sparecchiare tavola copertina

Il 16 ottobre scorso, e come tutti gli anni dal 1981, si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, per ricordare l’anniversario della data di fondazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

Ed anche questo mese tiriamo le somme del nostro topic, che, vi ricordiamo, è stato incentrato sull’Alimentazione. A chi è toccato sparecchiare la tavola?

Ad apparecchiare è stata Jessica, che ci ha fatto conoscere il Binge Eating Disorder (BED), o Disturbo da Alimentazione Incontrollata. Non ne sapevate nulla? Non siete i soli: questa malattia è stata ufficialmente riconosciuta solo nel 2013!
“Come in tutti i disturbi alimentari, nel BED si attribuisce un’importanza eccessiva al cibo, con forti ripercussioni sulla qualità della vita (qualcuno direbbe: “si vive per mangiare”). Chi ne soffre, infatti, si abbuffa in modo ricorrente fino a scoppiare, poiché incapace di autocontrollo, e prova vergogna e sofferenza dopo averlo fatto. Ciò favorisce lo sviluppo di patologie psichiatriche, quali disturbi d’ansia e dell’umore, ma anche di obesità e patologie correlate, poiché mancano i comportamenti compensatori tipici della bulimia.”

Mauro ci ha invece portato al… ristorante cinese, con un bellissimo ed esauriente excursus sulle Quattro Scuole della cucina cinese. Come dire… non è tutto “cinese e basta” quel che hai nel piatto. Le differenze contano!
“La cucina cinese, secondo la classificazione tradizionale, è caratterizzata dalle “Quattro scuole (大菜系). Si tratta degli stili che l’hanno influenzata maggiormente, e che rispecchiano i fattori geografici, climatici, storici e culturali dei rispettivi territori. Sono le cucine:
Lu (鲁菜) o “dello Shandong”, la scuola settentrionale;
Chuan (川菜) o “del Sichuan”, la scuola occidentale;
Huaiyang (淮扬菜), la scuola orientale;
Yue (粤菜) o più semplicemente “cantonese”, la scuola meridionale.”

Il menù è quindi passato in mano a Virginia, che ha aggiunto una portata tutta social: Alimentazione 2.0!
Nel mondo della ultraconnessione tutto passa attraverso i social: non è solo la nostra vita quotidiana ad esserne influenzata, ma anche le nostre scelte in campo alimentare.
Nella narrazione social attuale un ruolo di rilievo è occupato dalla condivisone e dal racconto del cibo: a partire dalle tantissime pagine e blog di cucina fino ai più comuni profili Instagram, dove chiunque può ergersi a foodblogger.
I social e Internet in generale, come in ogni cosa, hanno avuto impatti positivi e negativi”.

Antonella ci ha invitato ad un pranzo in famiglia ad alto contenuto pugliese:
Il pranzo è il momento più importante in tutte le pugliesissime dimore. Particolare devozione e impegno viene dedicato alla preparazione del cibo domenicale, abitualmente: orecchiette come se piovesse, e cacio ricotta come se diluviasse, e un’infinita serie di pietanze a precederle e a succederle. Il resto della settimana è spesso cadenzato da misteriose abitudini, come quella del pesce al venerdì e del bollito al sabato, sarebbe un sacrilegio inconfessabile preparare il pesce arrosto di sabato, e il brodo di carne il venerdì. Non sforzatevi di trovare una motivazione a tutto questo perché non la troverete.
Come credo sia ormai chiaro, al centro della cultura e della vita pugliese c’è il cibo. Spesso la quantità di cibo preparata dall’esemplare pugliese è direttamente proporzionale all’affetto che nutre per i commensali, e sì… nelle famiglie pugliesi ci si vuole tanto bene, non a caso i pranzi in famiglia sono praticamente infiniti…

Anche Eco Internazionale, grazie all’articolo “Siamo ciò che mangiamo” di Simona di Gregorio, è entrato a pieno titolo in questo topic:
Osserviamo insieme le prerogative post-Expo, con particolare attenzione alla Sicilia, una delle regioni italiane più votate al turismo enogastronomico. L’Europa sta dando parecchia fiducia nella promozione dell’export del brand italiano, ma ci sono le premesse per cogliere questa occasione?

Annalisa ci ha fatto viaggiare alla scoperta dei formaggi lombardi, tra storia vera e un pizzico di leggenda, che non guasta mai. Così come non guasta il formaggio in tavola!
Si ipotizza però, ed anche piuttosto ragionevolmente, che i primi “inventori” del formaggio furono proprio i pastori asiatici nel lontano 7.000- 6.000 a.C. Il latte infatti, lasciato per un certo periodo di tempo in alcuni recipienti, coagulava spontaneamente se vi veniva aggiunto del lattice di fico. Di fatto non era altro che il modo più semplice per conservare in forma solida una materia prima liquida e altrimenti deperibile.
Il documento più antico che conferma la pratica di ricavare formaggio dal latte risale a reperti di origine mesopotamica datati III millennio a.C.

Con Annamaria abbiamo invece scoperto il Menù Degustazione, primo volume di Chew, serie a fumetti creata da John Layman, sceneggiatore, e da Rob Guillory, disegnatore.
Chew non è il solito fumetto d’azione o horror-splatter su cannibalismi depravati. Chew è qualcosa di mai visto nello scenario fumettistico, qualcosa di assolutamente brioso e agrodolce, tanto da essere rimasto nella top ten per anni.
Nonostante la cospirazione sia il vero elemento portante della saga, Chew non muove una critica ai meccanismi che regolano la società, né tantomeno vuole essere una cronaca delle conseguenze della crisi. L’opera riesce con maestria a chiarire i processi che regolano l’agire della mente umana. Poco importa se per raggiugere questo risultato venga adoperato il sangue, il vomito e il cannibalismo.

È proprio vero che la pasta fa ingrassare? Leggendo l’articolo di Jessica, incentrato su una delle portate principali della dieta mediterranea, sembrerebbe proprio di no. Tutt’altro, risulta essere particolarmente indicata nelle diete ed un ottimo supporto per la salute.
Che facciate sport o che vogliate dimagrire o mantenere il peso forma, dunque, la pasta non dovrebbe mai mancare nell’alimentazione. Se è vero, infatti, che mangiarne troppa non fa bene, è altrettanto vero che eliminarla dalla dieta rappresenta un errore ancor più grave. Spesso infatti, chi smette di mangiare pasta, lo fa in favore di alimenti ricchi di proteine e grassi saturi, come carni e formaggi, che rappresentano un fattore di rischio per le patologie cardiovascolari e renali.
Benché demonizzata dai più invece, la pasta, come componente principale della dieta mediterranea, non solo non fa ingrassare ma può ridurre i rischi suddetti.

E dopo avervi parlato dei formaggi lombardi, Annalisa torna con un vademecum utilissimo per portare in tavola un tagliere di formaggi.
“Si inizia dai formaggi a pasta molle, in crescendo, per finire con quelli a pasta dura, stagionati. In genere chi si occupa del servizio è tenuto ad identificare ogni tipo di formaggio ai commensali, indicando il relativo miglior abbinamento con miele, confetture o altro, tra le varie scelte (alcune si adattano a più formaggi differenti) e, se presente, con il vino più adatto.
È buona regola seguire le indicazioni dello “chef“, pertanto non abbiate timore nel provare gli accostamenti proposti: sono pensati proprio per esaltare al meglio il sapore del formaggio.”

Grazie a Serena abbiamo scoperto le specialità culinarie nell’arte: opere in cui gli alimenti sono i protagonisti indiscussi!
A ben vedere, proprio l’Italia è un Paese in cui il cibo, l’attenzione particolare alla sua qualità e il “rituale” di sedersi a tavola a gustarlo sono ben più che semplici tradizioni tramandate nel tempo, quindi non c’è da stupirsi se a Parma sono stati istituiti dei Musei del cibo dov’è possibile vedere, toccare con mano (e mangiare) il meglio dei prodotti made in Italy locali.
L’essermi imbattuta in questa straordinaria scoperta (mea culpa, non avevo idea esistessero dei musei dedicati al cibo, a Parma) mi ha fatto riflettere su come l’arte spesso abbia incontrato il cibo, considerato, in fondo, esso stesso un’arte.”

Chiude le portate Pasquale (a cui toccherà sparecchiare), portando in tavola Eugenia Cheng ed i suoi dolci:
“Una ricetta di cucina, come anche un lavoro a maglia, è equivalente a un programma informatico: sequenze di operazioni che, quando seguite fedelmente, garantiscono il risultato voluto.
“Biscotti e radici quadrate” di Eugenia Cheng ci offre una diversa e molto più interessante prospettiva. Utilizzando la metafora delle preparazioni dolciarie, aiuta ad aggirare le barriere che ci separano dalle idee base della matematica.
E nel tragitto, magari, si apprende anche qualche buona ricetta.”


Ed anche per questo mese abbiamo concluso, ma non dimentichiamo che comprendere a cosa serve celebrare questa Giornata Mondiale dell’Alimentazione è importante ed è il primo, piccolo passo. Smettere di sprecare il cibo, forse, sarà il prossimo.

Vi siete divertiti con questo topic? Preparatevi: a novembre un nuovo tema vi aspetta, gli Inchiostrati sono già al lavoro!

Alla prossima!
La Redazione

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