
In occasione dell’8 marzo, l’Associazione “Amici degli Archivi Onlus” inaugura nella monumentale Chiesa di San Bartolomeo un percorso espositivo che ripercorre l’emancipazione femminile attraverso rari documenti del primo Novecento.
Napoli. Dall’8 marzo al 5 aprile 2026, la Chiesa di San Bartolomeo (Via San Bartolomeo 18) diverrà lo scenario di una narrazione storica necessaria e profonda. L’Associazione “Amici degli Archivi Onlus” presenta la mostra documentaria “Trame di Libertà: il cammino della donna tra educazione e diritti”, un’indagine rigorosa volta a restituire centralità al contributo femminile nella storia sociale e culturale d’Italia, con un’attenzione privilegiata al Mezzogiorno e alle dinamiche del primo Novecento.
L’esposizione si propone l’ambizioso obiettivo di sottrarre l’esperienza femminile alla marginalità storiografica, evidenziando il ruolo di donne che furono protagoniste attive nei processi politici e civili. Fulcro della mostra sono i preziosi estratti di due testate iconiche conservate nella biblioteca dell’Associazione: Cordelia e il Giornale delle Donne.
“Trame di Libertà” – Il percorso espositivo: quattro nuclei di analisi
La mostra si articola in un raffinato itinerario suddiviso in quattro direttrici tematiche:
- “L’istruzione come fondamento”: il percorso prende le mosse dalle analisi di Giuseppe Scellini sull’educazione nel Napoletano (1815-1821), evidenziando come l’accesso al sapere sia stato il presupposto ineludibile dell’autoconsapevolezza. In questa sezione viene indagato il dualismo identitario tra “l’angelo del focolare” e “la mistica visionaria”, modelli culturali analizzati nello studio di Antonio Cioffi che hanno a lungo circoscritto l’identità di genere;
- “Il talento e la cultura”: un tributo alla celebre Adelaide Borghi-Mamo (1854) ricorda l’affermazione femminile nell’arte e nelle professioni, contestualizzandola nella prestigiosa cornice del Teatro San Carlo;
- “La stampa femminile e il dibattito sociale”: attraverso le pagine di Cordelia (fondata nel 1881), si osserva la metamorfosi della rivista da organo educativo a tribuna di critica sociale. Documenti quali “Antifemminismo scolastico” e “Le occupazioni della signorina moderna” testimoniano la tensione tra le resistenze conservatrici e l’urgente desiderio di emancipazione;
- “La conquista dei diritti”: il nucleo conclusivo, incentrato sul Giornale delle Donne, affronta le grandi questioni del primo dopoguerra: dalle istanze per il suffragio femminile (1919) al dibattito sul divorzio (1917), fino alla ridefinizione del ruolo della donna a seguito dell’impegno profuso durante il conflitto bellico.
Tesori d’Archivio ed Emeroteca
L’allestimento offre al visitatore un patrimonio documentale di inestimabile valore. Tra i saggi e le monografie esposti, emergono studi che ricostruiscono la condizione della donna nel Regno delle Due Sicilie. L’emeroteca espone invece numeri originali di Cordelia – con le storiche rubriche di Jolanda – e del Giornale delle Donne, arricchito dagli editoriali di G. Vespucci. Tali testi offrono uno sguardo inedito sulla quotidianità dell’epoca, ponendo il femminismo italiano in costante dialogo con i modelli internazionali, in particolare quello inglese e americano.
Una riflessione per il presente
“Trame di Libertà” non intende essere una mera celebrazione della ricorrenza dell’8 marzo, bensì un invito alla riflessione per le nuove generazioni. Dalla rilettura di questi documenti emerge un dato inequivocabile: l’emancipazione non è stata un’elargizione legislativa, ma il frutto di una conquista coraggiosa, nutrita di studio, volontà e determinazione. La mostra restituisce dignità storica a queste “voci di una rivoluzione silenziosa”, reinserendole a pieno titolo nella memoria collettiva del Paese.
Informazioni e contatti
Mostra: “Trame di Libertà: il cammino della donna tra educazione e diritti”.
Sede: Chiesa di San Bartolomeo, Via San Bartolomeo 18, Napoli.
Periodo: 8 Marzo – 5 Aprile 2026.
Organizzazione: Associazione “Amici degli Archivi Onlus”.
Crediti fotografici
Associazione “Amici degli Archivi Onlus”.





