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Guida al campionato dopo due giornate e dopo la chiusura del calciomercato. Juventus davanti, per Champions League e salvezza sarà bagarre.

Dopo una prima ricognizione del nostro campionato successiva all’inizio della Serie A, avevamo ripromesso di tornare per fare nuovamente il punto della situazione, dopo il secondo turno di campionato e a mercato chiuso. Eccoci qua, dunque, per vedere quali sensazioni sono state confermate, quali no e se qualche colpo di mercato finale possa aver cambiato le prospettive di qualche squadra del nostro campionato.

Cosa ci ha detto Juventus-Napoli

Juventus-Napoli è stato il primo big match di questo campionato. Fare un pronostico su un secondo turno (così come ritenere il suo risultato troppo indicativo) è difficile, ma logica favorita era la squadra campione d’Italia. La partita ha rispettato questa previsione, ma il suo andamento è stato piuttosto schizofrenico: dopo essere andata avanti 3-0, la Juventus ha subìto la rimonta del Napoli che pareggiava i conti. I bianconeri sono riusciti ad agguantare la vittoria solo dopo un autogol di Koulibaly.

Restano dei punti interrogativi per entrambe le squadre

La Juve ha mostrato nuovamente qualche incertezza difensiva, con De Ligt che fatica ad ingranare. Normale, per un ragazzo nato nel 1999 al primo anno nel nostro campionato, ma, dal momento che Chiellini sarà costretto a rimanere fuori diversi mesi per un infortunio al crociato, l’esigenza di avere a breve il miglior De Ligt è maggiore.

Se si è visto qualche problema dietro per la Juve (problematico più in ottica europea che non nel nostro campionato) la situazione difensiva del Napoli al momento è terribile: la squadra non ha equilibri, Koulibaly (autogol a parte) non è ancora entrato in forma e deve trovare la migliore intesa col nuovo compagno di reparto Manolas. Bisogna capire se gli azzurri possano permettersi un centrocampo Ruiz-Zielinski-Allan o se dovrà scendere a compromessi.

Tornando ai campioni in carica, la Juventus non è riuscita a sfoltire la rosa e dovrà tenere fuori dalla lista per la Champions League alcuni giocatori di spessore (si parla di Mandzukic). Se l’abbondanza non può costituire un problema tecnico, di certo può rappresentare un’insidia da un punto di vista economico, dal momento che il bilancio della Juve ha bisogno di entrate e di alleggerirsi per diventare sostenibile. Inoltre va monitorato il malcontento di alcuni giocatori che rischiano di essere impiegati meno del previsto (Bernardeschi, Dybala, lo stesso Mandzukic).

Sia chiaro: sottolineare questi problemi non sminuisce le due squadre, prime due favorite del nostro campionato, ma evidenzia le criticità che alla lunga potrebbero avere un peso se la lotta allo scudetto (che vede la Juve largamente favorita) dovesse rivelarsi combattuta sino alla fine.

L’Inter non ha ancora superato alcuni suoi limiti

Insieme alla Juve, solo due squadre sono a punteggio pieno dopo due giornate: l’ottimo Torino di Mazzarri (colpevolmente ignorato la scorsa settimana quando abbiamo parlato di lotta per le zone nobili della classifica) e l’Inter di Conte, uscita vittoriosa dall’ostico campo di Cagliari.

Rispetto alla prima giornata di campionato, complice anche un’avversaria più tignosa, la manovra dei nerazzurri è apparsa più farraginosa, mentre la difesa (pur orfana di De Vrij e Godin) al momento è sembrata solida. Come anticipato, alcuni giocatori hanno mostrato che Conte non può trasformare buoni elementi in fuoriclasse (vedasi Candreva e Vecino) e sembra mancare qualcosina per poter competere per lo scudetto. L’obiettivo deve essere quello di migliorare il piazzamento in campionato della scorsa stagione e portare a casa la qualificazione alla prossima Champions League con maggior serenità.

Va detto comunque che con il rientro di De Vrij, l’inserimento di Barella (entrato anche domenica molto bene) e l’aggiunta della qualità di Sanchez potrebbero risolvere diversi problemi di costruzione dell’Inter. Da segnalare, in ultimo, le grandi prestazioni finora di Stefano Sensi, che sta rubando la scena con la sua tecnica e la sua visione di gioco da primo della classe.

Il Milan ha fatto un primo passo

Dopo la brutta sconfitta all’esordio in campionato, il Milan doveva necessariamente fare punti per evitare di partire troppo indietro rispetto alle sue contendenti. Il turno gli è stato favorevole: Lazio e Roma hanno pareggiato il derby e l’Atalanta ha perso contro il Torino (che, come detto, resta avversario temibile), mentre i rossoneri hanno portato a casa i tre punti contro il Brescia. Una partita nella quale non hanno di certo brillato, ma che ha dato ulteriori indicazioni sulle idee di Giampaolo.

Anzitutto, come anticipato, al momento non sembra che Piatek stia soddisfacendo le richieste del suo allenatore, che lo ha lasciato in panchina per André Silva (poi partito in uno scambio con l’Eintracht Francoforte per Rebic, forse serviva anche metterlo in vetrina), mentre Suso ha giocato da seconda punta con libertà di allargarsi come tanto ama fare. A centrocampo invece era atteso Bennacer, che nel primo tempo ha mostrato ottime qualità di palleggio, mentre nella seconda frazione (complice anche il ritardo nella preparazione per la Coppa d’Africa) è un po’ calato.

La squadra non ha ancora mostrato particolari sprazzi, ma prima bisognerà capire come ha intenzione di impiegare i suoi giocatori offensivi: Rebic è una seconda punta tecnica e forte fisicamente che può giocare larga, ma può anche scambiarsi la posizione col trequartista e con la prima punta. Non si capisce se Suso tornerà a fare il trequartista, se si cambierà modulo adottando un tridente Rebic-Piatek-Suso o se continueremo a vederlo seconda punta. Inoltre è da vedere se Piatek riuscirà a rispondere alle esigenze di Giampaolo o lo vedremo un po’ meno impiegato, magari a vantaggio del giovane Leao.

Una volta che il Milan avrà trovato i propri riferimenti offensivi ed avrà rodato il suo centrocampo titolare (verosimilmente Paquetá-Bennacer-Kessié, in attesa di capire come rientrerà Bonaventura) potrebbe mostrare un livello decisamente superiore a quello visto in queste prime due uscite stagionali. Mentre lavorerà su questo, dovrà evitare di perdere terreno in campionato e di ottenere anche vittorie “brutte” come accaduto contro il Brescia.

Lazio e Roma, un pareggio diverso

Sebbene il derby fra le romane sia finito in parità, le sensazioni che hanno lasciato le due squadre sono diverse: la Lazio è una macchina ben oliata, mentre la Roma è ancora una squadra in costruzione che ha mostrato più di un’incertezza ed ha subìto più della sua rivale.

I biancocelesti mai come quest’anno possono puntare a tornare a disputare la Champions League, ma non devono avere cali e devono contare sul miglior Milinkovic-Savic, oltre che sul sostegno degli altri giocatori di qualità come Correa (che potrebbe esplodere definitivamente), Luis Alberto ed Immobile.

La Roma ha sicuramente tanti giocatori di qualità (ai quali va aggiunto il nuovo acquisto Mkhitaryan) ma ha troppe amnesie difensive che, in un modo o nell’altro, dovrà risolvere per tornare fra le prime quattro del nostro campionto.

La lotta per la salvezza sarà feroce

Al momento non è facile capire quali siano le maggior indiziate a retrocedere del nostro campionato. A zero punti ci sono ancora alcune squadre che hanno una qualità media abbastanza alta che non lascia pensare che lotteranno per la salvezza (Sampdoria, Fiorentina e Cagliari), mentre altre squadre in difficoltà l’anno scorso sembrano essersi rinforzate parecchio (si veda il Genoa, squadra interessantissima, o lo stesso Cagliari).

Fra le neopromosse, il Lecce ha mostrato maggiori difficoltà, mentre il Brescia ha un’ossatura ed un’identità convincenti ed il Verona è partito bene. Probabilmente neanche a metà campionato avremo un quadro ben definito della lotta salvezza, che rischia di coinvolgere molte squadre (cosa in parte già avvenuta l’anno scorso).

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Written by

Lorenzo Picardi

Laureato in Giurisprudenza ed iscritto all'ordine dei pubblicisti. Per deformazione professionale seguo qualunque fatto d'attualità. Non sono malato di sport, mi limito a scandire i periodi dell'anno in base agli eventi sportivi. Ogni tanto provo a fare il nerd, con risultati alterni.
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