali, quali frutta, verdura e cereali, le fragole sono incluse tra gli alimenti da consumare con maggior frequenza (ovviamente, quando sono di stagione). Potete consumarle a colazione, nello spuntino di metà mattina o a merenda, come tali o sotto forma di frullato, per fare il pieno di vitamina C e polifenoli. Se siete diabetici potete mangiarle, ma senza esagerare.

Se coltivate le fragole e ne avete raccolte parecchie, tuttavia, potreste non riuscire a consumarle prima che deperiscano. Ma non disperate, potete evitare gli sprechi preparando delle ottime confetture. Ecco la ricetta!

Ricetta della confettura alle fragole

Preparare la confettura alle fragole è semplice e richiede pochi ingredienti e attrezzature. Vediamoli!

Ingredienti:
  • fragole mature (500 g);
  • zucchero (140 g);
  • succo di limone (50 g).
Attrezzature:
  • termometro da cucina;
  • pentola in acciaio inox della giusta capienza;
  • barattoli in vetro per conserve sanificati.
Procedimento
  1. Innanzitutto private le fragole del verde, lavatele in acqua corrente, asciugatele con cura e ponetele in una pentola in acciaio inox.
  2. Dopodiché aggiungete lo zucchero e il succo di limone, mescolate fino a quando il tutto non sarà ben amalgato e fate macerare per 7-12 ore.
  3. Trascorso questo periodo, mettete la pentola sul fuoco e portate all’ebollizione, mescolando di tanto in tanto con una spatola.
  4. Quindi, proseguite la cottura a fiamma moderata per 30-40 minuti, mescolando di tanto in tanto con delicatezza il composto, fino a raggiungere 108 °C misurati col termometro da cucina.
  5. A questo punto, ripartite la confettura ancora calda nei vasetti sanificati, lasciando 1 cm di spazio libero, e avvitate i tappi.
  6. Quindi mettete i vasetti a bagnomaria e lasciateli per 20 minuti, da quando l’acqua inizierà a bollire, per ottenere il sottovuoto.
  7. Controllate, infine, che il sottovuoto sia avvenuto correttamente: se schiacciando al centro del tappo non sentirete “click-clack”, il gioco è fatto!
Marmellata alle fragole
Figura 5: confettura alle fragole. Deliziosa, vero? 🙂
Alcuni consigli:
  • aspettate almeno 2-3 settimane prima di consumare la confettura, così sarà più saporita;
  • una volta aperto il barattolo, conservatelo in frigo e consumatelo in 3-4 giorni al massimo;
  • conservate i barattoli chiusi al riparo dalla luce e dal calore e consumate la confettura ento 3 mesi.

E con questo è tutto, cari lettori! Per altre ricette a base di fragole e frutti rossi in genere, basta un click qui. Alla prossima!

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il parere del medico.

Bigliografia e sitografia
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Scritto da:

Jessica Zanza

Classe 1987, una laurea in Farmacia e la passione per la divulgazione scientifica. Con Virginia Taddei e Annalisa Ardesi ho fondato Inchiostro Virtuale, attraverso il quale vi coinvolgerò nelle tematiche a me più care: quelle inerenti alla salute e al benessere.
Per contattarmi mandate una mail a j.zanza@inchiostrovirtuale.it