Medicina Greca ed Ellenistica - Bassorilievo votivo del Santuario di Asclepio del Pireo

Quinta parte della rubrica “Storia della Medicina del Vecchio Mondo“, dedicata alla Medicina Greca ed Ellenistica.

Storia della Medicina Greca ed Ellenistica

“Quel Dio irato con il re destò nell’accampamento una malattia mortale: e la gente moriva. Colpa del figlio di Atreo, che oltraggiò il sacerdote Crise. […] Prima colpì i muli e i veloci cani, poi prese a ferire gli uomini, vibrando le frecce mortali; così che per tutto ardevano le pire dei corpi senza vita”.
(Iliade)

Gli antichi Greci si sono guadagnati l’immortalità entrando nel pantheon dei grandi pensatori. Eppure anch’essi, all’inizio della loro Storia, ebbero una concezione della Medicina teurgica e mitologica. Il poeta Esiodo racconta nella sua opera che Efesto, per punire gli umani ai quali Prometeo aveva donato il fuoco, creò Pandora, che scoperchiò il vaso che custodiva anche la malattia e la morte.

La Medicina Greca e Asclepio

Nell’Iliade, Omero parla di due guaritori figli del semidio Asclepio, il quale era ritenuto capace di far tornare dalla morte.

Per cerebrarlo con tutti i crismi nacquero dei templi appositi, detti Asclepiei; eretti in località tranquille e particolarmente salubri essi accoglievano un gran numero di malati.

Questi venivano sottoposti a purificazione prima di entrare nell’Abaton, là dove era Asclepio, e venivano fatti addormentare. I loro sogni venivano interpretati al risveglio dai sacerdoti, che, in base ad essi, prescrivevano una cura.

“Aristomide di Ceo venne al Dio per avere figli. Dormendo ebbe una visione: le parve che nel sonno un serpente le strisciasse sul ventre, dopo di che le nacquero cinque figli”.
(Tavoletta votiva recuperata in Epidauro)

I serpenti non strisciavano soltanto nel mondo dei sogni. Pare infatti che nell’Abaton ci fosse uno spazio chiamato Tholos nel quale stavano dei serpenti sacri. Se ci fate caso, il simbolo della Medicina è formato da un bastone con una specie di serpente che si attorciglia su di esso.

Gli Asclepiei ebbero per diverso tempo successo, perché molte persone guarivano grazie all’autosuggestione… Ma nella mente di alcuni uomini cominciò a smuoversi qualcosa; non ci si accontentava più di spiegare le malattie come un capriccio di un Dio o di uno spirito ostile, si fece un primo passo verso un approccio razionale alla Medicina

Medicina Greca ed Ellenistica - Asclepeion di Epidauro
Medicina Greca ed Ellenistica: l’Asclepeion di Epidauro (Crediti: Jean Housen, 2010).

Il pensiero filosofico greco

Tra il VII e il VI secolo a.C. si verificò un passaggio che forse, nella cultura occidentale moderna, non si riesce ad apprezzare appieno, cioè la nascita di un pensiero filosofico greco, con i suoi quesiti sulla materia, su cosa fosse l’uomo, cosa fossero la malattia e la morte, e il suo legame indissolubile con la scienza medica.

Nacquero diverse scuole di pensiero, in Grecia e nella Magna Grecia. 

La scuola di Mileto: Talete, Anassimandro e Anassimene

Della scuola di Mileto il più famoso fu Talete (625-545 a.C.), considerato il primo filosofo. Talete considerava l’acqua il principio di tutto (άρχή, archè) perché nelle sue osservazioni aveva notato che ogni cosa aveva una natura umida. Il concetto in sé non era nuovo, perché pure gli Egizi e i popoli della Mesopotamia attribuivano all’acqua un’importanza capitale; ma poi Anassimandro (610-546 a.C. circa) teorizzò che la vita proveniva dalla mescolanza di quattro elementi primordiali: aria, fuoco, terra e acqua, e questa teoria ebbe grande successo, come vedremo.

Anassimene di Mileto introdusse il concetto di soffio vitale (Πνευμα, pneuma).

Come l’anima nostra, che è aria, ci sostiene, così il soffio e l’aria circondano il mondo intero.
(Anassimene)

Non mancarono altre interpretazioni.

Pitagora e la scuola Pitagorica

La scuola Pitagorica, fondata da Pitagora di Samo (tra 580 e 570-495 a.C.) a Crotone in Magna Grecia, sosteneva l’importanza dei numeri. I numeri compongono la materia aggregandosi in molte maniere possibili, ma sempre in armonia, cosicché la malattia è generata da uno squilibrio dei rapporti numerici tra coppie di qualità opposte (caldo-freddo, asciutto-umido, etc.). Per la scuola Pitagorica erano particolari i numeri 4 e 7, per esempio moltiplicandoli si otteneva il numero 28, la durata del ciclo mestruale.

Uno dei suoi personaggi più valenti fu Alcmeone di Crotone (VI-V sec. a.C.) al quale va riconosciuto il primo studio sul cervello.

Il cervello è la personificazione del detto “le apparenze ingannano”. Esso nasconde molti segreti ed è un organo straordinario, ma è anche una massa fredda e gelatinosa. Però Alcmeone comprese la sua rilevanza, spingendosi ad ipotizzare le sedi del pensiero e delle sensazioni.

Democrito e la teoria Atomistica

Il filosofo Democrito di Abdera (460-370 a.C.) fu anch’egli fondatore di una Scuola e diffuse la teoria Atomistica.

“Per convenzione il dolce, per convenzione l’amaro, per convenzione il caldo, per convenzione il freddo, per convenzione il colore, secondo verità gli atomi e il vuoto”.
(Democrito)

L’universo derivava da un elemento fondamentale, un archè rappresentato dall’atomo, indivisibile, che poteva essere percepito soltanto mediante l’intelletto. La teoria di Democrito comprendeva oltre all’atomo il concetto di vuoto, e ogni cosa implicava l’esistenza di una eterna relazione tra atomo e vuoto.

Gli ultimi secoli prima dell’inizio della nostra Era sono stati dominati da due figure titaniche (e un po’ ingombranti): Ippocrate e Aristotele.

Ippocrate e la teoria Ippocratica o Umoralista

Ippocrate di Coo (460-377 a.C. circa) è stato il medico più famoso dell’antichità. La sua Scuola inventò termini come ‘sepsi’, ‘pletora’, ‘metastasi’.

“Applicherò il regime dietetico a vantaggio dei malati, secondo il mio potere e il mio giudizio, li difenderò contro ogni cosa nociva e ingiusta. […] In qualunque casa io entri sarà per l’utilità dei malati”.
(Giuramento di Ippocrate)

La teoria ippocratica, detta Umoralista, considerava lo stato di salute come l’equilibrio tra i quattro umori del corpo (eucrasia), paralleli ai quattro elementi fondamentali dell’universo e alle quattro stagioni:

  • il sangue (αἶμα, haima), l’umore della primavera, era imparentato con l’aria;
  • la bile gialla (ξανθη χολή, xanthe chole) era connessa al fuoco e all’estate;
  • la bile nera (μέλαινα χολή, mélaina chole) era l’umore dell’autunno, collegata alla terra;
  • la pituita (φλέγμα, phlegma), infine, era associata all’acqua e all’inverno.

Di questi soltanto il sangue è ben conosciuto da noi moderni. La bile gialla è prodotta dal fegato e immagazzinata nella cistifellea; la bile nera altro non è che il sangue scuro e denso della milza; la pituita ha il significato generico di muco o catarro, ma è anche il pus.

La discrasia, o disarmonia tra gli umori, provocava le malattie.

Medicina Greca ed Ellenistica: busto di Ippocrate di Coo.
Medicina Greca ed Ellenistica: busto di Ippocrate. Ippocrate di Coo è considerato il padre della Medicina.
La capacità guaritrice della Natura

La scuola ippocratica dava un grande risalto alla capacità guaritrice della Natura; sosteneva che bisognava prestare attenzione alla salubrità dell’aria, all’alimentazione ma bisognava cercare di intervenire il meno possibile.

L’uso di principi vegetali e minerali si accompagnava a delle tecniche per rimuovere l’umore in eccesso, o materia peccans. Se ad esempio l’individuo era flemmatico, bisognava rimuovere l’eccesso di pituita con un capipurgio, provocando lo starnuto con specifiche droghe; se l’individuo era collerico bisognava intervenire sull’eccesso di bile gialla; ma quello che ci interessa maggiormente è la pratica del salasso, cioè togliere del sangue a scopo terapeutico, che continuò ad essere applicata per molti secoli a venire.

Ippocrate fu un grande osservatore. Il malato era il suo centro, praticava la palpazione e la percussione di torace e addome, alla ricerca di variazioni di consistenza e suono sospette, esaminava il colore e l’aspetto delle urine, e si impegnava a fare una prognosi, a prevedere cioè il decorso della malattia.

Con il tempo i membri della scuola ippocratica vennero designati i Dogmatici, poiché non cercarono di andare oltre le scoperte dei grandi maestri, ma ritenevano che più importanti dell’osservazione del paziente fossero le speculazioni filosofiche del medico dotto.

Aristotele e la teoria della generazione spontanea

Concentriamoci adesso sull’altro gigante, Aristotele di Stagira (383- 322 a.C.), colui che forse più di tutti ha influenzato il pensiero occidentale. Tra le altre cose fu studioso di scienze naturali ed elaborò una teoria su come funzionasse il corpo umano ponendo al centro il cuore.

Questo sistema fisiologico prevedeva che nel cuore risiedesse l’anima sensitiva; il cuore donava calore ed era controbilanciato dal polmone e dal cervello, con funzione di raffreddamento. Nel fegato risiedeva l’anima nutritiva, mentre nel cervello l’anima razionale. Sosteneva Aristotele che ogni essere umano è dato dalla compenetrazione di corpo e anima, e l’anima ha il compito di organizzare la materia sin dalla formazione dell’embrione nel corpo della donna.

È un dettaglio del suo pensiero che ci fa capire come mai i Cristiani siano stati influenzati da Aristotele.

Egli elaborò anche altre teorie, fantasiose per noi, ma considerate verità dai nostri antenati. Sul concepimento affermava che l’uomo era caldo, per questo produceva lo sperma, e la donna era fredda, ergo produceva il mestruo; e lo sperma agiva sul mestruo originando l’embrione.

Fu opera sua la Teoria della generazione spontanea, e ancora nel XVII secolo d.C. si credeva che gli insetti nascessero dalla decomposizione e pertanto non se ne poteva limitare la crescita.

Medicina Greca ed Ellenistica: busto di Aristotele.
Medicina Greca ed Ellenistica: busto di Aristotele.

Medicina Greca ed Ellenistica: la nascita della Scuola Medica

Durante l’Età Alessandrina la cultura Greca acquisì elementi dall’Asia Minore, dal Nord Africa. Epicentro della nuova cultura Ellenistica fu Alessandria d’Egitto al tempo dei Tolomei (la dinastia di Cleopatra, per intenderci).

Più oltre era la biblioteca sacra, colla iscrizione Spezieria dell’Anima…
(Diodoro Siculo)

Certamente contribuì l’istituzione della Biblioteca di Alessandria, custode di centinaia di documenti, tra cui il Corpus Hippocraticum, raccolta degli scritti dell’omonima scuola.

Nacque una Scuola Medica, che poteva vantare nomi del calibro di Erasistrato di Céos (305-250 a.C. circa) e Erofilo di Calcedonia (335-280 a.C. circa); sappiamo che nella Scuola si perfezionavano le conoscenze di Anatomia e Anatomia Patologica grazie alle dissezioni sui cadaveri. La dissezione faceva parte del cosiddetto Tripode Alessandrino, comprendente anche:

  • le osservazioni fatte al letto del paziente;
  • l’analogia, il confronto delle osservazioni cliniche.

La Scuola Empirica

Il Tripode Alessandrino fu il caposaldo della Scuola Empirica, nella quale trovò posto la chirurgia, che si occupava di curare ernie, ferite, fratture, la cataratta e di estrarre i calcoli, chiamati mal della pietra.

Ciò si discosta dalle opinioni degli Ippocratici, che, nel loro giuramento, parlano della chirurgia in maniera assai vaga.

Non opererò gli affetti da calcoli e lascerò questa pratica a professionisti.
(Giuramento di Ippocrate)

Nonostante l’esempio della Scuola Alessandrina, lo scritto anticipava già la spaccatura tra il medico “togato” e il chirurgo “artigiano”, che impareremo a conoscere più in là.

Giada Zanza


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Bibliografia
  • Giacomo Tasca – Storia della Medicina: dalla Preistoria alla fine dell’Ottocento
  • Alessandro Riva – Lezioni di Storia della Medicina all’Università di Cagliari
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Scritto da:

Redazione IV

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