energia-elettrica

“Buongiorno, la contatto per proporle un’offerta imperdibile sulla sua utenza luce…”
Quante chiamate di questo genere ricevete ogni giorno (e, ahimè, ogni sera)? L’intento è in realtà quello di proporvi un nuovo contratto per la fornitura di energia elettrica, ma è davvero un vantaggio oppure no? Per saperlo facciamo due chiacchiere sull’argomento, in modo da farci trovare… preparati!

La fornitura di energia elettrica

Senza energia elettrica in casa si può fare ben poco, quasi nulla, per questo l’allaccio alla rete elettrica è uno dei requisiti fondamentali per l’abitabilità di un immobile ed uno dei primi contratti da sottoscrivere. Di come e cosa fare ne parleremo prossimamente, per ora ci occuperemo principalmente di decifrare il più possibile la fattura di questa fornitura, per gli amici… la “bolletta luce“, che, diciamolo, è un vero guazzabuglio di dati e cifre tra cui, solitamente, si leggono solo il totale e la data di scadenza.

Anzitutto è bene fare una distinzione tra i due operatori che provvedono a far sì che la corrente arrivi fino al vostro impianto: il fornitore (o gestore) e il distributore locale.

Fornitore e distributore locale

Il fornitore può essere scelto da voi, è l’ente societario che emette la fattura e che voi pagate per avere il servizio di fornitura, nonché l’unico interlocutore e intermediario tra l’utente finale (voi) e il distributore locale (DL).

Il distributore si occupa dei contatori e della rete di distribuzione e, a differenza del gestore, non può essere scelto, perché è lo stato che assegna una specifica zona da gestire a ciascun distributore italiano. In sostanza il DL è un’azienda che opera a livello tecnico, non interferisce nella vostra scelta sul fornitore, ma si limita a registrare le caratteristiche tecniche dell’impianto, i consumi e i dati a cui è associata la fornitura (sia del cliente che del fornitore). Non meno importante, si occupa di intervenire in caso di guasto (ma risponde solo fino al contatore, oltre il dispositivo è invece di competenza del vostro elettricista di fiducia). Il numero da contattare per il pronto intervento è sempre ben visibile sulla fattura e NON è il numero del vostro gestore.

Nel caso della fornitura di energia elettrica il DL principale in Italia è E-distribuzione, che “copre” quasi tutto il territorio, ma ce ne sono altri: Ireti (Torino città, ad esempio), Areti (Roma), Unareti (Brescia e Milano)…

La bolletta

Una volta stabilito ciò iniziamo ad esplorare in dettaglio la bolletta. In linea di massima, per usi domestici e per la maggioranza dei fornitori (iniziamo a fare un po’ di nomi anche qui… Enel, Eni, Iren, Sorgenia, Acea, A2A… ho citato i primi che mi son venuti in mente, ma ce ne sono molti altri) la fattura è bimestrale, ossia viene emessa ogni due mesi con i consumi rilevati nei due mesi precedenti. A marzo si riceverà dunque la bolletta coi consumi di gennaio e febbraio, a maggio quella di marzo e aprile e così via. Il periodo di riferimento è sempre indicato nel documento. L’unica eccezione è per la fattura di conguaglio, cioè per quella emessa a conclusione del contratto.

Le voci di riepilogo in fattura sono quattro: totale materia energia, trasporto e gestione del contatore, oneri di sistema, IVA. A questi da qualche anno si è aggiunto anche il “canone RAI“, che viene conteggiato nella misura di 9,00 euro mensili da gennaio a ottobre, per un totale di 90,00 euro annui, ed è esente IVA.

Materia energia

La prima voce della bolletta è quella su cui, di fatto, vengono formulate le offerte ed è calcolata sul vostro consumo effettivo. I contatori luce sono dispositivi digitali, che permettono il controllo da remoto, ossia senza intervento fisico del tecnico presso la vostra abitazione, come invece succede per il gas naturale. Ciò significa che il DL può (e deve) comunicare a tempo debito e secondo scadenze programmate i consumi rilevati del vostro contatore, per permettere al fornitore di emettere la fattura. In mancanza di questi dati il fornitore è costretto ad addebitare all’utente un consumo stimato, che verrà conguagliato nel bimestre successivo sulla base dei consumi effettivi.

In questa voce entrano tre componenti: il prezzo/kw, il dispacciamento e il prezzo di commercializzazione e vendita (per gli amici PCV).

contatore dell'energia elettrica vecchio modello
Contatore della luce vecchio modello.

Il prezzo per kilowatt è ciò che pagate per avere la corrente elettrica, è stabilito dal vostro fornitore sulla base di un puro calcolo matematico: se l’energia viene acquistata a X, per guadagnare il venditore dovrà rivenderla a X+y. Va da sé che il fornitore acquista in quantità enorme, quindi ha sicuramente un prezzo all’ingrosso del bene, in ogni caso è fuor di dubbio che se acquista questo bene a 1 euro all’utente finale non può rivenderlo a 0,90€ (anche se alcuni “venditori” provano a farvi credere il contrario, n.d.A.).

Da cosa dipende quindi questo prezzo? Semplicemente dall’andamento del mercato del petrolio, proprio come la benzina. Se il petrolio sale, saliranno anche i prezzi delle offerte per la luce. Le offerte che vi propongono hanno di solito una durata trimestrale e questo perché le tariffe vengono indicizzate ogni tre mesi: 31 gennaio, 31 marzo, 30 giugno e 30 settembre. Ogni tre mesi circa i gestori di luce e gas sfornano dunque nuove offerte e promozioni, quindi anche il periodo in cui sottoscrivere un nuovo contratto può fare la differenza… seppur di un solo centesimo! Se vi chiedete perché 31 gennaio e non 31 dicembre beh, è presto detto: al 31 dicembre si fanno i bilanci societari e non è consigliabile mettere troppa carne al fuoco 🙂

Altre componenti della voce materia energia

Il dispacciamento energia è l’attività di gestione e di bilanciamento dei flussi di energia elettrica attraverso la rete di trasmissione e serve a garantire un corretto equilibrio tra domanda ed offerta. Si tratta di una funzione fondamentale, dato che l’energia elettrica non può essere immagazzinata (o meglio, non conviene economicamente) e di conseguenza va prodotta e consumata continuamente. Inoltre l’energia, che deve essere sufficiente a soddisfare la domanda, va trasmessa tramite la rete elettrica nazionale (la cui manutenzione spetta ai DL). Nel nostro Paese il dispacciamento energia è affidato a Terna, una società quotata in Borsa che si occupa di tutte le operazioni di gestione in sicurezza della rete di trasmissione nazionale. Questo “servizio” viene addebitato in fattura su ogni kw consumato, nella misura di millesimi di euro, stabiliti trimestralmente da Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente).

Il PCV è un costo in quota fissa (solitamente espresso in €/mese) presente in tutte le bollette, a prescindere dalla tipologia di contratto. Questa componente è stabilita dal fornitore a sua discrezione e serve a coprire i costi fissi sostenuti per svolgere le attività di gestione commerciale dei clienti. Detto in maniera spiccia, è quanto pagate al fornitore per la pubblicità, ma anche per il servizio clienti e… paradossalmente, anche per i costi dell’operatore che vi contatta per convincervi a sottoscrivere la nuova imperdibile offerta! Molto importante da sapere per la vostra valutazione: viene addebitata anche a consumo zero, solo per il fatto di avere un contratto attivo.

Trasporto e gestione del contatore

Queste due voci, presenti sempre in coppia nella fattura di energia elettrica, NON sono di competenza del vostro fornitore. Così come il dispacciamento, sono infatti gestite da Arera e variano anche queste trimestralmente.

Si distinguono in uso domestico residente, domestico non residente, domestico altri usi (le cosiddette “pertinenze“: scale, cantine, etc.) e aziendale. L’Arera fissa e stabilisce le tariffe da applicare sulla base della tipologia d’uso dell’impianto stesso. Pare ovvio, ma lo dico ugualmente, i costi applicati per l’uso domestico residente sono quelli più bassi.

contatore luce nuovo modello
Contatore dell’energia elettrica.

In dettaglio, il trasporto è calcolato su ogni kw fatturato, nella misura di millesimi di euro, mentre la gestione del contatore è una quota fissa stabilita sulla base della potenza impegnata dell’impianto. Solitamente su un’utenza per uso domestico si hanno 3 kw di potenza contrattualmente impegnata e 3,3 kw disponibile, cioè il dispositivo ha una tolleranza del 10% in eccesso. Ma, attenzione, superare spesso e volentieri i 3 kw previsti dal contratto può rivelarsi antieconomico perché ogni volta che “sforate”, anche se il contatore non “salta” per effetto della tolleranza, vi potreste trovare addebitati dei costi extra proprio per il sovra-utilizzo. Ecco perché è sempre consigliato monitorare i picchi di utilizzo (nella bolletta sono indicati alla voce “prelievo max rilevato”) e in alcuni casi è bene valutare il passaggio ad una potenza maggiore, di solito 4,5 kw.

Oneri di sistema e IVA

Gli oneri di sistema sono costi introdotti nelle bollette energetiche e destinati a specifici obiettivi collettivi che riguardano il sistema elettrico. Rientrano in questa voce gli importi pagati dai singoli utenti per finanziare, tra gli altri, la produzione di energia da fonti rinnovabili e il bonus sociale, il sistema ideato per aiutare le famiglie in difficoltà economica. Gli oneri di sistema sono pagati da tutti i clienti, residenti e non, a prescindere dal fornitore e dal contratto sottoscritto, e rappresentano circa il 20/25% del totale da pagare.

L’IVA, o imposta sul valore aggiunto, per le utenze di energia elettrica domestiche è del 10%, mentre per l’uso aziendale è del 22%. Questo perché le aziende scaricano i costi sostenuti in fase di dichiarazione dei redditi. Non solo, le tariffe per uso domestico e aziendale sono differenti, così come differenti sono i costi delle voci trasporto e gestione contatore.

Mono, bi o tri oraria?

Alcune offerte prevedono prezzi differenti in base alla fascia oraria, così suddivise:

  • F1 (ore di punta) da lunedì a venerdì dalle 8.00 alle 19.00, escluse festività nazionali;
  • F2 (ore intermedie) da lunedì a venerdì dalle 7.00 alle 8.00 e dalle 19.00 alle 23.00, sabato dalle 7.00 alle 23.00, escluse festività nazionali;
  • F3 (ore fuori punta) da lunedì a sabato dalle 23.00 alle 7.00 e la domenica e i festivi tutta la giornata.

In realtà questa valutazione va fatta con consumi alla mano, perché varia in base alle proprie abitudini e stile di vita. Personalmente ho considerato che non ho un risparmio effettivo con la tariffa bioraria (per usi domestici F2 e F3 propongono lo stesso prezzo), in quanto ci sono elettrodomestici che sono collegati ed accesi h 24, uno su tutti il frigorifero. Inoltre in quest’ultimo anno, causa Covid e con lo smart working imperante, il consumo giornaliero ha subìto una variazione non indifferente. Calcolatrice alla mano, una tariffa mono oraria si è rivelata la scelta più adatta (e, per me, vantaggiosa).

Energia elettrica mercato libero o tutelato?

La differenza è presto detta. Nel mercato libero le “offerte” hanno un prezzo/kw e un PCV fisso e bloccato per 12 o 24 mesi, al termine dei quali si è, per certi versi, quasi costretti a sottoscrivere una nuova offerta, a meno di non voler incorrere in un prezzo “deliberatamente” stabilito dal fornitore sulla base del “silenzio assenso”.

Nel mercato tutelato non esiste una tariffa fissa per kw, ma è anch’essa variabile sulla base dell’andamento del mercato del petrolio, il contratto non ha una scadenza a meno che non venga “interrotto” da una delle due parti, ad esempio per cambio casa o cambio fornitore, e il piano tariffario è solitamente su base bioraria.

Per quanto riguarda le forniture di energia elettrica, l’unico gestore che al momento propone contratti nel mercato tutelato è il Servizio Elettrico Nazionale. Esistono tuttavia contratti “mercato tutelato” anche con altri fornitori: si tratta prevalentemente di vecchie forniture che non hanno mai subito variazioni contrattuali e questo perché, chiaramente, è solo l’utente finale a poter scegliere la propria tipologia di contratto. Tali contratti dovrebbero cessare per legge, salvo nuovi rinvii, a fine 2022.

In conclusione…

Siamo giunti infine alla grande rivelazione: quale tariffa scegliere ma, soprattutto, come valutare se è davvero una buona offerta?

Considerando che le sole voci passibili di contrattazione col fornitore sono due, ossia il costo unitario per kilowatt e il PCV (le altre voci, ricordo, sono di competenza di Arera e possono variare trimestralmente), la scelta è molto semplice: vincerà il gestore che vi offre un prezzo/kw basso, ma anche un PCV altrettanto basso. Sembra facile? In effetti lo è, almeno a livello di tariffe e prezzi.

Dove trovo indicati questi prezzi? Nella scheda delle condizioni economiche che deve obbligatoriamente sempre essere allegata ad ogni offerta nel mercato libero (le tariffe e le condizioni applicate nel mercato tutela sono invece reperibili sul sito Arera).

Un altro aspetto che vi consiglio di valutare è il servizio clienti che il fornitore offre (del resto, lo pagate nel PCV…), se ha un sito e/o un’app accessibili, se vi permette di “comunicare” con un operatore senza problemi e attese estenuanti. E, infine, controllate con un po’ di attenzione almeno le prime bollette ricevute, se le “promesse” sono state mantenute, in caso contrario potete sempre… cambiare fornitore!
Eh sì, perché nel mercato libero non ci sono vincoli né penali e cambiare il vostro gestore di energia elettrica non costa nulla (servono circa due mesi per il passaggio, ma questo è un dettaglio di cui vi parlerò in un altro momento).


Siete pronti a rispondere al prossimo venditore che vi contatta per l’imperdibile offerta di energia elettrica? Nella prossima chiacchierata parleremo allora di gas naturale!

A presto!
Annalisa A.

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Scritto da:

Annalisa Ardesi

Giunta qui sicuramente da un mondo parallelo e da un universo temporale alternativo, in questa vita sono una grammar nazi con la sindrome della maestrina, probabilmente nella precedente ero una signorina Rottermeier. Lettrice compulsiva, mi piace mangiare bene, sono appassionata di manga, anime e serie TV e colleziono Lego.
In rete mi identifico col nick Lunedì, perché so essere pesante come il lunedì mattina, ma anche ottimista come il “primo giorno di luce”.
In Inchiostro Virtuale vi porto a spasso, scrivendo, nel mio modo un po’ irriverente, di viaggi, reali o virtuali.
Sono inoltre co-fondatrice, insieme a Jessica e Virginia, nonché responsabile della parte tecnica e grafica del blog.
Mi potete contattare direttamente scrivendo: a.ardesi@inchiostrovirtuale.it