tema del mese: scrivere disegnare

Scrivere è un po’ come disegnare ed i nostri Inchiostrati lo sanno bene. Per questo non si sono tirati indietro ed hanno affrontato il Tema del Mese a modo loro: scrivendo per parlare di… disegno!

Vi siete persi qualcosa? Ecco un breve riassunto!

Lorenzo ha inaugurato il tema parlandoci della Pallacorda, antenato del tennis moderno ma, più importante, ritratta in diversi dipinti che rappresentano la morte di Giacinto e, si mormora, protagonista di una vicenda che coinvolse Caravaggio: “se avvalorassimo la tesi che vuole Caravaggio sotto le mentite spoglie di Apollo ne “La morte di Giacinto”, questo spiegherebbe l’espressione di dispiacere e rimorso che la divinità sembra mostrare, sentimenti non così evidenti in altre varianti del quadro, ma elementi centrali in quest’opera così dibattuta.”

Jessica ci ha presentato proprietà e benefici dell’oro rosso, ossia lo Zafferano. Lo sapevate che “nel corso dei secoli, lo zafferano è stato usato come spezia, rimedio tradizionale e, pensate, come colorante nelle pitture! Dalla polvere infatti, lasciata ammollo negli albumi per tre ore, si ricavava una pittura giallo intenso che, miscelata all’azzurrite, permetteva di ottenere il verde brillante.”?

Esordio col botto per Anna, new entry negli Inchiostrati, che, proprio a tema disegno, ci ha raccontato le origini del fumetto nero in Italia. “Un noir che si rispetti deve tenere inchiodato il lettore alla pagina. Un giallo tranquillizza il lettore con un finale sempre positivo, il noir no. Il noir non deve tranquillizzare ma deve fare riflettere, anche grazie al delicatissimo lavoro di introspezione.” e, ancora: “Il disegno compie un notevole balzo in avanti rispetto ai fumetti di qualche anno prima: le illustrazioni presentano molti più dettagli e il tratto è decisamente moderno, nel complesso super accattivante.”

Per coloro che sono negati nel disegno, arriva in soccorso Pasquale, che, nel suo articolo ci suggerisce modi alternativi per realizzare vere opere d’arte: “Disegnare con il pc è un modo efficace per mettere alla prova la creatività personale, anche per chi, come me, è un’autentica schiappa nel disegno a mano libera. Scopriamo tre modi per farlo: un insolito e semplice utilizzo della calcolatrice integrata nelle ricerca di Google; il buon vecchio Excel (o LibreOffice Calc); e, per finire, un po’ di programmazione (per chi abbia voglia di cimentarsi).”

Grazie a Gabriella scopriamo invece che “Un computer è in grado di gestire solo numeri, per cui un’immagine digitale è tecnicamente un insieme di cifre che producono una matrice bidimensionale. Per produrre questa matrice, il computer divide l’area che identifica l’immagine in porzioni rettangolari chiamate pixel (picture element), quindi, ad ogni pixel viene associato un numero che ne identifica il colore.”. Le immagini digitali dunque hanno un cuore fatto di numeri!

Affronta l’eterna diatriba tra libertà di satira e censura l’articolo di Virginia, dal titolo provocatorio #JeSuisToi finché non tocchi Moi, secondo il quale ci si mette nei panni dei difensori della libertà d’espressione solo se questa riguarda altri e non ci tocca direttamente: “Perché quando i protagonisti non eravamo noi quelle erano vignette satiriche e oggi invece sono disgustose? Se è satira, è satira sempre. Di cattivo gusto magari. Irrispettosa, sì. Ma sempre satira. Non possiamo far scattare la morale selettiva che individua cosa può essere deriso e cosa no.”

La recensione di Antonella presenta un film del 2015: Diario di una Teenager. “Ambientato nel 1976; è originale, colorato, visivamente accattivante grazie all’uso di bellissime illustrazioni animate, pieno di vita e spregiudicato; molto spregiudicato. Diretto dalla californiana Marielle Heller, racconta le avventure della giovanissima aspirante fumettista Minnie Goetze, interpretata da Bel Powley, talentuosa attrice britannica classe 1992. La storia è basata sul romanzo grafico di Phoebe Gloeckner dal titolo The Diary of a Teenage Girl, an Account in Words and Pictures”. Assolutamente da vedere.

Il viaggio di Annalisa accompagna i lettori in diverse destinazioni, principalmente italiane, per conoscere alcune opere d’arte create dalla Natura, anch’essa desiderosa di esprimersi attraverso il “disegno”: i cosiddetti Camini delle Fate. “Secondo le credenze popolari, i massi sulla sommità furono posati da divinità celesti, ma nessuna magia è all’origine di questi colossi, si tratta solo di Madre Natura, impegnata in un’opera iniziata milioni di anni fa.”

Se non conoscete Ugo Mulas, il Grandangolo di Alessandro è l’articolo che fa per voi: l’eterno conflitto di ogni fotografo, ossia “che non esiste scatto distaccato e imparziale, ma al contrario ogni volta, fotografando, si mette nell’immagine qualcosa di noi” raccontato attraverso le opere dell’artista milanese, secondo cui “il “non fare” duchampiano è la chiave del non fare del fotografo e della fotografia: il fotografo non fabbrica né la realtà né l’immagine, ma coglie, ritaglia ciò che già esiste ed è davanti a lui; la fotografia è un ready-made, un prelievo.”

Mauro ci trasporta direttamente in oriente, in Cina, per mostrarci l’arte della Pittura cinese e la sua evoluzione nel tempo, dalle origini ai giorni nostri. Un’arte affascinante, con “un approccio rispetto alla pittura, ed ai relativi disegni, profondamente diverso rispetto a come è stato concepito nel nostro continente.” per la quale è necessario procurarsi i “quattro tesori della scrittura” 文房四宝 (wénfáng sìbǎo). Per scoprire di quali tesori si tratta non esitate a leggere!

Mushishi: tra natura e folklore giapponese è il soggetto della vignetta di Sara. “Mushishi nasce come manga (fumetto giapponese, n.d.A.) pubblicato per la prima volta in puntate, dal 1999 al 2008, sulla rivista Afternoon.”

Il tema del mese si conclude con l’articolo di Serena, che ci parla di come il disegno sia un tratto fondamentale, spesso un passaggio necessario, per la creazione di opere d’arte grandiose. Non a caso i grandi artisti, da Michelangelo a Raffaello, a Picasso, per non parlare di Leonardo da Vinci si sono cimentati nel disegno. Ed un po’ anche per noi che “ci sentiamo un po’ artisti quando prendiamo in mano una matita e realizziamo un disegno (magari anche brutto, eh). Ci dà una sensazione di fierezza, un po’ come osservare i disegni dei bambini, abbozzati, spesso strambi, ma che rivelano tutta la loro innocenza ed ingenuità.”


Come sempre vi ringraziamo per averci seguito, letto ed accompagnato in questa nuova avventura a base d’inchiostro. Vi aspettiamo a maggio con nuovi temi e alcune novità.

La Redazione

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Redazione IV

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