Breve e non esaustiva guida agli sport alternativi

Il 2021 per l’Italia si è rivelato un anno di trionfi sportivi e non solo. Gli Europei di calcio, Berrettini a Wimbledon, le oltre 100 medaglie olimpiche e paraolimpiche, gli Europei di pallavolo maschile e femminile e il softball hanno prodotto in noi, come ha detto anche il premier Draghi, ricevendo gli atleti a Palazzo Madama, una sorta di assuefazione. Ci stiamo abituando a vincere.

Può anche capitare che, dopo tanto sport tradizionale, si senta l’esigenza di qualcosa di più esotico, ricercato o decisamente fuori dal comune. Scopriamo così che il mondo delle competizioni è puntellato da una miriade di sport più o meno alternativi, curiosi e delle volte un po’ pericolosi.


Corsa con la sedia d’ufficio

Quella che può sembrare un’attività da pausa pranzo in open space è in realtà una gara che si svolge a Olten, in Svizzera. Questa gara punta sulla velocità: i partecipanti si gettano a rotta di collo su una pista di circa 200 metri.

I partecipanti sono principalmente Francesi, Spagnoli, Tedeschi e naturalmente Svizzeri. Le sedie possono essere personalizzate, la struttura base e le rotelle devono essere originali, obbligatorio il casco.

Sport alternativi - Oten corsa con le sedie d'ufficio
Sport alternativi: Corsa con le sedie d’ufficio a Olten.

Gare non solo in Europa: in Giappone, fin dal 2009 si svolge l’Isu Grand Prix (“Isu” sta per sedia); a differenza della competizione elvetica, quella del Sol Levante è una gara di resistenza. Il circuito ricorda quello di Le mans: è in piano, quindi le sedie devono essere spinte a forza di gambe.

sport alternativi -Isu Grand Prix arrivo
Arrivo dell’Isu Grand Prix.

Vince l’ambito premio, 90 kg di riso, chi giunge vivo all’arrivo.


Haka Pei

Se la gara delle sedie vi sembra troppo lenta possiamo spostarci a Rapa Nui, l’isola di Pasqua, dove si svolge l’Haka Pei.

La gara consiste nello scivolare dalla collina Maunga Pu’i – alta 120 metri con una pendenza di 45° – “cavalcando” due tronchi di banano legati assieme. Vince chi arriva, vivo e intero, al fondo della discesa (circa 300 metri) in meno tempo e si arresta più lontano. Durante la discesa la velocità arriva a toccare picchi di 80 km/h

L’evento si svolge in occasione del Festival Tapat, una manifestazione culturale volta a conservare la cultura e le tradizioni dell’isola. Di seguito un breve e affascinante filmato della gara!

Rispetto agli altri sport, l’Haka Pei ha un’origine storica di grande importanza. Il lanciarsi dalla collina era il rito di passaggio, la prova di coraggio, con cui i giovani entravano nell’età adulta.


Autocalcio (solo a me ricorda mototopo e autogatto?) 

Se invece siete dei tradizionalisti e il massimo della vostra attività fisica è guardare le corse o le partite di pallone, comodamente seduti sul divano, questo è lo sport che fa per voi. Coniugando auto, calcio e una comoda seduta, questo strano sport ha potenzialmente migliaia di giocatori e seguaci.

Nato in Brasile (toh, che stranezza!) nel 1970. Gli inizi furono incerti, si usavano macchine quasi da rottamare, i piloti non padroneggiavano le tecniche e gli spettatori erano scarsi. Negli anni successivi l’autobol, come questo sport viene chiamato in Brasile, ebbe un successo crescente fino a alla crisi energetica del 1974.

Curiosità

Il numero di giocatori, cioè dei piloti, insomma delle auto partecipanti, varia a seconda delle dimensioni del campo ma per ogni squadra può variare da un minimo di 3 ad un massimo di 6. Il pallone, di cuoio di bufalo, ha un diametro di 1,5 metri in modo da superare in altezza i cofani delle auto e pesa circa 12 kg.

L’unico a restare tale è l’arbitro: è dotato di tutto l’armamentario (cartellini, fischietto, ecc.) e dirige la partita da bordo campo. Questa scelta, anche se può sembrare strana, è resa necessaria perché il direttore di gara è l’unico a non essere in auto.

Nel resto del mondo in ogni caso spopola ancora oggi; nella versione europea ci sono solo due auto e il campionato viene giocato, proprio come gli Europei, una volta ogni 4 anni. Nel 2018: Italia- Germania 2-1.

Guardate dal minuto 2.30!


Octopush Hockey

Se la vostra passione sono gli sport acquatici questo fa per voi, sempre che abbiate fiato, perché l’Octopush Hockey è uno sport subacqueo.

Si gioca nelle piscine da 25 m a una profondità compresa tra i 1,80 e i 3 metri circa. Le porte, che si trovano sul fondo della piscina, sono larghe tre metri. Se escludiamo pinne, machera e boccaglio, il gioco ha le stesse regole dell’hockey su ghiaccio.

Si gioca in 10 (giocatori e riserve), le partite durano 10 minuti divise in due tempi da 15.  Sono previsti due arbitri in acqua e due a bordo piscina.

Non pensiate che sia uno sport di nicchia: esiste un campionato Italiano e, nell’agosto del 2019, l’Italia under 24 si è classificata ottava nel campionato mondiale giovanile.

Artic Winter Games

Per non far torto a nessuno concludiamo con degli sport invernali, o meglio, una serie di competizioni tradizionali dei Paesi nordici.

L’idea era quella di permettere agli atleti del nord circumpolare di competere alle proprie condizioni e sul proprio terreno. Gli Artic Winter Games, quindi, sono una serie di competizioni e accanto ai più tradizionali o comuni hockey su ghiaccio e pallavolo ne troviamo altri più suggestivi.

Tra i giochi Inuit vale la pena ricordare…

Salto della slitta

L’obiettivo è saltare più volte possibile una sequenza di 10 slitte. Alla fine di ogni percorso, dopo una decina di secondi di riposo, l’atleta procede con un nuovo tentativo e prosegue fino a quando non colpisce una slitta. Il record attuale è di Rodin Roaldovich Taligin con 830 salti, stabilito dagli Arctic Winter Games del 2006.

Tirare le orecchie

Due atleti si siedono sul pavimento uno di fronte all’altro e legano le orecchie con un filo. Lo scopo è tirare la testa indietro per far saltare il filo dall’orecchio dell’avversario.

Nalukataq, il lancio della coperta

Simile al trampolino elastico, questo trampolino è però una coperta di pelle di foca o di tricheco ed è sostenuto da 40 a 50 volontari. L’obiettivo è di arrivare il più in alto possibile.

Ma sono presenti anche le ciaspolate e Mushing. Di quest’ultimo, in particolare, abbiamo presente solitamente la versione in cui i cani trainano una slitta, ma esistono moltissime varianti, come il Skijoring, in cui persona su sci è tirata da un cavallo, un cane (o cani) o da un veicolo a motore.

Sport alternativi -Skijoring
Sport alternativi: skijoring.

Mi fermo qui perché di sport alternativi, estremi e inusuali, ce ne sono talmente tanti che ho necessariamente dovuto scegliere. Magari, prossimamente, possiamo pensare ad uno speciale per i giochi Inuit; non siete curiosi anche voi di scoprire come funziona il salto della foca? E no, non funziona come quello della slitta!

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Scritto da:

Cristina Stecchini

Mi chiamo Cristina, sono nata di giovedì e sono un sagittario!
Mi piace chiacchierare, conoscere persone e sono a mio agio anche a una festa in cui non conosco nessuno. Cerco sempre il lato positivo delle cose e il mio motto è "c'è sempre una soluzione"!
Maniaca della programmazione, non posso vivere senza la mia agenda.
Ho studiato linguaggi dei media e da quasi 20 anni mi occupo di comunicazione per una grande azienda di telefonia.
Nel tempo libero mi piaceva leggere, viaggiare, guardare i film, andare a teatro. Ora invece ho due gemelle di 7 anni che, se da una parte assorbono quasi tutte le mie energie, dall'altra mi hanno donato un nuovo e divertente punto di vista.
Per tutti questi motivi vi parlerò di storie e leggende.
Potete contattarmi scrivendo a: c.stecchini@inchiostrovirtuale.it