violenza di genere respect
Un argomento, quello della violenza di genere, che viene sempre più spesso dibattuto, ma nonostante questo, su cui mi sembra più che palese, ci sia ancora bisogno di soffermarsi, non solo qualche giorno all’anno, come spesso accade nel mondo dei social; e soprattutto, non solo quando la cronaca nera finisce, purtroppo, per riempire i palinsesti televisivi.

Ho scelto di proporre la visione di cinque film che parlano di questo argomento, attraverso altrettante storie, completamente differenti tra loro, ma con in comune la denuncia di una condizione femminile disagiata. La violenza di genere non risparmia alcun ambiente sociale ed è una triste realtà, non solo in culture distanti dalla nostra. La scelta di questi titoli è fatta per sottolineare l’imponenza del fenomeno e per invitare ad una riflessione approfondita su un tema dalle numerosissime sfaccettature. Perché violenza non è solo quella fisica, non è solo quella che sfocia nei numerosi femminicidi che riempiono le pagine dei giornali e i titoli dei tg; non è solo quella che fa finire (se le viene bene) la malcapitata in ospedale.

La violenza sulle donne ha un’infinità di sfumature: può esserci violenza più o meno evidente nel mondo del lavoro; può essere causata da condizionamenti culturali e religiosi che spesso sono accettati inconsapevolmente dalla maggior parte della gente; può riguardare la sfera sessuale; può essere solo psicologica o legata ad aspetti economici; può manifestarsi, anche, semplicemente sotto forma di insulto su un social-network. Perché sì, sia ben chiaro, anche i vari “cagna” e simili scritti online sono atti violenti. E non importa se poi siete i primi a mostrarvi indignati per la morte di una donna assassinata dal compagno, se avete questi atteggiamenti siete dei sessisti (donne comprese), senza se e senza ma e dovreste farvi qualche domanda. Le forme della violenza di genere sono moltissime e varrebbe la pena soffermarsi a riflettere su ognuna di esse, perché è proprio da quelle che potrebbero apparire, agli occhi di qualcuno, meno rilevanti, che bisognerebbe partire per cambiare concretamente le cose.

Di seguito, le schede di cinque film che trattano l’argomento della violenza di genere, cinque vicende che possono dare molti spunti d’analisi sulle varie sfumature di questo complesso fenomeno.


Alice non abita più qui

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Film del 1975 diretto da Martin Scorsese, racconta le sfortunate vicende di una donna rimasta vedova, Alice, che vive con il suo unico figlio e mentre cerca di rimettere ordine nella sua esistenza incontra una serie di uomini violenti.


North Country – Storia di Josey

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Film del 2005 di Niki Caro. La pellicola, con protagonista Charlize Theron, narra una vicenda di intolleranza. Il film, tratto da una storia vera, racconta di un gruppo di donne che vorrebbero poter lavorare in miniera, ma vengono ostacolate dal razzismo e dal sessismo di una provincia americana ignorante e maschilista.


Un giorno perfetto

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Film del 2008 con la regia di Ferzan Ozpetek. La storia è quella di Emma e Antonio, separati da un anno e con due figli. Antonio non riesce a superare il distacco dalla moglie. La pellicola si apre con un evento tragico, degli spari nella palazzina in cui vivono i protagonisti della vicenda. Il regista racconta la giornata precedente a quell’evento fatale.


Difret – il coraggio per cambiare

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Film etiope del 2014 diretto da Zaresenay Berhane. Narra la tragica storia di Hirut, una ragazza etiope di quattordici anni che viene rapita da un gruppo di uomini, tra cui colui che la vorrebbe obbligare a diventare la sua sposa bambina.


Audrey & Daisy

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Documentario del 2016 presentato al Sundance Film Festival, diretto da Bonni Cohen e Jon Shenk. Il docufilm racconta la storia di due adolescenti americane che hanno subito violenze sessuali e cyberbullismo e sono arrivate a tentare il suicidio. I registi analizzano in modo efficace, attraverso le vicende di Audrey e Daisy, il preoccupante fenomeno delle molestie sessuali fra adolescenti, si soffermano su tutte le implicazioni sociali conseguenti le violenze, come la cultura del silenzio a cui le famiglie cercano di ribellarsi e le difficoltà dal punto di vista legale a far valere i propri diritti di vittima.

L’illustrazione Respect è di Elizabeth Tunstall.

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Written by

Antonella Morleo

Nata nel pieno dei fantastici anni ’80 tra gli argentei ulivi pugliesi. Vedo più film e serie tv che persone! Per questo ho scelto di parlarne su Inchiostro Virtuale. Potete contattarmi inviando una mail a a.morleo@inchiostrovirtuale.it