Borat 2 o Borat - Seguito di film cinema

Il secondo film con protagonista il giornalista kazako Borat Sagdiyev segue il solco del primo capitolo, prendendo di mira nuovi e più attuali obiettivi.

Sono dovuti passare 14 anni prima che il pubblico metabolizzasse il primo Borat, film che prende il nome dal suo irriverente protagonista Borat Sagdiyev (interpretato dal bravissimo Sacha Baron Cohen), e fosse pronto per un sequel della pellicola. Dal 23 ottobre è finalmente disponibile su Amazon Prime Video “Borat – Seguito di film cinema”.

“Borat – Seguito di film cinema”: la trama

Ancora una volta, il giornalista kazako si immergerà nel mondo americano mostrandone vizi e… nessuna virtù. Il pretesto narrativo è quello di portare una “bustarella” (che inizialmente sarà una celeberrima scimmia-attrice kazaka, ma poi diventerà sua figlia Tutar, coprotagonista del film) al vicepresidente degli Stati Uniti Mike Pence, per far tornare il Kazakistan nelle grazie dei “poteri forti” e delle Nazioni più potenti del mondo, ripristinando lo status di Paese glorioso che un tempo gli apparteneva.

La particolarità di Borat 2

Così come il primo episodio, Borat 2 non è un semplice film, dal momento che in molte scene i due attori protagonisti della pellicola, Sacha Baron Cohen e Maria Bakalova (delle loro interpretazioni parleremo dopo), sono calati in contesti reali in cui sono gli unici a recitare una parte, mentre la gente intorno a loro, ignara di ciò che accade, si comporta “normalmente”. Proprio la “normalità” degli individui che inconsapevolmente entrano a far parte della pellicola è il bersaglio di Sacha Baron Cohen. L’attore britannico va ovviamente a pescare in ambienti ben precisi le persone da coinvolgere: negazionisti, complottisti, repubblicani meno moderati (spesso le cose coincidono) sono il naturale bacino dal quale attingere per creare situazioni oltre i limiti dell’assurdo.

Probabilmente dopo la visione di Borat 2 molti vorranno controllare su Internet se determinate scene siano realmente improvvisate e frutto della “particolarità” dei protagonisti non attori o se siano frutto di scene studiate a tavolino con altri attore. Eccezion fatta per le scene in cui sono coinvolti solamente Borat, sua figlia Tutar (Maria Bakalova) o altri membri della sua famiglia o del governo kazako, vi troverete quasi sempre di fronte a scene improvvisate. Forte di questa consapevolezza, lo spettatore è portato sì a ridere delle stranezze dei malcapitati, esaltate dall’ispirata verve comica di Sacha Baron Cohen, ma anche a trovarsi spiazzato realizzando che ciò che sta vedendo è reale, che determinati individui abbiano veramente idee fantascientifiche sul coronavirus, sui “poteri forti” e altre varie teorie del complotto.

D’altronde l’obiettivo di Sacha Baron Cohen (come detto da lui stesso in un suo celebre discorso) non è quello di portare sullo schermo determinati stereotipi e promuoverli, ma quello di stigmatizzarli mostrandoli nella loro brutale realtà. Se i suoi film avessero dei filtri, la sua denuncia perderebbe gran parte della sua efficacia. Fortunatamente, però, questo non accade e Borat 2 si presenta come una delle migliori descrizioni sociopolitiche del mondo contemporaneo.

Il cast

La realizzazione di un lavoro di questo tipo non può passare solamente per idee brillanti, ma richiede doti attoriali decisamente sopra la media. Anzitutto la capacità di improvvisare è imprescindibile; per quanto gli attori abbiano un’idea di cosa aspettarsi e abbiano delle battute già scritte, devono essere sempre pronti a fronteggiare situazioni inaspettate.

Oltre a ciò, l’altra abilità imprescindibile è quella di rimanere nel personaggio molto a lungo. Isla Fisher, la moglie di Sacha Baron Cohen, ha dichiarato che, durante le videochiamate col marito, parlava con “Borat”, non con Sacha (vedere per credere). La prova più incredibile, però, SBC l’ha data quando è dovuto rimanere per alcuni giorni a casa di due complottisti (causa lockdown) senza poter mai uscire dal personaggio; evidentemente le videochiamate con la moglie sono state un buon allenamento. Se, però, la bravura di Sacha Baron Cohen era già nota, merita un plauso particolare la giovane Maria Bakalova, che riesce a stare dietro al ritmo folle del collega, rendendo la sua Tutar un personaggio non meno divertente di Borat e non meno capace di creare situazioni incredibili come accaduto nel caso dello “scherzo” all’ex sindaco di New York Rudy Giuliani (per chi volesse sapere cosa ha combinato, può leggerlo qui).

Perché consigliamo la visione di questo film?

“Borat – Seguito di film cinema” è un modo divertente e intelligente di analizzare i problemi che affliggono gli Stati Uniti e, più in generale, il mondo occidentale: negazionisti, estremisti e complottisti sono mali comuni a tutti i paesi occidentali. Per comprenderne la portata, però, occorre un’analisi senza filtri del mondo circostante. In questo Sacha Baron Cohen è efficace come pochissimi (ieri come oggi). L’ora e mezza che deciderete di investire in Borat 2 sarà pienamente ripagata, a meno che non crediate che il coronavirus sia un complotto del Nuovo Ordine Mondiale o che la terra sia piatta.

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Scritto da:

Lorenzo Picardi

Laureato in Giurisprudenza ed iscritto all'ordine dei pubblicisti. Per deformazione professionale seguo qualunque fatto d'attualità. Non sono malato di sport, mi limito a scandire i periodi dell'anno in base agli eventi sportivi. Ogni tanto provo a fare il nerd, con risultati alterni.
Potete contattarmi scrivendo una mail: l.picardi@inchiostrovirtuale.it