Locandina Atempora - Festival Spaziomusica

Mercoledì 12 agosto al Museo Archeologico di Sant’Antioco Fabio Rambelli, Carlo Forlivesi e Sandro Mungianu inaugurano il percorso di “Orbitae 2026” con una performance che mette in dialogo la musica cerimoniale giapponese Gagaku, gli antichi modi mediterranei e l’elettronica contemporanea. Dopo Ferragosto sarà presentato il programma completo del festival, in programma a Cagliari dal 31 agosto al 29 settembre.

Un incontro tra mondi musicali lontani nel tempo e nello spazio, tra l’antica tradizione cerimoniale giapponese, le strutture modali del Mediterraneo e le possibilità sonore offerte dall’elettronica contemporanea. Mercoledì 12 agosto al Museo Archeologico di Sant’Antioco prende il via con Atempora il percorso verso la 45ª edizione del Festival Spaziomusica, che quest’anno porta il titolo monografico “Orbitae”.

L’appuntamento, concepito come anteprima del festival e realizzato in coorganizzazione con l’Associazione Ottovolante Sulcis, riunisce Fabio Rambelli allo shō, l’antico organo a bocca giapponese, Carlo Forlivesi alle tastiere e ai sintetizzatori e Sandro Mungianu all’elettronica.

“Atempora” nasce dall’incontro fra differenti sistemi musicali e differenti concezioni del suono. Alla base della performance c’è l’impianto modale del Gagaku, la musica cerimoniale della tradizione giapponese, messo in relazione con gli antichi modi mediterranei e con un linguaggio elettronico contemporaneo aperto alla sperimentazione e all’improvvisazione.

Il risultato è una musica che attraversa territori acustici ed elettronici, collegando la tradizione musicale giapponese alla ricerca colta contemporanea e alle forme più sperimentali dell’ambient music. Tutti i brani proposti nel corso della serata sono composti dagli stessi Carlo Forlivesi, Fabio Rambelli e Sandro Mungianu, che costruiscono una trama sonora nella quale strutture modali antiche e tecnologie del presente convivono senza essere ridotte a semplice citazione o contrapposizione.

Particolare importanza assume lo shō, affidato a Fabio Rambelli. Piccolo organo a bocca appartenente alla tradizione del Gagaku, lo strumento è utilizzato nella performance a temperamento naturale e porta con sé un patrimonio musicale profondamente legato alla ritualità e alla cultura giapponese. La sua sonorità si intreccia con le tastiere e i sintetizzatori di Forlivesi e con l’elettronica di Mungianu, dando vita a una formazione inusuale nella quale il suono acustico non viene semplicemente accompagnato dall’elettronica, ma entra con essa in una relazione continua.

Il titolo “Atempora” suggerisce proprio questo superamento di una concezione lineare del tempo musicale: linguaggi appartenenti a epoche, culture e sistemi differenti vengono fatti convivere nello stesso spazio sonoro, creando collegamenti tra memoria e contemporaneità, rito e sperimentazione, materia acustica e trasformazione elettronica.

In questa prospettiva anche la scelta di Sant’Antioco assume una particolare rilevanza. La performance è pensata in relazione a un contesto nel quale la dimensione archeologica e quella sonora possono entrare in risonanza: l’acustica del luogo diventa parte di uno spazio d’ascolto capace di evocare una dimensione nella quale natura, suoni, echi, immagini e mito tornano a intrecciarsi.

I protagonisti

Professore di Storia delle religioni del Giappone alla University of California, Santa Barbara, dove è titolare della cattedra di studi shintoisti, Fabio Rambelli è anche uno dei maggiori studiosi occidentali del Gagaku. Ha studiato lo shō in Giappone con Hideaki Bunno, esponente della 45ª generazione di una famiglia di musicisti legata alla corte imperiale, e con Naoyuki Manabe. Alla pratica della tradizione cerimoniale giapponese affianca da tempo la ricerca nella musica contemporanea, nell’improvvisazione sperimentale e nel free jazz, esibendosi in numerosi paesi tra Europa, Asia e Stati Uniti.

Compositore, organista e accademico, Carlo Forlivesi ha costruito un percorso internazionale tra Italia, Francia, Danimarca, Giappone e Stati Uniti, intrecciando composizione, musica antica e contemporanea, elettronica e strumenti tradizionali giapponesi. Le sue opere sono state eseguite in festival e istituzioni internazionali, mentre come interprete si è esibito in sedi quali Notre-Dame di Parigi, la Cattedrale di Urakami a Nagasaki e la Basilica di Santa Chiara ad Assisi. Già docente di Composizione alla Hochschule für Musik und Darstellende Kunst di Stoccarda, insegna oggi al Conservatorio “Gioachino Rossini” ed è stato recentemente nominato Fulbright Distinguished Chair negli Stati Uniti.

Completa il trio Sandro Mungianu, compositore, artista multimediale e docente al Conservatorio di Cagliari, attivo nella ricerca sui linguaggi elettronici e sulle relazioni tra suono, nuove tecnologie e dimensione performativa. In “Atempora” cura la componente elettronica, contribuendo a mettere in relazione lo shō e il patrimonio modale del Gagaku con le tastiere, i sintetizzatori e le sonorità contemporanee.

Verso Festival Spaziomusica “Orbitae 2026”

“Atempora” rappresenta il primo appuntamento della 45ª edizione del Festival Spaziomusica, manifestazione organizzata dall’Associazione Spaziomusica, nata nel 1982 da un’idea del compositore Franco Oppo e impegnata da oltre quarant’anni nella ricerca e nella diffusione dei linguaggi della musica contemporanea e d’avanguardia.

Il titolo monografico scelto per il 2026 è “Orbitae”, concetto che richiama percorsi ciclici e rotazioni della musica contemporanea attorno a nuclei di innovazione: generi, tecnologie e persone che gravitano insieme, influenzandosi reciprocamente e generando nuove traiettorie artistiche.

Dopo l’anteprima del 12 agosto a Sant’Antioco, il programma completo di Festival Spaziomusica Orbitae 2026 sarà presentato dopo Ferragosto. Il festival entrerà quindi nel vivo dal 31 agosto al 29 settembre a Cagliari, con appuntamenti dedicati alla musica contemporanea, alla ricerca elettroacustica, alla performance audiovisiva e alle nuove tecnologie.

Biglietti

I biglietti per “Atempora”, in programma mercoledì 12 agosto al Museo Archeologico di Sant’Antioco, possono essere acquistati direttamente in loco oppure online sulla piattaforma Evients.

Il costo del biglietto è di 5 euro per l’ingresso ordinario e di 2 euro per gli operatori del settore.

Per gli acquisti effettuati online la piattaforma applica i propri diritti di prevendita: il prezzo visualizzato è pertanto di 6 euro per il biglietto ordinario e di 2,70 euro per quello riservato agli operatori del settore.

Il Festival Spaziomusica Orbitae 2026 è finanziato dal Ministero della Cultura, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dal Comune di Cagliari. L’anteprima “Atempora” del 12 agosto è realizzata in coorganizzazione con l’Associazione Ottovolante Sulcis.