caldo record 2019
Un caldo record è stato registrato nell’intero continente: gli ultimi due giorni sono stati, infatti, i più caldi mai registrati in Europa.

Sono giorni che non si parla d’altro che del caldo record che attanaglia il vecchio continente, se non altro per ribadire, semmai ce ne fosse bisogno, quali sono le reali e inequivocabili conseguenze del climate change.

Nuovi record nazionali di temperatura massima sono stati registrati nei giorni scorsi a Saint-Maur (Francia, 43,6 °C), Gilze-Rijen (Olanda, 40,7 °C), Beitem (Belgio, 40,7 °C), Lingen (Germania, 42,6 °C).

Il portale meteorologico Nimbus ha rilevato che:

Per la prima volta da quando si fanno misure meteorologiche in Europa (talora oltre 150 anni) la soglia dei 40 °C è stata raggiunta fino a quasi 53° di latitudine Nord. 

Dopo i fatti di Zermatt, cittadina elvetica travolta da acqua e detriti per il cedimento di un ghiacciaio, cresce l’allarme per le montagne italiane. Dalle Alpi arrivano nuove immagini che mostrano ghiacciai perenni in fusione: in questi giorni lo zero termico è, infatti, salito di quota ben oltre i 4mila metri.

Non si tratta, ovviamente, di episodi circoscritti solamente all’Europa.

Il caldo record ha, infatti, fatto registrare temperature eccezionali anche nell’Artico, con intere zone, un tempo costellate da foreste, devastate da continui incendi ad alta intensità che assediano tutto il circolo polare, dall’Alaska alla Siberia, passando da Canada e Groenlandia.

Il Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine sta monitorando l’attività e le emissioni di questi eventi. Questi fenomeni eccezionali, infatti, inquinano l’atmosfera in misura maggiore rispetto alle emissioni industriali, poiché producono una combinazione di particolati, monossido di carbonio e altre sostanze inquinanti.

I picchi di temperatura sono parte delle normali oscillazioni meteo. Quello che è stato anomalo questa volta è stata la persistenza e la quantità di caldo. È almeno dalla fine degli anni ’50 che non si registrano temperature così elevate nell’alto Artico. – Ruth Mottram, Danish Meteorological Institute

Inoltre, già a Febbraio 2018, era stato lanciato l’allarme per la situazione del Polo Nord.

Al Polo Nord, in pieno inverno, era infatti stato rilevato un rialzo di temperature anomalo e preoccupante: un afflusso di aria calda aveva fatto alzare i termometri di alcune località della Siberia e della Groenlandia di ben 35 gradi, rispetto alla media prevista per quel periodo dell’anno.

Il fisico e climatologo Robert Rohde aveva reso noto che, nella stazione meteorologica di Cape Morris Jesup, sulla punta settentrionale della Groenlandia, nel mese di Febbraio le temperature avevano superato più volte quelle registrate a Londra, Zurigo e molte località italiane.

caldo record Groellandia 2018

Il cambiamento climatico minaccia di annullare gli ultimi 50 anni di progressi in campo di sviluppo, salute e nella riduzione della povertà. Secondo il rapporto di Philip Alston delle Nazioni Unite, infatti, il 75% dei costi della crisi climatica ricadranno sui Paesi in via di sviluppo, nonostante la metà più povera della popolazione mondiale causi solo il 10% delle emissioni di biossido di carbonio.

In questo scenario quasi apocalittico, il messaggio che la giovane Greta Thunberg sta cercando di diffondere diventa praticamente una profezia. Ormai è evidente che nulla possono portare a sostegno delle proprie tesi, i negazionisti dei cambiamenti climatici come il Presidente Trump. Se i governi tutti, insieme, non inizieranno ad investire su energie rinnovabili, puntando ad una crescita sostenibile reale, cambiando lo stile di vita e seguendo l’esempio degli Stati che si impegnano a tagliare le emissioni di CO2, raggiungeremo un punto di non ritorno.

Purtroppo, si sottovaluta grandemente il fatto che non c’è mai stato un periodo della storia in cui il clima è cambiato così velocemente, e con effetti di portata devastante su scala globale, come negli ultimi decenni.

Ma la Thunberg è solo una “gretina”, giusto?

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Written by

Virginia Taddei

Laureata in giurisprudenza e redattrice, nonché co-fondatrice di Inchiostro Virtuale.
Oltre a scrivere articoli, mi occupo dei social collegati alla webzine: twitter, facebook e instagram.
Potete contattarmi inviando una mail a v.taddei@inchiostrovirtuale.it