
Il 24 gennaio alle 16:00, nella sede del Circolo “Su Nuraghe”, un evento dedicato a “Su Filindeu”, un antico formato di pasta della Sardegna, con la partecipazione di Luca Floris.
È una serata speciale quella offerta dal Circolo “Su Nuraghe”, sabato 24 gennaio, ai soci e ai cittadini alessandrini. Sarà svelato il mistero della lavorazione de “Su Filindeu“, una pasta sarda, rarissima e rituale fatta a mano con una tecnica antichissima che le donne nuoresi si tramandano di generazione in generazione. Anche un uomo, Luca Floris di Nuoro, ha tuttavia raccolto la tradizione inserendosi con successo nella ristrettissima rosa delle persone capaci di preparare “i Fili di Dio”.
Sabato sarà possibile vederlo all’opera nel laboratorio allestito nel salone del Circolo e assistere allo spettacolo delle sue mani esperte e abili, che mostreranno l’antico e complesso procedimento che rende questa pasta unica al mondo.
“Su Filindeu” è un piatto sacrale, preparato per i fedeli che ogni anno partono da Nuoro durante la notte precedente il Primo maggio e il 4 ottobre, e si recano a piedi in pellegrinaggio al santuario di San Francesco di Lula, distante 32 chilometri.
La storia racconta che il santuario fu fatto costruire nel 1980 da Francesco Tolu, un nuorese accusato ingiustamente di un omicidio, il quale decise di darsi alla latitanza proclamando e reclamando la sua innocenza. Dopo circa due anni si convinse a costituirsi e nel processo venne accertata la sua estraneità al crimine. Tolu promise di erigere un piccolo santuario dedicato al Santo, pare, vicino alla grotta in cui si nascose durante la latitanza.
Ore 16:00: il laboratorio
“Su Filindeu” -“i fili di Dio” in sardo – è una pasta fresca, tirata rigorosamente a mano fatta di semola di grano duro, acqua e sale. Ingredienti semplici che richiedono, però, un procedimento di lavorazione molto laborioso. L’impasto viene inizialmente arrotolato con la forma di un cilindro allungato. Mani esperte tirano e ripiegano l’impasto su se stesso più volte sino a creare un tessuto di “fili sottilissimi”, che vengono posati su di un piano rotondo fatto di foglie secche di asfodelo, chiamato “fundu”, per farli essicare. È chiaro che “Su Filindeu” non può essere fatto a macchina. I numerosi tentativi di imitazione da parte cuochi nei ristoranti e pastai sono miseramente falliti.
Ore 19:30: la degustazione
Ai partecipanti alla serata gastronomica sarà offerta l’opportunità di assaporare “Su Filindeu”.
Dopo l’essiccazione i sottilissimi fili di pasta si presentano come un ricamo delicatissimo e fragile, che viene rotto in piccoli pezzi e rigorosamente cotto in brodo – tradizionalmente di pecora ,- cospargendo la pietanza con l’insostituibile pecorino sardo.
Ma i sapori di Sardegna non finiscono con la consumazione della minestra.
Anche il resto del menù proposto dal Circolo è nel pieno rispetto delle usanze isolane. Dopo la minestra in brodo sarà presentata la pecora in cappotto accompagnata da patate e cipolle. L’ottimo vino e la frutta fresca completeranno il pasto tradizionale sardo
Si prevede una grande affluenza che rende obbligatoria la prenotazione. Scrivere a: circoloal@tiscali.it o telefonare al 3313694534
Save the date! Il 24 gennaio 2026 alle ore 16:00, andate al Circolo sardo “Su Nuraghe” in via Sardegna, 2, per scoprire il mistero e la magia de “Su Filindeu”, la pasta più antica e rara al mondo. È un’occasione da non perdere!
Sebastiano Tettei





