La battaglia di Salamina
Non disperate davanti ad un errore: pensate che c’è chi ha fatto peggio e con conseguenze maggiori.

Sorvolando anche solo superficialmente la storia, individuiamo storiche cantonate ed errori che hanno “fatto storia” e che in qualche modo l’anno cambiata.

Prendere una cantonata significava letteralmente colpire con una ruota del carro uno dei cantoni, angoli, presenti a delimitare un incrocio. Quindi, in un certo senso, riconduce ad una svolta azzardata, ad un’errata valutazione che ci porta a sbattere. Da qui il significato è traslato in errore in generale.


Serse a Salamina

Parlando di storia antica, una delle maggiori sconfitte dovute ad un errore è quella di Serse I di Persia nella Battaglia di Salamina. Siamo nella seconda guerra persiana e Serse ha appena vinto, grazie ad un tradimento, la battaglia al passo delle Termopili.
I greci, inferiori di numero, erano riusciti per giorni a rallentare l’avanzata dell’enorme esercito persiano bloccando il passo, l’unica via verso la Grecia centrale.

Temistocle, comandante della coalizione panellenica, ricevette la notizia della sconfitta mentre combatteva con la flotta greca presso capo Artemisio. Considerando che anche la flotta aveva subito consistenti perdite, decise il ritiro a Salamina, dove però la lega fu costretta ad intraprendere un secondo scontro con la flotta avversaria.

A Serse I non parve vero che gli fosse servita su un piatto la possibilità di ottenere una semplice vittoria.

I numeri erano dalla sua parte ed i greci, fiaccati nell’animo per le recenti sconfitte, si stavano ritirando. Serse entrò dunque nello stretto di Salamina con l’idea di bloccarvi le navi greche con una manovra di accerchiamento. Lo stretto, però, era angusto e inadatto al combattimento tra un così gran numero di navi. Le massicce navi persiane, infatti, si impedirono fra loro e non riuscirono a compiere le manovre previste rendendosi così facile preda dell’abbordaggio.

Lo scontro volse presto in favore dei greci, che lamentarono la perdita di sole 42 unità contro le circa 200 dei persiani. Dopo lo scontro il re Serse, temendo di restare intrappolato in Europa con la flotta fortemente indebolita, decise di ritornare in patria con parte dell’esercito.

Fu una battaglia decisiva?

Un gran numero di storici ritiene che un’eventuale vittoria persiana avrebbe ostacolato lo sviluppo della civiltà greca ed in senso più esteso di quella occidentale. Questa considerazione colloca questa battaglia tra le più importanti di tutti i tempi.


Serse peccò di Hýbris? Leggi e scopri come l’errore più classico dell’ antichità sia alla base di storie di metamorfosi fisiche e morali.


L’errore di valutazione di Serse non è unico nella storia delle battaglie.

Waterloo e la mappa sbagliata

Wellington è un pessimo Generale. Prevedo la vittoria entro l’ora di pranzo”, Napoleone Bonaparte, 1814.

Napoleone
Anche Napoleone è annoverato tra coloro che hanno preso storiche cantonate!

Se pensate che ritrovarsi dispersi ad un passo da casa, nei campi a nord di Milano,  perché avete seguito il navigatore sia il peggio che possa capitarvi, allora dovreste fare due chiacchiere con Napoleone.

Recenti studi sosterrebbero che una gran parte della causa dell’eccezionale disfatta di Waterloo sia da attribuire al fatto che i piani di battaglia furono redatti su una mappa sbagliata.
In particolare, la fattoria di Mont-Saint-Jean, sarebbe stata riportata a un chilometro di distanza dalla sua reale posizione.

“Un chilometro corrispondeva alla gittata dei suoi cannoni e questo fa capire quanta differenza facesse quell’errore” afferma il documentarista francese Franck Ferrand.

Altri dettagli contenuti nella carta, come una curva che in effetti non c’era, contribuirono a generare altra confusione. La mappa, usata da un ufficiale di Napoleone e identica a quella dell’imperatore, è stata trovata dallo storico belga Bernard Coppens nel museo militare di Bruxelles.

Altre concause

Questa svista assieme alle straordinarie piogge torrenziali, che per una settimana si abbatterono sulla zona rendendo il terreno così fangoso da rallentare la marcia di molti reparti, ed ostacolare il traino dell’artiglieria di medio e grosso calibro, fu alla base del disorientamento mostrato da Napoleone sul fatale campo di battaglia.


Te la do io l’Alaska!

Concludiamo la carrellata degli errori di valutazioni imperiali con lo zar Alessandro II. In molti pensano che gli americani avessero rubato l’Alaska o che l’avessero presa in affitto senza più restituirla. In realtà si è trattato di un accordo leale ed entrambe le parti hanno avuto validi motivi per stipularlo.

Assegno pagamento Alaska
A proposito di storiche cantonate, ecco l’assegno utilizzato dal Governo degli Stati Uniti per l’acquisto dell’Alaska.
Ma perché si gridava allo scandalo?

Nonostante nel diciannovesimo secolo l’Alaska russa fosse un centro di commercio internazionale, ospitava poco più di 10.000 abitanti, di cui solo 2.500 russi. Questi ultimi erano insediati in 23 villaggi, sparsi per le isole o sulle coste meridionali. Le piccole stazioni ospitavano, di solito, 4 o 5 russi incaricati della raccolta delle pelli di lontra di mare e dell’avorio dei trichechi, che venivano forniti dagli indiani.


Nella capitale, Novo-Arkhangelsk, ora Sitka, i mercanti commerciavano tessuti, e persino ghiaccio con i cinesi. Qui venivano costruite navi e fabbriche e veniva estratto il carbone. Alla gente era nota la presenza di numerosi giacimenti d’oro nella zona.

Il commercio veniva gestito dalla Compagnia Russo-Americana (RAC) grazie ai privilegi concessi dal governo imperiale, il principale azionista, e in cambio d’ingenti tasse. La RAC controllava tutte le miniere dell’Alaska, poteva stipulare autonomamente accordi commerciali con gli altri Paesi, aveva una propria bandiera ed una propria moneta.

A causa di avvicendamenti interni alla RAC e ad una mutata situazione sociale era diventato complicato difendere una così esigua colonia, così lo zar Alessandro II, temendo di essere costretto a cedere l’ampio e spopolato territorio senza compensi all’ingombrante vicino britannico, padrone del Canada, decise di cederlo agli Stati Uniti, una potenza all’epoca decisamente meno ingombrante dell’Impero Britannico.

Le trattative si conclusero dopo una riunione protrattasi un’intera notte. Il trattato, firmato alle 4 del mattino del 30 marzo 1867, con un prezzo d’acquisto fissato in 7.200.000 dollari americani, fu accolto con sdegno dall’opinione pubblica americana.

Poco tempo dopo, però, l’oro iniziò a fluire dalla “ghiacciaia”: in Alaska era iniziata la corsa all’oro del Klondike. A soli 50 anni di distanza, gli americani avevano già recuperato la cifra d’acquisto moltiplicata per 100 volte. Un errore per cui non c’è espiazione che tenga!


C’era una volta l’America!

Che anche i migliori strateghi e comandanti sbaglino le loro valutazioni lo darei per assodato, ma la prima che viene in mente quando si parla di cantonate di proporzioni storiche coinvolge il nostro stimatissimo compatriota Cristoforo Colombo, per restare in terra americana, e non ditemi che non è il primo a cui avete pensato, parlando di errori storici!

L’errore di Colombo fu tale che scoprì un nuovo continente senza rendersene conto!

Come tutti sanno, progettò il suo viaggio attraverso l’oceano nella convinzione che fosse più facile e veloce navigare verso Occidente per arrivare nel lontano Oriente, già raggiunto da Marco Polo via terra un paio di secoli prima.

Si convinse della fattibilità dell’impresa in seguito ad un grossolano errore di valutazione delle dimensioni della Terra che era ritenuta, a quel tempo, molto più piccola di quello che è in realtà.

Altro che Tom Tom impazzito e mappa sbagliata!

Colombo si attenne orientativamente alla misura di Posidonio, secondo cui la circonferenza del globo terrestre era di circa 32.000 chilometri, di molto inferiore a quella reale. Come se ciò non bastasse, Colombo era un pessimo matematico ed un astronomo ancor peggiore, tanto che non fu mai in grado di usare con competenza l’astrolabio, uno strumento indispensabile per navigare perché consentiva di misurare l’altezza delle stelle e di conseguenza conoscere, con buona precisione, la latitudine.

Se ciò non fosse ancora sufficiente, sappiate che ai tempi si misurava in gradi che poi venivano convertiti in misure lineari. Ecco, in questa conversione Colombo fece molta confusione, ottenendo un valore di appena 83 chilometri per grado contro i circa 111 reali, quindi secondo il navigatore, la circonferenza terrestre si riduceva ad appena 30.000 chilometri, circa un quarto inferiore a quella reale!

A questo si aggiunga che si pensava che, il continente formato da Europa e Asia, fosse molto più esteso ad Oriente di quanto non lo sia in realtà ed ecco che l’oceano ignoto apparve largamente affrontabile. Se poi consideriamo che collocò il Giappone vicino alle Canarie, avamposto degli spagnoli in pieno oceano, il gioco è fatto.

La sua fortuna fu che al posto di perdersi nell’oceano, come sarebbe stato logico avvenisse visti i suoi calcoli, si ritrovò letteralmente a sbattere contro un continente che non doveva esistere!

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

Dobbiamo annotare infine che il Colombo nazionale fece altri tre viaggi ed in nessuno di essi si accorse di essere approdato su un nuovo continente.


Ora che l’America è stata scoperta, perché non scopriamo Milwaukee con Annalisa Ardesi?


Errori d’amore
Storiche cantonate . Fetta di Gorgonzola
Storiche cantonate: il Gorgonzola dolce

Concluderei questa carrellata di errori con qualcosa di adatto alla giornata di San Valentino appena trascorsa.

Sperando che non abbiate preso una cantonata storica sbagliando il regalo!

Si narra che un giorno, un casaro innamorato e distratto, fece tardi per intrattenersi con la sua bella, non finì il lavoro della giornata e quindi il fagotto della cagliata, appeso a sgrondare, rimase tutta la notte inutilizzato. Il giorno seguente, per non buttarlo via, decise di unire la cagliata che aveva scordato a quella fresca del mattino e lavorò la pasta.


Niente è meglio di pane e formaggio!
Scopri come crearti il pane adatto a mangiare i tuoi formaggi preferiti
con Rosella, alla scoperta del lievito madre


Dopo la stagionatura, al momento di tagliare la forma, ecco la sorpresa: quel formaggio, nonostante l’apparenza un po’ sgradevole – era verdastro a causa delle screziature di muffa – aveva proprio un buon sapore: era nato il Gorgonzola!


Ed eccoci giunti alla fine di questo viaggio alla scoperta delle storiche cantonate. Vi diamo l’appuntamento a domani con l’articolo di Serena, nella consueta rubrica dedicata all’arte. Non mancate!

Fonti
  • Grazie a Wikipedia per i dettagli sull’Alaska e sulla battaglia di Salamina.
  • www.ilmessaggero.it
  • www.novaravive.com
  • ansa per Napoleone
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