
L’epidemia è iniziata ad aprile, identificata solo il 14 maggio: settimane in cui il virus si è diffuso in silenzio. Azione Contro la Fame opera a Mongbwalu, nell’epicentro, con pochissime altre organizzazioni.
Kinshasa/Milano, 21 maggio 2026. Un’epidemia di Ebola iniziata ad aprile e identificata solo il 14 maggio. In questo lasso di tempo il virus si è mosso liberamente, in un’area mineraria ad alto traffico, in un Paese già devastato da anni di conflitto armato. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato l’emergenza sanitaria internazionale.
Azione Contro la Fame è presente nella zona e lancia l’allarme:
“La situazione si sta evolvendo molto rapidamente. È ancora difficile attestare il numero esatto di casi e di decessi: l’epidemia è iniziata nei primi giorni di aprile ma è stata identificata soltanto il 14 maggio. Sono stati individuati numerosi contatti, in particolare nella zona di Mongbwalu, dove operiamo, ma anche nei dintorni di Bunia. Un caso è stato appena confermato a Goma”, spiega Julie Drouet, Direttrice di Azione Contro la Fame nella Repubblica Democratica del Congo. “Si tratta del ceppo Bundibugyo, per il quale non esistono ancora vaccini né trattamenti approvati”.
Un virus che si muove, in un contesto che non regge
Mongbwalu è un’area mineraria ad alto traffico, con spostamenti continui di persone dentro e fuori il Paese e la regione. Tracciare i contatti, in questo contesto, è una sfida enorme. I casi confermati hanno già raggiunto Kinshasa e Kampala. Il virus non aspetta.
“Siamo presenti lì insieme a pochissime altre organizzazioni e siamo profondamente allarmati. I nostri team hanno già avviato attività di sensibilizzazione del personale medico, acquistando e distribuendo dispositivi di protezione per ridurre il rischio di infezione nei centri sanitari”, aggiunge Drouet.
Le comunità locali portano già il peso di anni di conflitto armato: sistemi sanitari fragili, accesso limitato alle cure, popolazioni spostate più volte. Un’epidemia di Ebola senza vaccino, in questo contesto, non è solo un’emergenza sanitaria. È una crisi dentro una crisi.
Senza fondi, non si contiene niente
I finanziamenti umanitari internazionali sono in calo. Gli operatori sanitari, i primi esposti al contagio, rischiano di restare senza le risorse necessarie per lavorare in sicurezza. Azione Contro la Fame chiede una mobilitazione urgente: i prossimi giorni sono decisivi per circoscrivere l’epidemia prima che si estenda ulteriormente. Lasciare queste comunità senza risposta adeguata oggi significa scegliere di non agire quando ancora si può.
Azione Contro la Fame
Azione Contro la Fame è un’organizzazione umanitaria internazionale impegnata a garantire a ogni persona il diritto a una vita libera dalla fame. Specialisti da 46 anni, prevediamo fame e malnutrizione, ne curiamo gli effetti e ne preveniamo le cause. Siamo in prima linea in 57 paesi del mondo per salvare la vita dei bambini malnutriti e rafforzare la resilienza delle famiglie con cibo, acqua, salute e formazione.
Guidiamo con determinazione la lotta globale contro la fame, introducendo innovazioni che promuovono il progresso, lavorando in collaborazione con le comunità locali e mobilitando persone e governi per realizzare un cambiamento sostenibile. Ogni anno aiutiamo 26,5 milioni di persone.
Per saperne di più: www.azionecontrolafame.it
Crediti fotografici
Fto di Alexis Huguet per Azione Contro la Fame.




