Terzo giorno di Educational tour in Ogliastra - The Longevity Experience.

I delegati di Giappone, Costa Rica, Grecia e Sardegna hanno navigato le Cale d’Ogliastra e il Golfo di Orosei. Cuccureddu: «La longevità si abita. E oggi il mondo l’ha vista da una barca.»

Coste d’Ogliastra e Golfo di Orosei 06 giugno 2026L’Ogliastra e il Golfo di Orosei hanno accolto il terzo educational tour del Meeting Internazionale The Longevity Experience. I delegati istituzionali di Giappone, Costa Rica, Grecia e Sardegna hanno navigato dal porto di Arbatax lungo la costa di Baunei — la stessa che oggi, nella classifica Cinque Vele 2026 di Legambiente e Touring Club presentata ieri a Venezia, vale alla Sardegna sei riconoscimenti e a Baunei il secondo posto assoluto in Italia. Un primato che misura trasparenza dell’acqua, qualità dell’entroterra, capacità del territorio di rispondere alla crisi climatica. Alle spalle c’è un lavoro lungo, che la classifica adesso racconta.

Prima sosta a Cala Mariolu: novanta minuti di acqua tra le più trasparenti del Mediterraneo. Poi al largo di Cala Goloritzè — eletta spiaggia più bella del mondo 2025 da The World’s 50 Best Beaches. La caletta è tutelata da vincoli ambientali che limitano lo sbarco via mare; i delegati l’hanno osservata e fotografata dal largo, accompagnati dal racconto della guida su Punta Caroddi e sulle misure di tutela che la preservano. Certi luoghi custodiscono la propria bellezza come i territori della longevità custodiscono il proprio segreto: con cura, con disciplina, con il senso profondo di ciò che vale la pena tramandare.

Hiroshi Toyama di Okinawa ha riconosciuto il golfo ogliastrino a colpo d’occhio:

«A Okinawa il mare fa parte dell’identità di chi ci abita. Questo golfo lo riconosco, anche se è la prima volta che lo vedo». La familiarità non è solo emotiva: «Siamo un’isola, viviamo le stesse pressioni. Gli accessi vanno regolati — prima che sia il turismo a decidere al posto nostro».

Carlos Armando Marinez Arias, Sindaco di Nicoya, è andato dritto al punto:

«I nostri anziani camminano ogni giorno tra le foreste e l’oceano. È la loro vita normale». E sulla longevità: «Non è un mistero — è un ambiente sano tenuto tale con scelte precise. La bellezza che abbiamo visto qui nasce dalla stessa consapevolezza».

Kyriaki Spanou e Angeliki Douka di Ikaria non hanno usato giri di parole:

«L’iperturismo sta erodendo quello che siamo. La Grecia non sta riuscendo a governare i flussi e noi lo paghiamo». Ma da Tortolì ripartono con qualcosa: «Portiamo a casa una lezione — la calma, l’accoglienza, il senso di sentirsi a casa in un posto che non è il tuo. È più raro di quanto si pensi».

Tre giorni di territorio hanno fatto ciò che nessun documento poteva fare da solo. Le mani delle donne di Orroli che impastano culurgiones con grano antico, le cinque torri del Nuraghe Arrubiu ancora in piedi dopo tremila anni, l’acqua di Cala Mariolu che porta con sé millenni di silenzio: ciascuna di queste esperienze ha detto ai delegati di tre continenti la stessa cosa. Che la longevità è una postura verso il mondo. Un modo di stare nel tempo che si trasmette attraverso i gesti, i sapori, il paesaggio. Un patrimonio che la Sardegna condivide con Okinawa, Nicoya e Ikaria — e che oggi, per la prima volta, questi quattro territori hanno deciso di raccontare insieme.

Un progetto di questa portata porta i segni del lavoro di molti. L’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna ha immaginato e guidato l’iniziativa dall’origine, costruendo mesi di relazioni diplomatiche con tre continenti. I Comuni e le province che hanno messo a disposizione i loro territori perché si potessero ammirare. La Camera di Commercio di Sassari e Promocamera hanno garantito la struttura operativa che ha reso possibile accogliere delegazioni da quattro Paesi con la qualità che un appuntamento storico merita. A ciascuno, il riconoscimento di aver creduto in qualcosa prima che esistesse.

«Queste tre giornate erano un argomento», ha dichiarato l’Assessore Franco Cuccureddu a conclusione del programma esperienziale. «Abbiamo portato delegati da tre continenti dentro la Sardegna reale: il borgo che accoglie, la cucina che tramanda, la pietra che dura, il mare che primeggia. Ogni tappa ha risposto alla stessa domanda: perché qui si vive più a lungo. La risposta è ovunque, basta saperla guardare. Il coordinamento internazionale che abbiamo firmato giovedì esiste per questo: perché il mondo sappia che qui la longevità si abita. Nei prossimi mesi, superati i passaggi amministrativi necessari, gli accordi si formalizzeranno: il marchio e il sito internet per fare in modo che il prodotto turistico diventi realtà».

Info:

Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna – www.sardegnaturismo.it