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Il saggio di Aldo Cazzullo dedicato alle donne

“Le donne erediteranno la terra perché sono più attrezzate a cogliere le opportunità che abbiamo di fronte. Perché sanno amare e non perdono quasi mai la speranza”. Leggendo questa frase saremmo tutti disposti a scommettere che tali parole siano state pronunciate da una donna, desiderosa di affermare e rivendicare con orgoglio la propria personalità. E invece a scriverle è Aldo Cazzullo nel suo ultimo libro dal titolo molto emblematico: Le donne erediteranno la terra. Un uomo che racconta quale sarà il nostro futuro e ci dice che il nostro secolo è destinato a decretare il sorpasso della donna sull’uomo.

L’opera: Le donne erediteranno la terra

Qualcuno potrebbe obiettare che ci troviamo di fronte ai soliti luoghi comuni, ma in questo saggio non viene tralasciato nessun aspetto in cui le donne potrebbero eccellere, qualora avessero la possibilità di dimostrarlo davvero. Il minimo comune denominatore è uno solo: il rispetto e l’ammirazione verso la figura femminile enucleati attraverso le molteplici donne di cui si parla in questo libro.

Una delle citazioni più significative nel saggio è il verso di Gozzano: “Donna: mistero senza fine bello!“.

Storie di donne, da Rita Levi Montalcini a Franca Valeri

È proprio un mistero senza fine bello quello che si respira, scorrendo le vite e le personalità di donne come Rita Levi Montalcini, la grande scienziata italiana che ha dato lustro al nostro Paese nel mondo o di Hermione Granger, la maghetta di Harry Potter che non è certo una predestinata, ma una ragazzina secchiona e ambiziosa, capace di prendersi le proprie responsabilità e di costruire il proprio futuro passo dopo passo.

E che dire di Giovanna d’Arco la quale, pur di non rinunciare ai suoi ideali e agli abiti da uomo che le consentivano di vivere una vita altrimenti inaccessibile, venne arsa viva sul rogo da uomini che temevano di perdere il loro potere, a causa del carisma di questa donna?

Non mancano neanche figure sconosciute, ma non per questo meno importanti!

Pensiamo alla bisnonna dell’autore, Matilde, costretta “a figliare e figliare“, donna considerata tale solo in quanto capace di procreare. Tra le pagine di Cazzullo ritroviamo anche la grande Franca Valeri, personalità alla quale è legato un divertente aneddoto. Quando lo scrittore le ha confidato il titolo di quello che sarebbe diventato il suo libro, ha commentato, con la sua consueta ironia: “È vero, le donne erediteranno la terra. Spero che ne lasceranno una piccola parte anche a voi uomini. Non siete poi così male“.

Ecco che scopriamo tantissime storie in cui addentrarci, che ci aiutano ad abbattere ogni pregiudizio e ad immaginare un futuro in cui saranno le donne ad essere in prima linea, protagoniste del loro destino e di quello del mondo. Che siano realmente esistite o immaginarie, le protagoniste sono tutte figure femminili che hanno avuto il grande merito di riuscire a cambiare il mondo grazie al loro comportamento e al loro spirito di sacrificio. Fautrici di cambiamento, pur senza saperlo: innovatrici inconsapevoli e, forse per questo, ancor più straordinarie. Cazzullo ce lo ricorda e crede che le donne potranno salvare questo piccolo e fragile pianeta: “… perché hanno compreso che la terra non è immortale, e tocca a noi prendercene cura”.

La fine dell’eterno femminino: le donne non vogliono essere assimilate a idoli! Per secoli il mondo è stato suddiviso in due categorie di donne: madre e amante, santa e strega, vergine e prostituta e via dicendo. Su queste coppie contrapposte regnava quell’ideale di “eterno femminino” al centro della letteratura e del nostro modo di pensare, modello a cui ogni donna avrebbe dovuto adeguarsi.

Ma è evidente ormai (come è giusto che sia) che le donne non vogliono essere assimilate a idoli: vogliono rivendicare a spada tratta il loro essere persone, prima di tutto. Tutte le storie raccontate ce lo dimostrano egregiamente. Tuttavia, non tutte le donne sono state in grado di imporsi e di vincere in un mondo avverso: la voce di molte  è rimasta inascoltata.

Nell’analisi del perché questo è accaduto, Cazzullo non teme di indicare quali sono le colpe femminili. Spesso siamo anche noi donne a non credere nelle nostre capacità e soprattutto a non riuscire a tessere rapporti di solidarietà con le altre. Senza dimenticare anche tutte le donne che, vuoi per paura, vuoi per istinto di sottomissione, decidono di restare al fianco di uomini che non le meritano e da cui non dovrebbero far altro che fuggire. Ecco uno dei grandi meriti di “Le donne erediteranno la terra”: la capacità di delineare un futuro in rosa, ma senza tralasciare ciò in cui le donne, a volte, non sono all’altezza.

Perché leggere Le donne erediteranno la terra?

Il libro di Cazzullo vuole stimolare il confronto, infondendo al tempo stesso ottimismo e coraggio. La maggiore sensibilità femminile, per secoli additata come sintomo di debolezza e di una presunta inferiorità rispetto al mondo maschile, oggi si tramuta in punto di forza. L’autore, infatti, sottolinea come:

“Voi donne siete meglio di noi. Non pensiate che gli uomini non lo sappiano; lo sappiamo benissimo, e sono millenni che ci organizziamo per sottomettervi, spesso con il vostro volenteroso aiuto. Ma quel tempo sta finendo. È finito. Comincia il tempo in cui le donne prenderanno il potere. Lo stanno prendendo. E «potere» non è una parola negativa; dipende dall’uso che se ne fa”. 

Insomma, la donna ha sempre avuto la capacità di essere protagonista. Ciò che è cambiato è la sua consapevolezza. Se è vero che, un tempo, gli uomini erano destinatari dei posti migliori, oggi non esiste categoria o mestiere in cui le donne non emergano. È bene ricordarlo ad alta voce, come anche il fatto che:

“Il maschio non ha certo il monopolio del male. Anche la donna è capace di raptus violenti o delitti premeditati. Perché non è un angelo; è un essere umano, che può essere tentato dall’abisso, e dall’abisso invocato dall’abisso. Ha diritto a essere giudicata, punita, premiata non in quanto donna, ma in quanto essere umano. Senza dimenticare che la grande maggioranza degli assassini sono uomini”.

Certamente una obiezione potrebbe sorgere spontanea perché il rischio di operare generalizzazioni è sempre dietro l’angolo: non ci troviamo mai di fronte a uomini o donne come gruppi onnicomprensivi, ma abbiamo a che fare sempre con singoli individui, con i loro pregi e i loro difetti.

Tuttavia, nonostante i numerosi progressi raggiunti, è inevitabile riscontrare come siamo in una fase storica in cui fa ancora notizia una donna premier o una donna manager: Il sesso di appartenenza, nel caso delle donne, finisce per diventare quasi l’unico elemento di valutazione. Di conseguenza, spesso, una donna per emergere deve comportarsi come un uomo, in una sorta di assimilazione.

Ma il futuro immaginato in questo saggio di Cazzullo è molto diverso. È sempre più rosa. Come ci ricorda saggiamente l’autore:

“Anche questa è una conquista che spetta alla «generazione Hermione»: un mondo in cui la libertà della donna non sia negata o concessa, ma riconosciuta nella sua pienezza. In cui non si parlerà di quote rosa, ma apparirà naturale che al potere ci sia una donna. In cui le femmine non dovranno più travestirsi, imitare i maschi, assumere linguaggi e abitudini virili, e neppure recitare una parte; ma potranno essere se stesse, capaci di accettare i propri difetti proprio perché nessuno metterà più in discussione le loro qualità”.

Questo futuro è già un po’ presente e lo costruiscono le donne, attraverso l’aiuto reciproco, e insieme agli uomini, giorno dopo giorno.

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