Semi di psillio, immagine generata da Google Gemini.

Lo psillio è un rimedio erboristico indicato in caso di stitichezza non risolvibile con la dieta. In questa guida approfondiamo le proprietà e le modalità d’uso dei semi, gli effetti indesiderati e le controindicazioni.

Con il termine “psillio” s’identificano i semi di varie specie di piantaggine, in particolare Plantago afra (sin. P. psyllium), Plantago indica (sin. P. arenaria) e Plantago ovata, raccolti a completa maturazione e fatti essiccare. Si presentano piccoli, bruni, inodori e insapori, e sono in grado d’incorporare fino a dieci volte il loro peso d’acqua grazie ai tegumenti mucillaginosi (“bucce” o “cuticole“).

Proprietà e indicazioni

I semi di psillio esplicano dei blandi effetti lassativi grazie alle mucillagini, che ne costituiscono il 10-12%. Legandosi all’acqua presente nel canale digerente, infatti, queste fibre solubili formano delle masse gelatinose che:

  1. lubrificano il lume intestinale;
  2. aumentano l’idratazione e la massa delle feci (“bulk forming“), rendendo più agevole l’evacuazione;
  3. vengono parzialmente fermentate dal microbiota (la comunità microbica intestinale), portando alla produzione di sostanze benefiche per il colon (SCFA – acidi grassi a catena corta).

Pertanto sono indicati – laddove la modifica delle abitudini alimentari non fosse sufficiente – nel trattamento della stitichezza cronica idiopatica, cioè non riconducibile a una ben nota causa, di ragadi anali, emorroidi infiammate, chirurgia ano-rettale o altre condizioni che rendono dolorosa la defecazione.

Risultano altresì utili nella sindrome del colon irritabile, sia quella associata a stitichezza, sia a diarrea, poiché regolarizzano il transito e la consistenza delle feci.

Semi di psillio (Plantago afra)
Semi di Plantago afra. Foto di Rillke, CC BY-SA 3.0 DE, via Wikimedia Commons.

Posologia e modalità di assunzione

Per quanto riguarda gli anziani, adulti e adolescenti, la monografia europea riporta una dose giornaliera di 25-40 g di semi interi, da suddividere in 3 somministrazioni; per i bambini di 6-12 anni, invece, la dose è di 12-25 g al giorno. Se dopo 3 giorni non si ottengono gli effetti desiderati, è necessario consultare il medico.

I semi si lasciano in infusione in acqua bollente per 30 minuti (occorrono almeno 30 mL d’acqua per ogni grammo di psillio), trascorsi i quali vanno ingeriti insieme al liquido.

In alternativa ai semi interi si possono usare le cuticole oppure gli integratori, che in genere contengono anche altri lassativi insieme alle fibre di psillio purificate.

I rischi associati all’uso dei semi di psillio

Pur trattandosi di un rimedio naturale, l’uso dello psillio non è scevro da rischi. I semi e i loro derivati, infatti, possono causare:

  • pancia gonfia e flatulenza, a causa della fermentazione seppur parziale delle mucillagini;
  • indurimendo delle feci, nel caso non vengano assunti con abbondante acqua;
  • reazioni allergiche (riniti, congiuntiviti, broncospasmo, anafilassi) nei soggetti predisposti.

A causa delle mucillagini i semi di psillio riducono l’assorbimento di sali minerali, vitamina B12, carbamazepina, litio, glicosidi cardioattivi, anticoagulanti, ormoni tiroidei e ipoglicemizzanti, ragion per cui bisogna assumerli a distanza di 1-2 ore da eventuali terapie.

Controindicazioni

Non assumere i semi o i loro derivati in caso di:

  • dolore addominale, nausea e vomito, che suggeriscono un’ostruzione intestinale;
  • difficoltà di deglutizione o problemi alla gola;
  • stenosi (restringimento) a livello gastrico o intestinale;
  • sanguinamento rettale;
  • trattamento con farmaci oppiodi, che inficiano l’efficacia dello psillio, giacché riducono le contrazioni intestinali;
  • allergie note ai componenti;
  • minori di 6 anni, per mancanza di evidenze relative alla sicurezza.

L’uso in gravidanza o durante l’allattamento è consentito nel caso una dieta ricca di acqua e fibre da sola non funzioni.

Consigli di lettura

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Crediti fotografici

Foto di apertura generata da Google Gemini.

L’articolo ha uno scopo puramente illustrativo e non sostituisce il rapporto medico-paziente.

Scritto da:

Jessica Zanza

Pubblicista, ex collaboratrice de L'Unione Sarda.
Sono cofondatrice e caporedattrice di Inchiostro Virtuale.
Potete contattarmi scrivendo a j.zanza@inchiostrovirtuale.it