Bacio Gustav Klimt

Cosa c’è di più romantico di un bacio? Con un gesto, si possono esprimere tantissime cose, emozioni e sentimenti.

Cyrano de Bergerac diceva:

Il bacio è l’apostrofo rosa tra le parole t’amo

ed io, che mi sento un po’ romantica, ho deciso oggi di parlarvi di alcuni dei miei quadri preferiti, legati dallo stesso tema: il bacio.

Gli amanti di Magritte

Iniziamo da un quadro che ha sempre suscitato molti interrogativi: Gli amanti di René Magritte, celebre pittore francese, che lo dipinse nel 1928. L’opera è assai particolare e affascinante e ritrae i due amanti intenti a scambiarsi un bacio, ma Magritte non ci mostra i loro volti, che sono infatti coperti da un panno bianco. Il contatto tra le loro labbra non è diretto infatti, ma avviene proprio attraverso il panno bianco.

Ma perché mai Magritte avrebbe celato volutamente il viso dei suoi soggetti? Secondo alcuni, l’autore voleva simboleggiare l’incapacità di due persone che si amano di riuscire a comprendersi e a parlare apertamente, nonostante l’amore che li lega, altri ritengono invece che simboleggi l’amore cieco, che va al di là dell’aspetto fisico e di qualunque altra cosa e, personalmente, mi incuriosisce molto di più quest’ultima interpretazione. L’intera opera, in realtà, ha un fascino tutto suo e benché non si saprà mai davvero quale fosse l’intento dell’artista, è un quadro che certamente non si dimentica con facilità.

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Il bacio con finestra di Edvard Munch

Meno misterioso, ma ugualmente fascinoso, è Il bacio con finestra di Edvard Munch, datato 1892. Il pittore de L’urlo è ben noto per la sua capacità di fissare su tela sentimenti così vividi e forti da riuscire ad animare i suoi personaggi. Nella sua opera, Munch ci mostra due figure, un uomo e una donna, intente a scambiarsi un bacio. Se il viso di lui è ben delineato, quello di lei sembra essere nascosto, invece.

Le due figure si avviluppano diventando una sola, come un unico essere, una sola identità, e da ciò possono scaturire due diverse interpretazioni dell’amore ed entrambe rispecchiano l’artista: la prima negativa, ovvero l’annullare se stessi e la propria identità per l’amore di un’altra persona, l’altra positiva, perdersi in una persona, diventando un’unica cosa, un unico cuore innamorato. La paura di amare, e il bisogno necessario di amare, sono due sentimenti in contrasto che caratterizzano molti dei quadri di Munch, come l’incapacità di farsi comprendere e il bisogno disperato che questo avvenga, tema che troviamo ne L’urlo e in molte altre sue opere.

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Qualche anno dopo, precisamente nel 1897, Munch realizzò una seconda versione di questo dipinto: Il bacio. Le differenze sostanziali con la versione precedente sono l’assenza della finestra (in realtà è presente, ma s’intravede appena) e l’utilizzo del colore. Se ne Il bacio con finestra il colore predominate è il blu, ne Il bacio vi è anche l’inserimento del colore rosso. Allo stesso modo, i due soggetti sono resi come un’unica entità e i loro visi sono fusi insieme tanto da sembrarne uno solo.

Il bacio di Klimt

Se si parla di baci nell’arte, non è certo possibile dimenticare quello di Gustav Klimt, probabilmente il quadro più famoso dell’artista, riprodotto in ogni dimensione, che è simbolo, in un certo senso, del romanticismo e della sensualità, aspetto sempre presente nelle opere di Klimt.

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L’uomo nel dipinto non bacia la sua donna appassionatamente sulle labbra: il bacio è infatti dato sulla gota di lei, ma non per questo è meno appassionato e meno carico di amore ed erotismo. L’espressione di beatitudine e quasi estasi di lei ne è la prova lampante. I colori caldi, con l’oro predominante, altro tema ricorrente in Klimt, danno la sensazione di calore, ed i fiori su cui i due sono inginocchiati, che si attorcigliano sulle gambe nude di lei, rappresentano la vitalità che l’amore genera nei soggetti, che sono persi l’uno nell’altro, in un momento non precisato, come se fossero in uno spazio e un tempo tutto loro, dove non possono essere disturbati, dove tutto può accadere.

I quadri di Klimt non sono mai pura estetica e colori, ma sono intrisi di sentimenti qualche volta in contrasto: basti pensare al bacio stesso che, sulla gota, dovrebbe dare la sensazione di qualcosa di innocente, ma non è innocenza quella che traspare bensì, appunto, sensualità, eros e passione e tutto ciò rende i quadri di Klimt riconoscibili senza possibilità di errore.


Amate le opere di Klimt? Ne parlo qui!


Infine, giungiamo a quello che, per me, è in assoluto il “bacio artistico” più bello di sempre, a dispetto di Klimt e della sua meravigliosa opera.

Il bacio di Francesco Hayez

Lo stile e l’ambientazione sono certamente molto classici: il quadro, infatti, è divenuto il  simbolo dell’Ottocento. Guardandolo, non è chiaro quale sia il contesto e non è nemmeno particolarmente importante, perché lo spettatore è catturato dal bacio tra i due protagonisti, passionale e pieno di amore. Il piede del giovane amante è volutamente posto sul primo gradino della scala, chiaro segno che, una volta disciolto il bacio, lui andrà via. Non è dato sapere dove, né per quanto, ma la passione del bacio è tale da far supporre che lui non tornerà per molto tempo (forse mai più).

La ragazza, vestita volutamente di azzurro così da catturare su di lei lo sguardo dello spettatore, si arrende al suo amante aggrappandosi alle sue spalle, mentre lui, in un gesto d’amore passionale le cattura il viso tra le mani. Il viso del giovane è celato dal cappello e, con esso, sembra voler celare anche lei, come per fare in modo che nessuno li possa vedere, come se quello fosse un momento solo loro. Proprio per l’intensità, Il Bacio di Hayez mi dà sempre la sensazione di un bacio sofferto e di addio e, nella sua bellezza unica, traspare anche un po’ di tristezza e rammarico per l’amore che forse non tornerà più, e probabilmente è per questo che, tra tutti, è il mio preferito.

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Ognuno di questi quadri, attraverso il bacio, mostra sentimenti diversi, mostra l’amore secondo il punto di vista di ognuno degli autori. L’amore cieco di Magritte, quello che può travolgere ma anche far paura di Munch, quello sensuale di Klimt e infine quello di Hayez, intenso, sofferto e passionale. Chiaramente, questi sono solo alcuni autori, i miei preferiti, ma ce ne sono tanti altri che hanno immortalato un bacio nelle loro tele.


In questo sito troverete, oltre a quelli già citati, una carrellata di baci artistici, alcuni molto famosi,
altri magari meno ma, vi assicuro, uno più bello dell’altro. Lascio a voi l’ardua scelta di eleggere il migliore.

Serena Aiello

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Written by

Serena Aiello

Ex studentessa ormai (e finalmente) laureata, lettrice vorace e scrittrice per diletto. Raramente mi interesso ad un solo argomento, mi piace scoprire nuove cose e mi piace confrontare le mie idee con quelle degli altri, cosa che spero accadrà con i miei articoli.
Potete contattarmi scrivendo a s.aiello@inchiostrovirtuale.it