Tomatina copertina

Non ne potete più di pomodori? In questi mesi estivi ne avete mangiati in tutte le salse e in tutte le forme? Vorreste solo… lanciarli dalla finestra? Niente paura, proprio domani a Buñol, in Spagna, si terrà La Tomatina, ovvero la battaglia all’ultimo pomodoro!

Le origini

Quest’anno il festival si terrà il 29 Agosto, ma vi siete chiesti com’è nato? Se volete partecipare siete ancora in tempo, e dovete assolutamente conoscerne le origini per apprezzarlo come si deve.

Tutto cominciò l’ultimo mercoledì di agosto nel 1945, durante la festa dei Giganti e dei Testoni. Alcuni giovani volevano assistere in prima fila alla parata di musici e figuranti e, tra una spinta e l’altra, uno dei partecipanti cadde. Non è ben chiaro se a causa dei ragazzi, o se, semplicemente, inciampò, fatto sta che ne nacque un parapiglia nel quale i litiganti colpirono una bancarella di verdura, che si rovesciò.

Quasi subito i pomodori sparpagliati a terra furono utilizzati come armi improprie, finché la polizia non arrivò a disperdere i manifestanti. L’anno successivo si ripeté il medesimo scenario, con la differenza che i giovani rissosi, forse per paura di non trovare la “materia prima” si portarono i pomodori direttamente da casa. Tale iniziativa fu osteggiata per diversi anni, anche con l’arresto dei partecipanti, finché nel 1957, in segno di protesta, si svolse la sepoltura del pomodoro.

Durante questa dimostrazione i residenti portarono un enorme pomodoro dentro una bara. La parata venne accompagnata da una banda musicale che suonava marce funebri ed ebbe un successo totale. La Tomatina Festival fu finalmente autorizzata, divenne una festa ufficiale e le autorità locali se ne fecero addirittura promotrici. Dal 1980 è il comune stesso, infatti, a fornire “l’arma impropria“.

Grazie poi al tam tam radiofonico la festa ha iniziato ad essere conosciuta nel resto della Spagna. Da allora, il numero di partecipanti è aumentato anno dopo anno, così come l’entusiasmo per il Festival. Grazie al suo successo, nel 2002, La Tomatina di Buñol è stata dichiarata Festività di Interesse Turistico Internazionale dal Segretario del Dipartimento del Turismo.
Per darvi un’idea dei numeri raggiunti, nella non recentissima edizione del 2011 erano presenti “solo” 40.000 partecipanti provenienti da tutto il mondo e sono state utilizzate 120 tonnellate di pomodori.

Una battaglia all’ultimo pomodoro

Come tutte le battaglie, anche La Tomatina lascia danni e feriti, sebbene questi ultimi siano più di scena che altro. Certo, vedere tutto rosso (e credetemi, davvero non si salva nulla) fa di sicuro un certo effetto, ma niente paura, è come nel film Lo Squalo, o nei migliori/peggiori Horror: tutto finto! Come si dice in questi casi: tranquilli, è solo pomodoro!

Tomatina lotta
Tomatina: inizia la lotta

Non sapete cosa aspettarvi? È presto detto: una mattinata di pazzia al… sapor di pomodoro. Buñol è una piccola cittadina di circa duemila abitanti che, per l’occasione, si riempie con più di diecimila persone pronte alla guerra. Prima ancora che la battaglia incominci, la gente locale si diverte a infradiciare gli stranieri con tubi, pistole ad acqua, gavettoni e qualsiasi altro oggetto si possa usare per spruzzare acqua. Le strade sono piene e lo diventano ancora di più all’arrivo dei camion che trasportano le tante tonnellate di pomodori, maturi e pronti per essere lanciati.

Una volta riusciti a fare il pieno di “armi“, la battaglia inizia dopo il primo colpo di pistola, con il lancio di pomodori reciproco addosso agli amici, agli sconosciuti, ai turisti ed anche alla gente del posto, che prende parte volentieri a questa grande festa collettiva. Alla fine ci si sciacqua sotto docce improvvisate (alcuni “del posto” potrebbero offrirvi anche dello shampoo), installate per l’occasione, o al getto d’acqua dei pompieri che passando lavano città e guerriglieri, aiutati dai residenti e, volendo, anche dagli ospiti stessi.

Consigli e regole

Le regole sono davvero limitate. Anzitutto attenzione ai segnali di inizio e di fine delle ostilità, in genere un colpo di pistola (a salve, N.d.A.). Se per alcuni la lotta potrebbe continuare fino a notte inoltrata, tutte le belle cose hanno una fine, anche per permettere poi i lavori di pulizia. In ogni caso, prima della fine assicuratevi di aver ricevuto e tirato pomodori, al grido di “Tomate! Tomate!“.

Seconda ed ultima regola: niente lancio di oggetti e spremere i pomodori prima di lanciarli, dopo aver controllato che siano ben maturi. Se il comune si assicura che i pomodori distribuiti lo siano, non fa mai male controllare una seconda volta per essere sicuri di non far male a nessuno.

Tomatina lotta
Tomatina: un momento della lotta

Ed ecco invece i consigli per un look a prova di Tomatina. Tranquilli non sarete da soli!

  • Abiti adeguati
    Nel mese di Agosto la provincia di Valencia non è propriamente fredda, quindi vanno benissimo pantaloncini corti e magliette a mezze maniche. Naturalmente optate per abiti vecchi che magari avete deciso di non utilizzare più: finiranno la loro esistenza con onore!
  • Scarpe vecchie!
    Come per i vestiti, a maggior ragione le scarpe vanno scelte con attenzione. Anche se un primo pensiero può suggerirvi che un paio di sandali è la scelta migliore per restare freschi, pensate invece alla quantità di pomodori su cui dovrete camminare e per quanto tempo: la Tomatina esige scarpe chiuse e, soprattutto, basse.
  • Occhiali
    La soluzione migliore è addirittura la maschera “subacquea”. Sì, avete capito bene. Benché il succo di pomodoro sia fantastico per la pelle, negli occhi brucia un po’, quindi qualcosa a prova di liquidi è senza dubbio la scelta adatta.
  • Fotografie
    Come per gli occhiali, macchine fotografiche, cellulari ed altri aggeggi tecnologici devono essere protetti affinché siano “resistenti all’acqua”. Volendo sono ottime le macchinette usa e getta.
Concludendo…

Oltre a tutto questo, l’unico altro consiglio utile è sull’alloggio. È risaputo che il Tomatina Festival è molto famoso, quindi è consigliabile prenotare in anticipo. Essendo Buñol una cittadina abbastanza piccola, conviene alloggiare a Valencia ad una sola mezz’ora dal campo di battaglia, oppure cercare una sistemazione in ostello o, meglio ancora, in campeggio.

Ci sono diverse organizzazioni che offrono il pacchetto completo, con tanto di “divisa”, trasporto e, addirittura, cena e tende montate già pronte per voi. Se non volete impegnarvi più di tanto, direi che questa soluzione è super consigliata, oltre che abbastanza economica.

Ovviamente non potete non mettere a frutto l’esperienza a tutto pomodoro, approfittando di cibo e bevande a base di succo e polpa rossa, dai classici spaghetti, al Bloody Mary, per finire con una deliziosa bottiglia di sangria, che si accompagna bene con il rosso “sangre” di questa “carneficina”.

Per tutte le informazioni è disponibile il sito ufficiale dell’evento: latomatina.info!

E come dimenticare Buñol?

Sazi della goliardia della fiesta al sabor de tomato, nei giorni seguenti ci si può godere il piccolo borgo tornato alla normalità e le decine di parchi, giardini e bellezze naturali dei dintorni che hanno fatto conoscere Buñol nel mondo come la “Svizzera valenciana“.

Cueva del Turche - Tomatina
Cueva del Turche

Anzitutto potete sfruttare l’abbigliamento comodo per una suggestiva passeggiata immersi nel verde, al Puente Natural, una conca modellata nel tempo dal fiume Buñol (che dà il nome alla cittadina) nella quale ci si può addentrare, circondati da stalattiti e stalagmiti. Oppure al Rìo Juanes, situato in un antico centro termale. E non dimenticate le due grotte: la Cueva Turche, dove è possibile ammirare una spettacolare cascata che si infrange nel lago, fresco refrigerio per i turisti estivi, e la Cueva de las Palomas, un piccolo paradiso dove godersi in relax frescura e silenzio.

Nel borgo meritano assolutamente una visita il castello medievale del XIII secolo, costruito durante la dominazione araba, la Fontana de la Quatros Esquinas e il Parque Barrunes.

Il Castello di Buñol

E se vi siete stancati della tranquillità, ricordate che a meno di 40 chilometri c’è la bella e vivace Valencia e tutta la meravigliosa Costa Blanca, coi suoi porticcioli, le spiagge bianchissime (ben 89 premiate dalle Bandiere Blu), le rocce, l’acqua cristallina, le isole Columbretes e naturalmente la ricca e scatenata movida notturna.


Preparate i pomodori, dunque. Domani potete scatenarvi al grido di Tomate! Se poi non riuscite a partecipare, niente paura: la Tomatina si ripete ogni anno, l’ultimo mercoledì di agosto. Avete quindi tutto il tempo per organizzarvi per il 2019.

Io vi aspetto al prossimo viaggio!
Annalisa A.

Ti è piaciuto? Condividilo!

Scritto da:

Annalisa Ardesi

Giunta qui sicuramente da un mondo parallelo e da un universo temporale alternativo, in questa vita sono una grammar nazi con la sindrome della maestrina, probabilmente nella precedente ero una signorina Rottermeier. Lettrice compulsiva, mi piace mangiare bene, sono appassionata di manga, anime e serie TV e colleziono Lego.
In rete mi identifico col nick Lunedì, perché so essere pesante come il lunedì mattina, ma anche ottimista come il “primo giorno di luce”.
In Inchiostro Virtuale vi porto a spasso, scrivendo, nel mio modo un po’ irriverente, di viaggi, reali o virtuali.
Sono inoltre co-fondatrice, insieme a Jessica e Virginia, nonché responsabile della parte tecnica e grafica del blog.
Mi potete contattare direttamente scrivendo: a.ardesi@inchiostrovirtuale.it