
Si rinnova l’appuntamento con “L’erbario”, la rubrica dedicata al regno vegetale. La protagonista di questo nuovo capitolo è una pianta endemica sardo-corsa, il timo erba barona.
Il timo erba barona (Thymus herba-barona Loisel. subsp. herba-barona) è una pianta perenne con caratteristiche intermedie tra erba e arbusto, quindi un suffrutice, che cresce esclusivamente in Sardegna e Corsica. Si sviluppa rigoglioso in habitat montani aridi e ventosi (quali ad esempio il Monte Armidda, in Ogliastra, il cui toponimo deriva dal nome sardo del timo, “armidda“1) formando dei pulvini, “cuscini” che raramente superano i 20-30 cm di altezza.
La pianta presenta una base legnosa da cui si sviluppano numerosi ramoscelli erbacei, che si seccano dopo lo sviluppo dei frutti, da luglio a settembre. Le foglioline lineari o lanceolate emanano un intenso profumo aromatico ascrivibile a un olio essenziale ricco di carvacrolo, borneolo e p-cimene.2
I fiori rosa-violacei sbocciano da maggio ad agosto, riunendosi in infiorescenze (verticillastri) all’ascella delle foglie superiori, e presentano la tipica struttura delle Lamiaceae (famiglia di appartenenza del timo e altre aromatiche come la menta piperita), ovvero una corolla formata da due grandi labbra, una bilobata e l’altra trilobata. La raccolta dell’intera pianta avviene nel periodo della fioritura.3
Gli usi popolari del timo sardo, dalla medicina alla cucina
Da tempo immemore l’erba barona e le sue singole parti vengono usate nella Medicina tradizionale sarda per il trattamento di numerosi disturbi. In particolare, una ricerca etnobotanica a firma di Cinzia Sanna, Andrea Maxia, Giuseppe Fenu e Maria Cecilia Loi (Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente, Università di Cagliari),4 ha evidenziato che nei paesi ogliastrini di Arzana, Urzulei, Perdasdefogu, Ussassai e Villagrande Strisaili, e nel comune campidanese di Laconi, il timo sardo rappresenta un rimedio popolare in caso di:
- vermi intestinali, cattiva digestione e mal di stomaco, sotto forma di infusi o decotti (foglie, fiori, ramoscelli o pianta intera);
- reumatismi, sotto forma di cataplasmi (pianta intera);
- tosse con o senza catarro, sotto forma di decotti o infusi nel latte (foglie o fiori);
- febbre, sotto forma di decotti (pianta intera con malva e limone) o macerati in acquavite (pianta intera);
- raffreddore, bronchite e asma, sotto forma di decotti (foglie e radici) o infusi (foglie e ramoscelli di erba barona più malva, salvia e rosmarino) per suffumigi;
- debolezza, crampi addominali e ritenzione idrica, sotto forma di decotti (foglie e ramoscelli);
- irritazioni cutanee, sotto forma di cataplasmi (foglie) o di polvere aspersoria (pianta intera essiccata);
- mal di denti (masticazione delle radici);
- infiammazioni del cavo orale, sotto forma di infusi (foglie) o decotti (foglie e radici) per sciacqui e gargarismi;
- cattivo odore dei piedi, sotto forma di polvere aspersoria (pianta intera essiccata).
Dal timo sardo si ricava anche un miele dalle note balsamiche, che allevia mal di gola e tosse stizzosa, liquori e vini medicinali; inoltre con i giovani ramoscelli si insaporiscono le pietanze a base di carne, dagli arrosti agli stufati.
Consigli di lettura
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Riferimenti bibliografici:
- Sardegna Foreste;
- Juliano, C., Mattana, A., & Usai, M. (2000). Composition and in vitro Antimicrobial Activity of the Essential Oil of Thymus herba-barona Loisel Growing Wild in Sardinia. Journal of Essential Oil Research, 12(4), 516–522. DOI: 10.1080/10412905.2000.9699578;
- LAORE – Agenzia Regionale per lo Sviluppo in Agricoltura: “Erbe e piante spontanee della Sardegna per uso gastronomico“;
- Sanna, C.; Maxia, A.; Fenu, G.; Loi, M.C. So Uncommon and so Singular, but Underexplored: An Updated Overview on Ethnobotanical Uses, Biological Properties and Phytoconstituents of Sardinian Endemic Plants. Plants 2020, 9, 958. DOI: 10.3390/plants9080958.
Crediti fotografici
Foto di apertura generata da Google Gemini.

Pubblicista, ex collaboratrice de L’Unione Sarda.
Sono cofondatrice e caporedattrice di Inchiostro Virtuale.
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