Capodanno cinese 2020: inizia l'anno del topo
Il 25 gennaio, con il Capodanno cinese 2020, si entrerà nell’anno del topo. L’evento, però, è caratterizzato da problemi di natura politica e, soprattutto, sanitaria.

Il Capodanno cinese 2020 avrà inizio il 25 gennaio. Può sembrare strano che la data arrivi con quasi un mese di ritardo rispetto al primo gennaio, ma non è così. I cinesi, infatti, oltre al calendario gregoriano (quello che utilizziamo abitualmente) adottano un calendario lunisolare, il quale non coincide con il primo.

Per questo motivo, così come avviene per la nostra Pasqua, ogni anno si festeggia in un giorno diverso. Osservando l’intervallo di tempo in cui può ricadere – tra il 21 gennaio e il 20 febbraio –  ci rendiamo conto che il Capodanno cinese 2020 arriverà relativamente presto. Basti pensare che l’anno scorso la data di riferimento era il 5 febbraio.


Per informazioni sui festeggiamenti tradizionali, leggete l’articolo sul Capodanno cinese!


Capodanno cinese 2020

Con il nuovo anno lunisolare si entra nell’anno del topo o del ratto (鼠年), il primo dello zodiaco cinese. Rispetto al nostro oroscopo, infatti, il cambiamento dei dodici segni non avviene a cavallo tra i mesi ma tra un anno e l’altro. L’elemento associato al 2020 è il metallo.


Per saperne di più consultate l’articolo sullo zodiaco cinese!


Un aspetto molto affascinante riguardante il topo nello zodiaco cinese è la presenza di numerose leggende che spiegano perché l’animale, oltre a farne parte, sia il primo dell’oroscopo.

Il topo nello zodiaco

Una leggenda narra che l’imperatore di Giada avesse deciso di identificare ogni anno del calendario con il nome di un animale. Per stabilire quali avrebbero goduto di tale riconoscimento, venne indetta una gara in cui ognuno di essi avrebbe attraversato un fiume. L’ordine di arrivo avrebbe deciso automaticamente la sequenza dello zodiaco.

Il gatto e il topo, dotati di grande intelligenza ma con scarsa abilità nel nuoto, decisero di salire sopra il dorso del bue. Quest’ultimo, ingenuo e dall’animo gentile, accettò di “trasportare” i due rivali senza alcuna obiezione. Il topo, però, rese la sua corsa ancora più scorretta: poco prima che il bue raggiunse l’altro lato del fiume, spinse il gatto in acqua e, appena arrivati sulla terraferma, scattò rapidamente aggiudicandosi il primo posto.

Il bue arrivò quindi secondo (l’anno prossimo sarà proprio l’anno del bue), mentre il gatto, purtroppo, finì con l’annegare. Di conseguenza, non essendo arrivato al traguardo, non gli venne assegnato alcun posto nel calendario.

Capodanno cinese 2020, la grande corsa
Il topo sul dorso del bue durante la corsa

Di questa storia, la cui origine si perde nei secoli, esistono diverse varianti. In un altro racconto, l’imperatore di Giada volle assegnare dodici posti come guardie del palazzo tra i vari animali. Anche in questo caso ci sarebbe stata una corsa e, come prima, l’ordine di arrivo avrebbe stabilito la sequenza dello zodiaco.

Il gatto, allora amico del topo, chiese a quest’ultimo di svegliarlo per competere insieme nella gara. Tuttavia, furbescamente, il roditore lasciò dormire il felino, il quale si svegliò troppo tardi per concludere la corsa in tempo.

Il topo sfruttò, di nuovo, l’ingenuità del bue. In questa versione, promettendo di cantare una canzone sul dorso del bovino per favorirgli la vittoria, riuscì a completare la gara senza troppe difficoltà, scendendo soltanto per compiere lo sprint finale.


Le paure legate al Capodanno cinese 2020

Lo spettro del coronavirus

Spostandoci dalle leggende all’attualità, il Capodanno cinese 2020 è caratterizzato dalla paura. In questi mesi, infatti, è scattato l’allarme per un coronavirus (il 2019-nCoV), parente di quello della SARS, che ha già causato alcuni morti. Il virus, per il quale al momento non esiste alcuna cura, porta a febbre alta, tosse e difficoltà respiratorie, sintomi che provocano la conseguente polmonite.

Ma perché la paura per il coronavirus è così forte in prossimità del Capodanno cinese?

Innanzitutto perché la sua origine è proprio la Cina, più precisamente la città di Wuhan. In secondo luogo perché, come si è potuto osservare in questi mesi, il virus è contagioso anche tra gli esseri umani e non solo tra animali (da cui si pensa provenga) e uomo. Infine per via della ritualità cinese in questa festività.

Nel corso del Capodanno cinese, infatti, un po’ come avviene da noi per Natale, le famiglie si riuniscono, affrontando lunghi viaggi anche all’interno della Cina. Altre persone, invece, ne approfittano per viaggiare al di fuori del Paese. Ciò significa che il virus potrebbe diffondersi in tutto il mondo.

In questi giorni, pertanto, si sono intensificati i controlli negli aeroporti, i quali hanno accertato i primi contagi in alcuni Paesi tra cui gli Stati Uniti, il Giappone e l’Australia.


Per maggiori dettagli, vi rimandiamo alla lettura di questo articolo.


I (non) festeggiamenti a Hong Kong

Ben diversa è la situazione nella regione di Hong Kong. Da ormai diversi mesi proseguono, infatti, le proteste nei confronti del governo di Pechino, per via di leggi che minerebbero l’autonomia dell’ex colonia britannica.


Per capire i motivi per cui gode di particolare autonomia, leggete l’articolo su Hong Kong!


Per questo motivo, al fine di garantire la sicurezza pubblica, è stato cancellato il tradizionale spettacolo pirotecnico originariamente previsto per il 26 gennaio. Questa, negli ultimi tempi, non è poi una grande novità. La stessa cosa era già avvenuta il primo di ottobre in occasione della festa nazionale cinese e del Capodanno solare.


Perché i cinesi festeggiano l’1 ottobre? Scopritelo nell’articolo sulla Rivoluzione cinese!


Il Capodanno cinese 2020, per motivi poco felici, rappresenta quindi un momento importante in tutto il mondo. La speranza è che il virus non si traduca in epidemia, mentre ci si augura che Hong Kong e la Cina continentale giungano a un accordo giusto e pacifico. Solo il tempo ci potrà dare delle risposte, per cui non mi resta che augurare a tutti un buon anno del topo! 
Ti è piaciuto? Condividilo!

Scritto da:

Mauro Bruno

Classe 1986. Sono laureato in Scienze dell'Amministrazione e ho conseguito un Master in "Relazioni Industriali nel lavoro privato e pubblico".
All'università ho scoperto la lingua cinese ed è stato amore a prima vista, tanto che da allora ho continuato a studiarla da autodidatta.
Nel blog, oltre a parlarvi della cultura cinese, cercherò di rendervi più familiare una delle lingue più incomprensibili per antonomasia.
Potete contattarmi scrivendo a: m.bruno@inchiostrovirtuale.it