tante care cose

È uscito venerdì 12 marzo “Tante care cose”, il nuovo album di Fulminacci, al secolo Filippo Uttinacci. Pubblicato da Maciste Dischi e Artist First, arriva a due anni di distanza da “La vita veramente”, album di debutto di Fulminacci.

Filippo Uttinacci in arte Fulminacci

Romano, 23 anni, fresco di una brillante partecipazione al 71° Festival di Sanremo, Fulminacci aveva esordito due anni fa, con il singolo di debutto “Borghese in borghese”. Gli sono bastati appena due anni per ricevere il plauso della critica e del pubblico. Il cantautore romano può già vantare nel suo palmarès una Targa Tenco alla miglior Opera Prima e un Premio MEI come miglior giovane dell’anno.

Tante care cose

Anticipato dai singoliCanguro” e “Un fatto tuo personale”, “Tante care cose” contiene anche Santa Marinella, brano con cui Fulminacci ha partecipato al recente Sanremo. Ma vi sono altre sette inedite tracce a comporre il disco. Fulminacci ha scritto tutte e dieci le canzoni, sia nei testi, sia nella musica. Unica eccezione, “Un fatto tuo personale”, che ha visto il contributo di Frenetik&Orang3, che ne hanno curato anche la produzione. A produrre le restanti tracce, Federico Nardelli e Giordano Colombo e poi Tommaso Colliva per “Santa Marinella”.

“Tante care cose” conferma l’anima indie pop di Fulminacci, capace di spaziare da tracce più intime a brani più ritmati, senza mai tradire la sua penna. Se “Le biciclette è una vera e propria poesia, che lo stesso autore definisce, la sua “prima canzone autobiografica al 100%“, Tattica” potrebbe far tremare i tormentoni estivi, scalando le classifiche della prossima stagione. E se La grande bugia” è stata scritta durante il primo lockdown, Miss Mondo Africa” ci porta indietro a “un pomeriggio dopo la scuola, qualche anno fa” dove un incontro fortuito e spensierato ha ispirato il ritornello e il sound della canzone. Spazio anche ai ricordi, con Forte la banda” (“Tu che ne sai dei vecchi tempi, di quando i locali erano pieni?”) e “Giovane da un po’” (“C’ho una specie di senso di vuoto, l’ho riempito coi film e le foto”).

L’intelligenza artificiale al servizio dei creativi

Non solo musica. Tra le “Tante care cos”e di Fulminacci c’è anche la visual art. Infatti, ogni canzone è accompagnata da una copertina. Queste, insieme a quella dell’album, sono opera di Mine Studio che le ha realizzate sfruttando l’intelligenza artificiale. Ogni creatività, infatti, è stata creata con un software che utilizza il metodo del “generative adversarial network”. La generative adversarial network, o GAN, o rete generativa avversaria, è una classe di reti neurali che permettono di creare forme, immagini ma anche volti verosimili o addirittura iperrealistici a partire da un insieme di dati reali.

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Scritto da:

Roberto Gessi

Classe 1992, vivo in provincia di Novara e mi occupo di social network, scrittura testi e produzione contenuti per il web.
Ho delle passioni molto semplici: mi piace leggere, scrivere e fotografare. Nel 2020, per La Torre dei Venti, ho pubblicato "La Ragazza Gazzella", il mio romanzo d'esordio.