Sindrome del colon irritabile. Immagine di katemangostar su Freepik. 

La sindrome dell’intestino o colon irritabile è un disturbo cronico caratterizzato da dolore addominale ricorrente e alterazioni delle abitudini intestinali, che può presentarsi in molteplici forme. Approfondiamone i sintomi, le cause e i trattamenti.

Il colon irritabile è una sindrome (conosciuta anche con l’acronimo IBS – Irritable Bowel Syndrome) caratterizzata da un problema di comunicazione tra l’intestino e il cervello, che determina la presenza di dolore addominale ricorrente, descritto come sordo e diffuso, associato ad alterazioni dell’alvo, ossia variazioni nell’aspetto delle feci e nella frequenza di evacuazione; talvolta possono manifestarsi anche pancia gonfia, flatulenza, continuo stimolo ad evacuare e muco nelle feci.

Considerando il tipo di alvo, dunque le abitudini intestinali, si distinguono quattro forme o sottotipi di IBS:

  • IBS-D, un colon irritabile con alvo prevalentemente diarroico, caratterizzato da un transito intestinale rapido e l’espulsione di feci acquose. È più diffuso tra gli uomini;
  • IBS-C, un colon irritabile con alvo prevalentemente stitico, caratterizzato da un transito intestinale lento ed espulsione di feci caprine (piccole e dure). È più diffuso tra le donne;
  • IBS-M, un sottotipo con alvo misto, in cui si alternano periodi di stitichezza a periodi di diarrea;
  • IBS-U, non classificato.

Il disturbo, che secondo le stime del Rome Foundation Global Study1 interessa il 3-5% della popolazione occidentale, è più frequente nelle donne rispetto agli uomini (rapporto 3/1) ed esordisce intorno ai 20-30 anni.

Cause del colon irritabile: l’ipotesi biopsicosociale

I risultati delle ricerche condotte negli ultimi vent’anni suggeriscono il coinvolgimento di fattori fisiologici e psicosociali nell’insorgenza della sindrome. Vediamoli in dettaglio.

1) Fattori fisiologici

Si tratta di alterazioni della funzionalità intestinale in assenza di anomalie strutturali rilevabili dagli esami diagnostici, ovvero:

  • iperalgesia viscerale, in parole povere un aumento della sensibilità intestinale, a causa della quale i pazienti provano dolore in presenza di stimoli innocui. In 1 paziente su 7, soprattutto tra quelli con alvo diarroico, questo tipo di alterazione si osserva dopo una gastroenterite acuta (IBS post-infettiva) e potrebbe derivare da un rimodellamento delle vie nervose sensoriali;
  • anomalie del tempo di transito oro-anale, ossia il tempo che il cibo impiega a percorrere l’intero canale digerente (normalmente 2-5 giorni negli adulti). Tali anomalie sono associate ad alte concentrazioni di gas intestinali, quali idrogeno e metano, e sono le dirette responsabili di gonfiore, brontolii e fastidi addominali, stitichezza o diarrea a seconda che il transito sia rallentato o accelerato;
  • disfunzione delle cellule endocrine disseminate lungo il tubo digerente, le quali liberano mediatori che provocano dolore viscerale (istamina, serotonina, glutammato, noradrenalina) e riducono la motilità gastrointestinale (GABA) in presenza di gas o di cibo;
  • disbiosi, uno squilibrio nella comunità microbica del colon (microbiota) in favore di specie pro-infiammatorie, che provoca un’infiammazione intestinale cronica con conseguenti disfunzioni nervose e iperalgesia viscerale;
  • fluttuazioni ormonali, che durante le mestruazioni aumentano la sensibilità viscerale.

2) Fattori psicosociali

Diversi studi mostrano una correlazione fra stress cronico, ansia e depressione, e sindrome del colon irritabile,2 individuando nei primi sia una causa e sia una conseguenza dell’IBS. Approfondiremo questo aspetto in un articolo ad hoc.

Trattamento dell’IBS

Se non adeguatamente riconosciuto e trattato, il colon irritabile può avere forti ripercussioni sulla qualità di vita dei pazienti. Benché ad oggi non esistano cure definitive, è tuttavia possibile conviverci modificando lo stile di vita e ricorrendo, laddove necessario, a integratori e farmaci. Vediamo i rimedi consigliati dalle linee guida italiane3 per una corretta gestione del disturbo.

1) Alimentazione per la sindrome del colon irritabile

Dal momento che la dieta può peggiorare i sintomi dell’IBS, se non addirittura scatenarli, è fondamentale intervenire prima di tutto sulle abitudini alimentari. Pasti regolari, un introito sufficiente di acqua e fibre (rispettivamente 1,5-2 L al giorno e 25-30 g al giorno) e una limitazione di alcol e caffeina, sono consigliati all’unanimità dagli esperti delle varie società italiane che hanno partecipato alla stesura del documento di consenso.

La dieta low-FODMAP, ossia a basso contenuto di carboidrati fermentabili, che accentuano il gonfiore, si può valutare come seconda scelta per brevi periodi (4-6 settimane) in quanto può portare a carenze nutrizionali.

Gli integratori di fibre solubili come lo psillio e quelli di probiotici (microrganismi buoni) aiutano a riequilibrare l’alvo nei casi un po’ più ostinati.

2) Trattamenti farmacologici

Il ricorso ai farmaci è necessario quando il dolore e gli altri sintomi sono più intensi. Tra quelli disponibili in Italia si annoverano:

  • la linaclotide, approvata per il trattamento dell’IBS con stitichezza da moderata a severa, grazie agli effetti secretagoghi (aumenta la secrezione di liquidi nel lume intestinale, ammorbidendo dunque le feci) e analgesici, legati all’attivazione della proteina guanilato ciclasi;
  • se la linaclotide non funziona si può ricorrere alla prucalopride, che stimola la motilità intestinale (effetto procinetico) attivando i recettori 5-HT4 della serotonina (uso off-label);
  • la rifaximina è un antibiotico che riequilibra il microbiota intestinale, risultando pertanto utile in caso di IBS con diarrea;
  • nell’IBS-D si può assumere anche la loperamide (ma solo per brevi periodi), che riduce le scariche attivando i recettori μ degli oppioidi, o l’ondasetron, che rallenta il transito e riduce il dolore viscerale antagonizzando i recettori 5-HT3 della serotonina (uso off-label);
  • gli antispastici migliorano i sintomi generali dell’IBS rilassando la muscolatura intestinale. Tra questi vi sono l’otilonio bromuro, un antagonista dell’acetilcolina che si può trovare in associazione al diazepam (un sedativo), e l’olio essenziale incapsulato di menta piperita;
  • farmaci come i TCA (antidepressivi triciclici) e gli SSRI (inibitori selettivi della ricattura della serotonina) modulano l’interazione tra il cervello e l’intestino, migliorando i sintomi generali del colon irritabile.

3) Altri rimedi

La psicoterapia e la regolare attività fisica riducono i livelli di stress,4 portando a un miglioramento generale dei sintomi.

Consigli di lettura

Se l’articolo vi è piaciuto leggete anche quello sul nopal, un potenziale aiuto per il colon irritabile.

Riferimenti bibliografici:
  1. Sperber AD, Bangdiwala SI, Drossman DA, Ghoshal UC, Simren M, Tack J, Whitehead WE, Dumitrascu DL, Fang X, Fukudo S, Kellow J, Okeke E, Quigley EMM, Schmulson M, Whorwell P, Archampong T, Adibi P, Andresen V, Benninga MA, Bonaz B, Bor S, Fernandez LB, Choi SC, Corazziari ES, Francisconi C, Hani A, Lazebnik L, Lee YY, Mulak A, Rahman MM, Santos J, Setshedi M, Syam AF, Vanner S, Wong RK, Lopez-Colombo A, Costa V, Dickman R, Kanazawa M, Keshteli AH, Khatun R, Maleki I, Poitras P, Pratap N, Stefanyuk O, Thomson S, Zeevenhooven J, Palsson OS. Worldwide Prevalence and Burden of Functional Gastrointestinal Disorders, Results of Rome Foundation Global Study. Gastroenterology. 2021 Jan;160(1):99-114.e3. doi: 10.1053/j.gastro.2020.04.014. Epub 2020 Apr 12. PMID: 32294476;
  2. Huang KY, Wang FY, Lv M, Ma XX, Tang XD, Lv L. Irritable bowel syndrome: Epidemiology, overlap disorders, pathophysiology and treatment. World J Gastroenterol. 2023 Jul 14;29(26):4120-4135. doi: 10.3748/wjg.v29.i26.4120. PMID: 37475846; PMCID: PMC10354571;
  3. Barbara G, Cremon C, Bellini M, Corsetti M, Di Nardo G, Falangone F, Fuccio L, Galeazzi F, Iovino P, Sarnelli G, Savarino EV, Stanghellini V, Staiano A, Stasi C, Tosetti C, Turco R, Ubaldi E, Zagari RM, Zenzeri L, Marasco G. Italian guidelines for the management of irritable bowel syndrome: Joint Consensus from the Italian Societies of: Gastroenterology and Endoscopy (SIGE), Neurogastroenterology and Motility (SINGEM), Hospital Gastroenterologists and Endoscopists (AIGO), Digestive Endoscopy (SIED), General Medicine (SIMG), Gastroenterology, Hepatology and Pediatric Nutrition (SIGENP) and Pediatrics (SIP). Dig Liver Dis. 2023 Feb;55(2):187-207. doi: 10.1016/j.dld.2022.11.015. Epub 2022 Dec 11. PMID: 36517261;
  4. Li C, Li J, Zhou Q, Wang C, Hu J, Liu C. Effects of Physical Exercise on the Microbiota in Irritable Bowel Syndrome. Nutrients. 2024 Aug 11;16(16):2657. doi: 10.3390/nu16162657. PMID: 39203794; PMCID: PMC11356817.
Crediti fotografici:

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L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il rapporto medico-paziente.

Scritto da:

Jessica Zanza

Pubblicista, ex collaboratrice de L'Unione Sarda.
Sono cofondatrice e caporedattrice di Inchiostro Virtuale.
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