Notre Dame

Da diversi giorni non si parla d’altro. L’incendio che il 15 aprile ha parzialmente distrutto il tetto di Notre-Dame, ha suscitato una ventata d’emozione e polemiche, non solo a Parigi o in Francia ma anche in tutta Europa e nel resto del mondo.

Notre-Dame
La cattedrale di Notre-Dame in tutto il suo splendore.

Perché tanto sgomento?

Cominciamo col dire che Notre-Dame, assieme alla Tour Eiffel e al Louvre, è il monumento più riconoscibile, anche da chi non ha mai messo piede nella Ville Lumiere. E in particolare la cattedrale di Notre-Dame ha attraversato secoli di storia, uscendone trasformata ma, sostanzialmente, indenne (almeno fino ad oggi).


Siete a Parigi e volete vedere qualcosa di diverso?  Leggete l’articolo di Annalisa: “Parigi senza Notre-Dame“!


La storia di Notre Dame: la nascita di una cattedrale

La costruzione di Notre-Dame affonda le radici nella storia e s’intreccia con la fondazione di Parigi stessa. Tornando ai tempi in cui Parigi era Lutezia -antica città della Gallia romana e preromana, ricostruita dopo il 52 a.C. da Caio Giulio Cesare– troviamo, esattamente nel punto in cui sorge oggi la chiesa, un tempio pagano dedicato a Giove.

Divenne cristiana nel III° secolo d.C. quando, secondo la tradizione, San Dionigi (che in seguito fu arrestato e decapitato con due compagni sulla collina detta Mons Mercurius, in seguito Mons Martyrum e attualmente Montmartre) divenne il primo vescovo della città. Lutetia cambiò il nome in Parigi nel 360 d.C., dal nome dei Galli Parisii che abitavano anticamente la regione.

Colonna del III secolo
Notre-Dame: colonna del III secolo.

Notre-Dame nel Medioevo

Non ci sono molti dettagli riguardo all’evoluzione, nei secoli successivi, del tempio che sarà convertito in chiesa con la cristianizzazione. Sappiamo, però, che intorno al 1100 era presente una cattedrale dedicata a Santo Stefano in quello stesso punto, a cui nel frattempo si era affiancata una seconda chiesa dedicata alla Madonna, facendola diventare una chiesa doppia.

Visto che la chiesa di Santo Stefano era in rovina e la seconda risultava non adatta alla popolazione in continua crescita (Parigi era diventata un importante centro economico e culturale) si demolirono entrambe le chiese e, tra il marzo e l’aprile del 1163, alla presenza di Papa Alessandro III si pose la prima pietra della nuova Notre-Dame.

Ma ora lasciamo che a trattare i dettagli architettonici e artistici siano gli esperti e concentriamoci su quel che rappresenta Notre-Dame per la storia di Parigi. Dalla sua fondazione, Notre-Dame ha assistito in prima persona ad eccezionali eventi storici e di molti è stata protagonista.

Le Sante Reliquie

Nel 1239 venne scelta da re Luigi IX il Santo, in attesa del completamento della Sainte-Chapelle, come collocazione provvisoria della reliquia della Corona di spine. Oltre alla corona, Notre-Dame custodisce uno dei chiodi con cui Cristo venne crocifisso e un frammento della croce del Calvario. Il chiodo proviene dal Santo Sepolcro e, secondo gli storici, dei cristiani di Gerusalemme lo donarono all’imperatore Carlo Magno nel 799.

Matrimoni

Nell’aprile del 1558 la cattedrale ospitò il matrimonio tra Maria Stuarda, regina di Scozia, e Francesco di Valois, delfino di Francia (24 aprile 1558) e, nell’anno successivo, quello per procura tra Elisabetta di Valois e Filippo II di Spagna.

Giovanna d’Arco

La Santa guerriera Patrona di Francia venne riabilitata nel 1456 e poi beatificata da Benedetto XV nel 16 maggio 1920. Non è chiaro dalle fonti a cui ho avuto accesso, se solo la beatificazione o anche il processo di riabilitazione avvennero nella cattedrale, ma sicuramente ne fu scenario.

Rivoluzione Francese

Parigi fu il cuore della rivoluzione e Notre-Dame non ne uscì indenne. Quale simbolo del potere temporale, la chiesa fu devastata e saccheggiata di tutti i metalli preziosi e, nell’ottobre del 1793, si ordinò la distruzione di tutte le statue della facciata. Sempre nello stesso anno rischiò di essere rasa al suolo, ma si salvò.

Dunque divenne dapprima tempio della ragione (una sorta di religione atea; molte chiese cattoliche chiusero o si convertirono al nuovo credo e il culto cattolico fu proibito) e successivamente sede del clero costituzionale (vescovi nominati dalla costituente e non dal papa Pio VI che, nel 13 aprile del 1791, dichiarava sacrilega la consacrazione di nuovi vescovi, sospendeva vescovi e preti costituzionali).

Napoleone

Finalmente, con l’arrivo di Napoleone, le cose paiono tornare alla normalità. Con il concordato firmato da Napoleone e Pio VII, nel 1801, Notre-Dame ritornò alla chiesa e, dopo un breve restauro, si celebrò la prima messa il 18 aprile 1802. Si potrebbe anche pensare che Napoleone lavorò d’anticipo e risollevò la cattedrale, riportandola alla sua centralità, affinché fosse pronta ad accogliere la solenne celebrazione del 2 dicembre 1804, quando fu incoronato dal papa imperatore dei Francesi.

Notre-Dame Incoronazione di Napoleone
Incoronazione di Napoleone, Jacques-Louis David.

La cattedrale fu nuovamente saccheggiata nei pochi mesi della Comune di Parigi (1871), durante i quali s’incendiarono le panche e le sedie della chiesa, provocando però pochi danni.

Notre-Dame nel XX secolo

Notre Dame scampò miracolosamente a due guerre. Il 26 agosto 1944 vi venne celebrata la Liberazione di Parigi con il canto del Magnificat. L’UNESCO l’ha inserita tra i Patrimoni dell’Umanità nel 1991.


La Cattedrale nell’immaginario collettivo

Anche chi non l’ha mai vista conosce Notre-Dame, perché è stata la “location” di racconti, film e persino videogiochi.

“Notre-Dame de Paris” di Victor Hugo

Chi ha scorso i giornali, cartacei o virtuali, avrà letto sicuramente quella che passerà alla storia come la profezia di Notre-Dame.

Nel 1831 Victor Hugo scriveva, nel romanzo storico Notre Dame de Paris:

C’era una grande fiamma che saliva fra i due campanili con turbini di scintille, una grande fiamma disordinata e furiosa, di cui il vento ogni tanto si portava via un lembo nel fumo.

L’incendio del 15 aprile scorso è stato, per alcuni versi, più violento e sicuramente più drammatico.

Il romanzo storico consacrò Hugo come uno dei più grandi scrittori romantici dell’Ottocento e, all’epoca, provocò un grande ritorno di fiamma (perdonate il gioco di parole) per la cattedrale da parte dei francesi. Nel romanzo si racconta la storia tragica di Quasimodo, il gobbo campanaro innamorato della bellissima zingara Esmeralda, e delle mire del malvagio arcidiacono Frollo.

Hugo descrive la cattedrale di Notre-Dame con ricchezza di particolari, tanto da farla diventare vera la protagonista del romanzo, immobile e resistente ai cambiamenti della storia e della società.


Il Gobbo di Notre-Dame

La maggior parte delle persone conoscono la versione della Disney, che uscì nel 1996.

Il gobbo di Notre-Dame
Locandina del film di animazione “Il gobbo di Notre-Dame”.

Come abbiamo detto altre volte, la Disney ha adattato ad un pubblico infantile il romanzo di Hugo e, anche se il film tratta unicamente la trama principale e si conclude con un classico lieto fine, è considerato uno dei Classici Disney più cupi, in quanto esplora temi maturi come l’infanticidio, la lussuria, la dannazione, il genocidio e il peccato. In questa versione la Cattedrale è presente nella narrazione grazie all’animazione dei Gargoyle, compagni del solitario Quasimodo.

I Gargoyle e le campane

I Gargoyles sono i mostri (di solito con il compito pratico di gocciolatoi) aventi la funzione spirituale di proteggere le cattedrali gotiche.

Il Gobbo di Notre-Dame - fotogramma del film
Il Gobbo di Notre-Dame: fotogramma del film

Devono mandare un messaggio: la cattedrale, infatti, può essere assediata e minacciata da quelle stesse persone che dovrebbero proteggerla e custodirla. Gli spiriti maligni, dunque, si impadroniscono simbolicamente dell’esterno della cattedrale, poiché al suo interno non possono entrare e risiedono là come in attesa.

Notre-Dame e Assassin’s Creed Unity

Notre-Dame appare persino in Assassin’s Creed Unity! Ci sono voluti due anni per ricreare la cattedrale in tutta la sua bellezza e ora si ipotizza che tale ricostruzione possa aiutare il restauro. Ma questa è un’altra storia: se volete saperne di più, non vi rimane che leggere l’articolo di Gabriella, in uscita il 25 aprile. Non mancate!

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