Manifesto Cannibale - ph. Piero Tauro

Agli Oscar del teatro italiano concorre “Manifesto cannibale”, coprodotto dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. La finale si terrà lunedì 12 dicembre all’Arena del Sole di Bologna.

“Manifesto Cannibale” è finalista Ubu 2022

Manifesto cannibale, lavoro del CollettivO CineticO, è tra i finalisti dei Premi Ubu come miglior spettacolo di danza per la stagione 2021/22.

Coprodotto dalla Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, insieme alla compagnia ferrarese e alla Fondazione Romaeuropa, Manifesto cannibale è sì uno spettacolo, ma al contempo è anche la cronistoria di una sparizione: quella della sua autrice e coreografa, Francesca Pennini.

Il Premio Ubu

Fondato nel 1977 dal critico Franco Quadri, il Premio Ubu è considerato il riconoscimento più importante di teatro in Italia.

Tra i finalisti dell’edizione 2022 torna il nome di CollettivO CineticO, già candidato negli anni passati con altri spettacoli: “Dialogo terzo – IN A LANDSCAPE” per l’edizione 2020/21 e “Sylphidarium”, vincitore 2017 come miglior spettacolo di danza. Nel 2015 Francesca Pennini era stata candidata come miglior performer under 35.

Manifesto Cannibale è finalista ai Premi Ubu 2022

Ora il nome di CollettivO CineticO torna tra i candidati Ubu con Manifesto cannibale, che, come spiega la compagnia stessa, non è solo uno spettacolo, ma un progetto ampio e multiforme.

Il progetto

Si tratta di una ricerca sul tempo, sul gioco, sull’insieme di codici e convenzioni che alimentano l’atto performativo, da sempre caratteristica del percorso della compagnia, fa qui spazio a una nuova dimensione vegetale.

Manifesto cannibale è anche un lavoro autobiografico: la lavorazione dello spettacolo, durata tre anni, ha attraversato i vari lockdown, le limitazioni agli spostamenti e anche un periodo di sofferenza fisica della coreografa.

Francesca Pennini non ha mai visto il lavoro – né in prova, né in video – se non nei momenti in cui la scena si congela, e lei sbuca dal lenzuolo bianco con cui si è coperta, agendo a distanza tra consegne, missioni segrete e apparizioni. Blocca la performance, si toglie il velo e interviene, spostando oggetti, deviando situazioni.

Come è avvenuto durante la creazione di Manifesto cannibale, quando i performer inviavano immagini alla coreografa e lei rispondeva il giorno dopo, appena sveglia, di getto, a distanza:

“Una strofa per ogni immagine, senza vedere cosa sarebbe arrivato dopo, senza correggere, senza fermarmi”.

Lo spettacolo tornerà in tour dal 2023 e al momento è esplorabile esclusivamente tramite il particolarissimo sito web www.manifestocannibale.it, un “organismo cineticamente modificato” che tutti possono esplorare e in cui sono custoditi racconti del pubblico, diari inediti della creazione, esercizi performativi da fare comodamente a casa e strani inviti a modificare lo spettacolo.

Il punto nevralgico della compagnia, ancora una volta, è lei, Francesca Pennini, che è sparita da mesi, iniziando il suo atto di sottrazione proprio con lo spettacolo candidato agli Ubu.

“Sono stata un fantasma per essere presente. Sono stata cieca per immaginare tutto. Ho firmato tutto al buio. Ora ho deciso di sparire. Di non essere più ovunque e sempre per essere veramente in un luogo. Un luogo solo. Affido a questo mistero tutta la nostra telepatia”, si legge sul sito del CollettivO CineticO.

La finale dei Premi Ubu 2022

La finale si svolgerà lunedì 12 dicembre all’Arena del Sole di Bologna (ore 20,  ingresso libero con prenotazione obbligatoria).

Oltre a Manifesto cannibale (concept e regia di Francesca Pennini), concorrono nella stessa categoria: “Inferno” (regia, coreografia di Roberto Castello); “OtellO” (progetto e realizzazione Kinkaleri – Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco) e “Paradiso” (coreografie di Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci).


L’immagine di copertina è di Piero Tauro.

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Redazione IV

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