la cultura non si ferma

Non chiamatelo tempo perso. Quello che stiamo vivendo in queste settimane potremmo definirlo un tempo nuovo. Navigando in rete, esplorando i social, sono moltissimi i riferimenti a questo nuovo concetto e altrettante le voci che ne stanno facendo una bandiera.

Ma non si tratta solo di tempo, bensì anche di spazio. Ci ritroviamo, infatti, a trascorrere – forse per la prima volta – una grande quantità di tempo in luoghi in cui prima bazzicavamo solo per pochi e fugaci istanti. E, per contro, laddove, invece, trascorrevamo molto del nostro tempo, c’è, ora, un luogo inaccessibile. È una “dimensione nuova”, quindi, dove spazio e tempo hanno regole e proporzioni tutte loro.

Ho parlato di luoghi inaccessibili; ma in questa nuova dimensione, dove tempo e spazio sono governati da nuove leggi, non potevano mancare dei varchi spazio-temporali. Ebbene, ecco che luoghi che prima ci sembravano irraggiungibili, lontanissimi, ora arrivano direttamente a casa nostra. Come i musei, ad esempio. Opere d’arte custodite a centinaia di chilometri di distanza e, talvolta, separate da noi da spessi pannelli vitrei, ora si svelano in tutta la loro bellezza sui nostri computer e sui nostri smartphone. E la cultura non si ferma.

Musei chiusi? Musei aperti!

Impazzano, così, hashtag quali #museichiusimuseiaperti e, sui social, si rincorrono le esperienze di chi, stando comodamente sul divano e rispettando un altro hashtag, “Io Resto A Casa”, ha avuto l’occasione di entrare nelle sale di musei che non aveva mai visto prima, forse proprio per mancanza di tempo, forse perché localizzati in un’altra città.

Tra le gallerie italiane che hanno organizzato una serie di attività, per permettere ai visitatori (online) di fruire delle proprie collezioni, ci sono la Pinacoteca di Brera, la Triennale di Milano, la Galleria Borghese, i Musei Vaticani, i Musei Reali di Torino e molti altri. Certo, non tutti permettono ancora una vera e propria visita virtuale perché, del resto, questa situazione ha colto un po’ tutti alla sprovvista. Ma è senz’altro un primo passo. E chissà che, in futuro, ci si muoverà sempre di più in questa direzione. E magari, non sempre la fruibilità dei contenuti sarà a titolo gratuito: approfittiamone!

Nel frattempo, ci sono anche altre piattaforme che ci permettono di accrescere il nostro bagaglio culturale: la cultura non si ferma nemmeno su Spotify e Netflix.

Spotify: i podcast

Anche l’occhio vuole la sua parte, si suol dire. Ma qui verrebbe, invece, da affermare che anche l’udito vuole la sua rivincita. Nata come una piattaforma di streaming on demand di brani musicali, Spotify nel frattempo si è fatta anche libreria di podcast dove chiunque può caricare la propria trasmissione e ascoltare quelle altrui. Radio indipendenti 2.0.

Anche la library di podcast di Spotify offre tantissimi spunti per coloro i quali desiderano approfittare di questo “tempo nuovo”, per rinfrescare le proprie conoscenze in materia di storia dell’arte o scoprire nuove curiosità e nozioni. Tra questi, i podcast di Radio Ca’ Foscari, che vi faranno conoscere la storia di Venezia e degli artisti che l’hanno resa celebre e iconica in tutto il mondo. Archeoparole, invece, ci porta indietro nel tempo e ci svela tutti i segreti dell’archeologia; in particolare, la voce di Chiara Boracchi vuole “raccontare cosa sta dietro le parole scritte sui cartellini dei musei”. Come “flabellum”, “cista” o “bolli laterizi”. Entriamo poi nel museo degli Uffizi di Firenze, grazie al loro podcast “Fabbriche di Storie”, dove ci portano alla scoperta di 12 opere custodite nelle sale del museo.

Netflix: documentari e serie tv

Ne approfitterò per mettermi in pari con le serie”, abbiamo pensato tutti, all’inizio di questo periodo di isolamento forzato. Ma sono bastati pochi giorni di binge watching per passare in rassegna tutti i finali di stagione che avevamo per le mani. Per fortuna che la libreria di Netflix è vasta ed eterogenea, nonché fonte di ispirazione. Potremmo, infatti, partire alla scoperta de “I grandi giardini d’Italia” ma scoprire anche i “Secrets of the Greath British Castles” o, per coloro che hanno un gusto più contemporaneo, i “Secrets of Undergroud London”.

Spazio anche alle biografie come quelle di grandi artisti dei nostri giorni come Chris Burden o Stanislav Szukalski. Grande spazio anche alla natura: con “Il nostro Pianeta”, “Ballando con gli uccelli” o “Terra”, saprete resistere alla tentazione di intrufolarvi in un museo di scienze naturali.

P.S. perché non approfittiamo di questo periodo per trovare anche nuovi equilibri? Riscopriamo il piacere di andare a dormire presto, assecondando i ritmi del nostro corpo. Per il binge watching c’è domani mattina… La cultura non si ferma, lo stress sì.

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Scritto da:

Roberto Gessi

Classe 1992, vivo in provincia di Novara e mi occupo di social network, scrittura testi e produzione contenuti per il web.
Ho delle passioni molto semplici: mi piace leggere, scrivere e fotografare. Nel 2020, per La Torre dei Venti, ho pubblicato "La Ragazza Gazzella", il mio romanzo d'esordio.